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Sicurezza, Di Lallo: “Diventare più attente per evitare le aggressioni”

Anna Di Lallo di Omniares, intervistata da RomaToday, risponde a tutte le critiche che sono state mosse dopo la distribuzione del "Vademecum per la tua sicurezza"

Flavia Grossi29 luglio 2011
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Presso le stazioni della metropolitana dall'11 luglio è distribuito il “Vademecum per la tua sicurezza”, presto ribattezzato “decalogo antistupro” e infine, interpretato e percepito da una fetta d'utenza e associazioni femminili come un'offesa per le donne e una limitazione alla loro libertà. Il polverone si è alzato nei giorni scorsi e ancora se ne distinguono i segni sui quotidiani e sui siti dei comitati e delle associazioni di donne. Tutto nasce da alcune fondamentali contestazioni: seguendo le indicazioni del vademecum la donna sarebbe privata della sua libertà, non si accenna alle violenze domestiche, Roma Capitale accetta che la città è diventata insicura e, ultima,  nel libretto si fa deliberatamente pubblicità a uno specifico modello di braccialetto Gps.

Di tutto questo ne abbiamo parlato con Anna Di Lallo, presidente di Omniares, che, in direzione diametralmente opposta alle critiche sollevate risponde alle contestazioni mossele. “Questo vademecum, patrocinato da Roma Capitale, nasce con la volontà precisa di consigliare le donne, avvalendosi di persone che si sono trovate in difficoltà e che hanno il desiderio di aiutarne altre. Il libretto non è altro che un supporto contro i pericoli senza alcuna volontà di limitare la libertà delle donne. Tutte queste polemiche non le capisco.”

In un anno così delicato per la cronaca nera romana, dilaniata da troppi omicidi, casi di stupro e violenze domestiche ci si domanda se un vademecum del genere, patrocinato dal Comune di Roma, abbia realmente la capacità di rassicurare i cittadini o non contribuisca, invece, ad alimentare il senso di insicurezza. Risponde Anna Di Lallo: “Alcuni dei consigli dati sono adottati da chi l'ha scritto, ma non vogliamo dipingere Roma come una città pericolosa. È chiaro che certi accorgimenti, come un abbigliamento meno provocante o più attenzione nello stare da sole, debbano essere usati per essere maggiormente caute nelle zone più pericolose della città, questo non vuol dire che il pericolo sia in agguato ovunque, ma certamente, per quanti ce ne siano sparsi, non si trova un poliziotto o un carabiniere ogni cinque minuti”.

Nel libello sono diversi i consigli che vengono elargiti: “Diventare più attente per evitare le aggressioni: se ci troviamo da sole dobbiamo essere pronte. Questo è un problema che coinvolge tutte noi, come una donna lasciata dal marito e che si trova a dover rientrare la notte in casa da sola, quanto tutte quelle, per esempio, che da sole dal garage devono arrivare al portone. - continua - E' in questi momenti che si deve alzare la guardia: i suggerimenti sono per diventare più attente, più forti e conservare la libertà.”

vademecum-3Le polemiche hanno riguardato diversi aspetti e Anna Di Lallo risponde punto per punto, prima tra tutte quella riguardante il sottotitolo: “Sicurezza, un lusso che oggi noi donne vogliamo permetterci”, in cui la parola lusso, utilizzata per descrivere una sicurezza per poche viene aspramente contestata. “Si contesta la parola lusso, ma francamente, per me è chiaro che l'abbiamo usata ironicamente, sono sbalordita che non l'abbiano capito, non mi sembra ci voglia molto acume per comprenderlo.”

Dalle parole ai contesti, nel vademecum non si parla delle violenze domestiche: “Volutamente questo argomento non è stato toccato perché non rientrava nella linea del libretto in cui si parla solo dell'insicurezza esterna, quella per strada e su come evitarla.”

Un altro punto dolente contestato: la libertà delle donne messa in discussione. “Nessuno ha intenzione di limitare alcuna libertà. I consigli sono dettati dal senso comune, adottare un abbigliamento idoneo al momento non è una limitazione, ma un accorgimento. Indossare una giacca lunga quando si ha una gonna corta e si cammina per strada da sole non limita nulla. Un altro esempio è quello di mettere la borsa in una busta della spesa per non renderla “appetibile ai furti”. Tutto questo serve perché capita di essere sole e non ci sono le forze dell'ordine in ogni punto della città.”

Infine, l'accusa di voler fare pubblicità a un dispositivo tecnologico dotato di localizzatore Gps chiamato PeTra e che occupa le due pagine finali del libretto. Spiega Di Lallo: “Non è un intento pubblicitario il nostro, non è vero che sarà venduto a 300 euro come ha detto qualcuno, anzi stiamo cercando di metterlo a disposizione a prezzi accessibili”.

Inevitabilmente viene da chiedersi se indicando un unico modello all'interno di un vasto settore non si sia pensato di sembrare quantomeno ambigui: “Il motivo della scelta del modello è semplice: Omniares ha condotto una ricerca nel settore e ha scelto il modello migliore con l'obiettivo di informare sul fatto che esiste qualcosa che abbia superato il braccialetto Gps”.

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Donne dunque ancora sotto i riflettori in questo anno che le ha viste sempre più sulla bocca della politica e del sociale, tra scandali o partecipazione attiva e manifestazioni, il gentil sesso ha alzato la voce, anche su questo chiediamo cosa ne pensa Anna Di Lallo: “Siamo in una fase statica, la situazione non è cambiata molto. La donna è diventata certamente più forte, ma ancora non ha il ruolo che le spetta: gli stipendi sono più bassi rispetto a quelli degli uomini, è più difficile trovare lavoro, nella pubblica amministrazione c'è ancora molto da fare. La donna si distingue sempre di più in diversi campi: come la politica, il sociale, la cultura, ma ancora non ha raggiunto il giusto status.”

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11 Commenti

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  • Avatar di marco ruggeri

    marco ruggeri ma dove vivete?siamo in un mondo di violenza,gia la gente è matta di suo,purtroppo il discorso che si fa io indosso quello che voglio non è possibile faarlo...perche' l'uomo se poi gia malato di suo associa al modo di vestire la facilita' in una donna,pensa se si veste cosi allora vuole provocare..e scatto in chi è matto la molla ancora di piu,adesso e purtroppo succede spesso si aggrediscono coppie in macchina chiudendo l'uomo nel portabagai e violentando la donna a turno e ci meravigliamo?e poi non è per essre razzista ma sono sempre i solito albanesi e rumeni,che poi se la cavano con pochi giorni di galera dopo aver distrutto la vita di quella donna,io li impiccherei in pubblica piazza.putroppo è cosi le donne devono stare attente e cercare di essere meno provocanti possibile perche' ora si vive in una giungla,ci sono ragazzine di 17 anni che vanno in giro nude..immagino che genitori possano avere.polizia come si diceva nell'articolo molto scarza,ci sarebbe l'esercito da poter impiegare in tutta la citta' per la sicurezza invece di stare nelle caserme senza fare nulla.

    il 31 luglio del 2011
    • Avatar anonimo di bimba monella

      bimba monella marco a me sembri proprio tu uno di quei molestatori verbali che ogni giorno mi tocca sopportare in metro.

      l' 1 agosto del 2011
    • Avatar anonimo di mARy

      mARy Noi i maschi nudi però non li stupriamo...il problema è vostro quindi...
      E poi piantala di fare il razzista...che la magigor parte degli stupratori sono italiani...e znche il to modo di pensare appartiene all'ottica di uno stupratore che non sa tenerlo nelle mutande.

      l' 1 agosto del 2011
    • Avatar anonimo di stefania

      stefania caro marco, se una vuole andare in giro seminuda è liberissima di farlo...sei mai stato all'estero? ci sono libertà individuali garantite e rispettate e buone maniere altrettanto garantite e riespettate.
      se l'uomo non è in grado di tenerlo nelle mutande è un suo problema, così come se mi passasse un bonazzo seminudo davanti terrei i miei istinti a bada. direi che l'era del "maschio animale e femmina preda" è finita da un pezzo, non credi?
       

      il 31 luglio del 2011
  • Avatar anonimo di maddy

    maddy ogni donna è libera di vestire come meglio crede, anche in modo appariscente se preferisce. siamo nel ventunesimo secolo, qualcuno forse l'ha dimenticato.
    inoltre non sono le donne a dover stare attente, semmai gli uomini a doverlo tenere nelle mutante e le forze dell'ordine a fare il loro lavoro...cose, le ultime due, che non avvengono. a roma si viene molestate verbalmente anche quando si esce in tuta.
    se questa fosse stata gente che conosce davvero i problemi della gente, non ci avrebbe messo poi molto a capire che il vademecum andrebbe distribuito agli uomini, non alle donne.

    il 30 luglio del 2011
  • Avatar di Roberta Apricele

    Roberta Apricele Io credo che la Sig.ra in questione pensi che l'opinione pubblica sia "fessa"...basta metetre pochi input su google per vedere una bella campagna pubblicitaria del suo prodotto, alla fine la signara si occupa di marketing e comunicazione...ha fatto il suo lavoro.Altro discorso è che si sia intascata i nostri soldi (anche qui ci crediamoo che non abbia preso nulla!anche questa è ironia logico!). Ho letto questo famoso vademecum, dietrologie a parte lo trovo assolutamente ridicolo, un lavoretto da poter metettere su in massimo 1 o 2 giorni , ma alla signora è servito 1 anno! Spero che i personaggi che hanno prestato il loro volto a sta roba non l'abbiano vista, possiamo tacciarle di leggerezza al massimo, se lo hanno anche visto mi preoccupa sul serio!Spero che si faccia luce su questa vicenda e su come si usano i soldi dei cittadini e che non sia l'ennesima questione lasciata cadere, con la crisi, i tagli continui agli enti locali, e il caldo si apprezzamento nei confronti della politica credo che il sindaco non se la possa proprio permettere!

    il 29 luglio del 2011
  • Avatar anonimo di gia

    gia Ma dico, che foto mettete!? Questa, con la collana che le finisce fra i seni, sta lanciando un chiaro messaggio: stupratemi, ve ne prego! Roba per stomaci forti, o forse non ha letto il suo stesso vademecum (per evitare fraintendimenti, il mio è solo sarcasmo)

    il 29 luglio del 2011
  • Avatar di elisa rigoni

    elisa rigoni leggete il sottotitolo, "sicurezza, un LUSSO che...". si danno la zappa sui piedi da soli definendo la sicurezza un lusso.

    il 29 luglio del 2011
    • Avatar anonimo di bimba monella

      bimba monella anch'io l'avevo notato... triste

      il 30 luglio del 2011
  • Avatar di Renato Moscaritolo

    Renato Moscaritolo ma perchè non le avete chiesto per quale motivo il Comune, per scrivere delle ovvietà, ha dovuto far stampare un libretto del genere? Ci vuole questa per dire che mi moglie se c'ha la gonna deve mettersi na giacca più lunga? ma la pagano per dire ste ovvietà?

    il 29 luglio del 2011
    • Avatar anonimo di bimba monella

      bimba monella ciao renato,
      se una donna che indossa una gonna in un ambiente civilizzato quale una città si presuppone possa essere, l'atto di indossare una giacca non è un'ovvietà, ma maschilismo e dietrologia :)

      scusa l'inutile polemica, ma per me le parole sono importanti

      il 30 luglio del 2011