Periferie, monta la protesta delle ex borgate abusive: "Servono scuole, strade e marciapiedi"

Il recupero delle periferie passa attraverso l'approvazione dei toponimi. Tra le proteste dei "Consorzi di Autorecupero" si muovono le commissioni urbanistiche di Comune e Municipio IX

Il destino delle periferie romane è ancora confuso. La trasformazione delle ex borgate abusive, in quartieri dotati di tutti i servizi, passa infatti per l’approvazione dei cosiddetti Toponimi. Ma nonostante le incalzanti richieste dei cittadini interessati il Campidoglio, e soprattutto la Giunta, non ha ancora assunto una posizione chiara.

UNA LUNGA ATTESA - Come annunciato dal Coordinamento delle Associazioni e dei Consorzi di Autorecupero della Periferia romana, giovedì 2 febbraio si è svolto un sit-in di protesta contro il Campidoglio. Finora, a fronte di 44 progetti presentati, ne sono stati adottati solo 27 mentre quelli definitivamente approvati risultano essere appena 3. La Regione, senza un passaggio in municipio ed in Assemblea Capitolina, ha le mani legate.  E tanti quartieri ex abusivi rimangono privi dei servizi essenziali che, viceversa, potrebbero ottenere attraverso l’autorecupero.

IL CONSIGLIO STRAORDINARIO - “In occasione della manifestazione dei consorzi delle periferie romane, avvenuta giovedì, i consiglieri capitolini di Fdi-An hanno sottoscritto insieme ad altri colleghi di opposizione la richiesta di Consiglio straordinario sulle periferie –  fanno sapere Andrea De Priamo e Massimiliano De Juliis, Vicepresidenti rispettivamente  dell’Assemblea Capitolina e del Consiglio nel Municipio IX –  abbiamo chiesto che si possa dare voce in quell'occasione ai rappresentati dei consorzi che da anni si battono per la attuazione manovra Urbanistica che permetterà la realizzazione dei servizi a lungo attesi. Abbiamo inoltre sollecitato la commissione urbanistica a fare un esame ed un monitoraggio dei singoli progetti per verificare i passaggi mancanti da parte degli uffici".

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L'AUTORECUPERO - Qualche novità si registra intanto nelle commissioni urbanistiche di Comune e Municipio, dove sono stati votati all’unanimità i Toponimi di Santa Fumia e Villa Balbotti. “Ci sono intere zone che necessitano di questi interventi per diventare a tutti gli effetti dei quartieri. Servono asili, parchi, marciapiedi. A Paglian Casale le strade non sono neppure asfaltate – sottolinea il Consigliere di FdI Massimiliano De Juliis – e pensare che queste opere di urbanizzazione primaria e secondaria, verrebbero realizzate con i soldi degli stessi consorzi”. Dunque senza spese per la collettività. Ma per riuscirvi, si deve passare per l'Assemblea Capitolina.
 

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