Roma 2024, Raggi dice no alle Olimpiadi: "Sono uno sogno che diventa incubo"

La sindaca diserta l'incontro con Malagò e si presenta in conferenza stampa. Il no è chiaro e deciso. Già depositata una mozione che impegna assemblea capitolina

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

No alle Olimpiadi. Nessun dubbio, nessuna sorpresa: Virginia Raggi e la sua giunta hanno detto no alla candidatura ai giochi del 2024. Un rifiuto arrivato dopo tre mesi di dialogo con il CONI. Un no che arriva in una conferenza, senza aver prima incontrato il presidente Malagò. Un incontro programmato per le 14.30 e al quale la sindaca non si è presentata, parlando di ritardo dovuto ad un contrattempo. Quindi la conferenza stampa che non lascia spazi a dubbi. 

"Le Olimpiadi sono un assegno in bianco che firmano le città ospitanti. Lo dice l'Università di Oxford, non Virginia Raggi o il M5S. I costi aumentano sempre. Sono un sogno che si trasforma in un incubo", spiega la sindaca.  "Nel 2015 abbiamo finito di pagare il mutuo dei Mondiali del 90. Il mutuo dei Giochi invernali del 2006 di Torino lo stiamo ancora pagando. Per non parlare delle opere abbandonate- ha ricordato Raggi- sia quelle di Torino 2006 che quelle dei mondiali 2009 come le vele di Calatrava". 

Perché non passare da un referendum? Secondo Raggi la consultazione c'è stata: "Il Pd e Giachetti hanno trasformato il ballottaggio in un referendum sulle Olimpiadi e quasi il 70% dei romani ha detto no". "Non abbiamo nulla contro le Olimpiadi e lo sport, che é parte integrante del nostro programma, ma non vogliamo che lo sport sia utilizzato come pretesto per ulteriori colate di cemento per la città". 

Che ne sarà degli impianti esistenti e abbandonati? "Li sistemeremo. Trasformeremo cantieri fatiscenti in occasioni. La Città del nuoto di Calatrava diventerà la vela della conoscenza grazie ad un accordo con l''ateneo di Tor Vergata". 

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