Trasporti pubblici: il successo dello sciopero è una bocciatura al concordato preventivo

Per le proteste dei tranvieri USB invoca "solidarietà e comprensione"

Foto Ansa/ANGELO CARCONI

Bus, tram, metro e treni fermi. Trascorso l'ennesimo venerdì nero dei trasporti pubblici, è tempo di bilanci. Le proteste dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Usb e Faisa Cisal, per i bus periferici gestiti dalla Roma Tpl, si sono saldati a quelli di Usb, Orsa Tpl, Faisa Cisal e Faisa Confail. L'adesione è stata alta. Per Usb, che dichiara "punte del 95% nei settori operativi", è stata addirittura massiccia.

I costi del piano di risanamento 

Nelle cornice dello sciopero nazionale, venerdì 10 novembre si è innestato quello cittadino. Le differenze tra i disagi riscontrati nelle principali metropoli italiane lo dimostra. Per l'ATM  durante la prima parte dello sciopero,  la circolazione delle linee metropolitana e dei mezzi di superficie "è stata regolare". A Roma invece, sono state evidenti le ripercussioni sul traffico veicolare. A dimostrazione del fatto che, nella Capitale, la protesta è stata più forte. Sullo sfondo infatti, tiene banco la vicenda di Atac e del concordato. Per l'Unione Sindacale di Base si tratta di  "un piano di una ferocia senza precedenti nei confronti dei tranvieri romani sui quali si tenta di scaricare tutto il peso del Concordato". Secondo Usb si tratta di una procedura che s'innesta nel quadro di "una guerra politica le cui vittime, per la giunta romana, dovrebbero essere i lavoratori ATAC".    

Le condizioni di lavoro ed il servizio

A farne le spese sono però anche gli utenti, a cui Usb si rivolge chiedendo "solidarietà e comprensione" dal momento che la protesta è alimentata dall'obiettivo di avere  "un servizio sicuro e dignitoso". Traguardo che si raggiunge garantendo diritti ai lavoratori del comparto oggi costretti  "ad aumentare le ore di guida a 7 ore e 15', in mezzo al caotico traffico rimano,  su strade dissestate, con mezzi vecchi e rovinati, con corsie preferenziali assenti o fittizie, con autobus stracolmi, continuamente fatti oggetto dell’ira dei cittadini per le corse soppresse".

Gli effetti del Concordato preventivo

Critiche sulla strada intrapresa per il risanamento aziendale sono arrivate anche dall'UGL. "Le vessazioni imposte esclusivamente al mondo operativo non possono essere la soluzione" ha commentato Lucio Valeri, segretario di Roma e Lazio per Ugl Autoferrotranvieri. Il sindacalista, terminato l'incontro di venerdì 10 con i vertici aziendali ha spigeato che "le moltre proposte presentate per migliorare il servizio senza aggravare le condizioni di lavoro, non sono state prese in considerazione". Eppure, "i responsabili del danno della nostra azienda non sono i lavoratori, ma la classe dirigente voluta di volta in volta dalla politica". Resta il problema di garantire il risanamento aziendale, mantenendo condizioni lavorative decorose. Senza inficiare su un servizio pubblico che è pagato dagli utenti. Non solo in termini tariffari.

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