Trasbordo rifiuti, tra M5s e centrosinistra asse anti Nimby: Raggi e Caudo insieme contro le proteste

Il masterplan di Ama presentato in Municipio III, sull'area scelta lungo svincolo Roma Firenze è pressing su Anas per altro sito "più idoneo". In subbuglio la periferia: "Pagano residenti e aziende"

Superare opposizioni a priori, timori e una certa logica NIMBY, quella del Not In My Back Yard ossia 'Non nel mio cortile', mettendosi al servizio della città in un momento storico critico per la gestione dei rifiuti. 

Già perchè se sul trattamento e lo smaltimento dei materiali post consumo c'è ancora da sciogliere il nodo degli impianti utili a Roma per uscire dalla ciclica crisi, nella fase di raccolta Ama e Comune puntano tutto sull'attivazione delle aree di trasbordo: quelle che, dislocate in ogni quadrante della città, permetterebbero ai camion della Municipalizzata di risparmiare chilometri e tempo efficientando lo svuotamento dei cassonetti. 

L'asse Campidoglio-M5s contro la logica dei 'No'

Così il Campidoglio, in un inedito asse con il Municipio III guidato dal centrosinistra di Giovanni Caudo, chiede ai romani di non abbandonarsi alla logica del 'No' quella che da anni tiene in ostaggio Roma incapace di trovare soluzioni per diventare nel campo dei rifiuti autosufficiente e virtuosa. "Roma produce una quantità infinita di rifiuti e li produciamo noi, pensare che nessuno abbia vicino casa un impianto di rifiuti, estremizzo il concetto, è utopistico. Non può essere così" - ha detto la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, in un incontro pubblico sulle aree di trasbordo. 

Il masterplan di Ama sulle aree di trasbordo

Sullo sfondo il 'masterplan' di Ama, ossia l'assetto logistico dei punti di conferimento delle raccolte che la Municipalizzata vuole attivare in modo diffuso su tutto il territorio cittadino per disporre di aree per il conferimento dei rifiuti che abbiano capacità superiori al fabbisogno quotidiano ed eventualmente di "aree di riserva" dalle quali attingere nel caso di indisponibilità/manutenzione di un sito impiantistico o di trasbordo. (Che cos'è il trasbordo dei rifiuti)

In sostanza delle 'stazioni' in cui, oltre alle operazioni di trasbordo, possano arrivare i rifiuti che altrimenti resterebbero nei cassonetti e per strada con scenari che i romani ben conoscono. 

Aree di trasbordo a Roma: la mappa

Dieci in tutto oltre quelle già esistenti - ossia l’impianto di Malagrotta; il TMB di Rocca Cencia e quello di Rida ad Aprilia - le aree di tasbordo immaginate da Ama e Comune in una situazione "a regime": tra sei mesi ogni municipio, ad esclusione del I, II, VIII e X, avrà la propria. (Qui la mappa delle aree di trasbordo a Roma). 

Da Labaro a Tor Sapienza, Tor Vergata e Tor de' Cenci le stazioni sorgeranno tutte in periferia. 

"Abbiamo necessità di siti di trasbordo grandi, dove arrivino i camion madre che caricano i camion più grandi che vanno fuori Roma. Portare i bilici nel centro di Roma sarebbe stato molto impattante sulla mobilità. Tutti i municipi, compresi il I e il II, - ha spiegato la Sindaca - hanno già aree di trasbordo piccole dove uno 'squaletto' scarica in un mezzo più grande dell'Ama. Ma questi siti che sono dentro piazze o aree di parcheggio non sono impattanti, io ne ho uno dietro casa". 

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Aree di trasbordo: protestano Porta di Roma e Labaro

Ma alcuni dei territori, con l'ennesima decisione calata dall'alto, sono già sul piede di guerra: lo è Saxa Rubra dove il trasbordo è stato già attivato e il nastro è in via di installazione. E' in protesta anche Labaro che, tra sei mesi, potrebbe ritrovarsi i camion di Ama ai piedi del parco Marta Russo. 

Tuonano Settebagni e Porta di Roma contro l'area scelta dal Comune: quella lungo il Grande Raccordo Anulare, nei pressi dello svincolo Roma Firenze. 

Il 'No' di Settebagni e Porta di Roma

"Diciamo no perchè li ci sono case e palazzine in costruzione a poca distanza, un asilo, un canile, il parco della Marcigliana e l'azienda agricola di Tenuta Redicicoli" - ha detto Silvia De Rosa del Comitato Settebagni. 

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"Da trent'anni siamo in affitto accanto all'area scelta, un territorio che abbiamo difeso e tutelato: da quando non siamo più convenzionati con il Comune tiriamo avanti a spese nostre e grazie alle donazioni. Se arriveranno i rifiuti saremo costretti a chiudere per tutelare i nostri animali" - hanno tuonato dal rifugio Code Felici. 

"Quel sito di trasbordo rischia di mandare in fumo cinque anni di duro lavoro" - ne è certo Daniel Burrai che nel 2014, appena 21enne, vinse il bando di Roma Capitale per le terre pubbliche. "L'arrivo dei rifiuti complicherá le pratiche per il biologico e diminuirá drasticamente la qualità dell'aria e quindi dei prodotti". 

Trasbordo: il nodo della partecipazione

“Questo master plan suscita molte perplessità. Il nostro quartiere è nel mezzo di un quadrante sovraccarico con l’area dello svincolo, Saxa Rubra e Labaro. Ci saremmo aspettati una partecipazione a priori, non a cose fatte. Il sito scelto è nel pieno Parco delle Sabine, quello che noi attendiamo dal 2008 e che da oltre dieci anni è invece un’area extraterritoriale. Non vorremmo essere sempre quelli che pagano. La ricognizione delle aree eleggibili - hanno sottolineato dall'associazione Tutela Parco delle Sabine - deve essere trasparente”.

Trasbordo in Municipio III: pressing su Anas

Un 'No' netto quello dei residenti di quel quadrante del Roma Montesacro all'area dello svincolo Roma Firenze, tutti d'accordo invece sulla prima piazzola di Anas, quella tra le uscite di Salaria e Nomentana, proposta dal Municipio III come alternativa al primissiomo sito "idoneo" indicato, e poi scongiurato, di via Ave Ninchi a Talenti

"C'e' l'impegno della sindaca Raggi di sentire Anas e avanzare la proposta di uno scambio di aree, presenteremo ad Anas le due situazioni. C'e' tempo, perchè tanto il sito di trasbordo verrebbe attivato ad ottobre" - ha detto il minisindaco Caudo garantendo massima collaborazione con il Campidoglio. 

Il Municipio III: "Su trasbordo massima collaborazione"

"Non potrebbe essere altrimenti, poichè questa è una vicenda che riguarda tutta Roma nell'obiettivo comune di rendere più efficiente lo svuotamento dei cassonetti e la gestione dei rifiuti. Ciò vale, ovviamente, nella misura in cui questo può contribuire al miglioramento del servizio. Ribadiamo che nell'area non ci può essere altra attività che quella del trasbordo. Il Municipio - ha sottolineato il presidente del III - è disponibile a collaborare, fermo restando che per noi, l'area a suo tempo individuata sullo svincolo del Gra, resta la migliore dal punto di vista dell'impatto urbanistico". 

Le proteste di Labaro e Saxa Rubra: i rifiuti del XV sul GRA

Una ex area di sosta dove anche il XV spera di poter portare il trasbordo assegnato a Roma Nord, prima le 300 tonnellate al dì piazza Sandro Ciotti poi le 100 "a regime" di Colli d'Oro.

Dopo la protesta lungo le strade di Labaro e le rimostranze del Comitato Saxa Rubra che ha consegnato alla Sindaca il libro dell'archeologo Gaetano Messineo sugli scavi della zona sottolineandone la valenza storica e culturale, quella sembra una delle alternative in campo per "liberare" il parcheggio dell'ex Gran Teatro e lo 'stradone' di Gemona del Friuli dai rifiuti. 

Da quel trasbordo che, sotto casa, in una Roma perennemente in emergenza, per tanti resta uno spettro. 
 

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