Ex caserma Guido Reni, sbiadisce la città della Scienza: "Finanziamo il tram della Musica"

L'ipotesi è emersa nel corso di un sopralluogo delle commissioni capitoline Urbanistica e Cultura

Utilizzare una parte dei 43 milioni di euro di oneri derivanti della trasformazione dell'ex caserma di via Guido Reni per finanziare il 'tram della Musica'. Mentre il progetto della Città della Scienza di 'marziana' memoria è sempre più sbiadito, per il padiglione destinato a rimanere pubblico nell'ambito del progetto di trasformazione del complesso al Flaminio e per gli oneri pubblici che ne deriverebbero, prende progressvamente forma la proposta alternativa dell'amministrazione a Cinque Stelle. L'idea è emersa ieri nel corso di un sopralluogo congiunto delle commissioni Urbanistica e Cultura presso i padiglioni dell'ex struttura militare dimessa "per valutare lo stato di conservazione delle volumetrie con destinazione a servizi pubblici" ha spiegato il consigliere M5S Pietro Calabrese con una nota. 

La trasformazione, che verrà portata avanti da Cassa depositi e prestiti Investimenti sgr, riguarda un'area di circa 51mila metri quadri sui quali si prevede di edificare 72mila metri quadri di nuovi edifici. Secondo il progetto iniziale 35 mila metri quadri sono destinati a residenze, 14 mila metri quadri per attrezzature pubbliche e di quartiere e quasi 27 mila sarebbero dovuti essere destinati alla Città della Scienza. Ma l'idea di dare vita ad un nuovo museo era già stata messa in discussione dall'ex assessore all'Urbanistica Paolo Berdini che alla presenza della presidente del II Municipio Francesca Del Bello e di una serie di comitati di quartiere aveva lanciato un "decidiamolo insieme" senza incontrare troppa resistenza. Presto si dovrebbe definire il nuovo disegno.

"Il capannone, destinato nelle precedenti delibere ad essere trasformato attraverso un intervento di demolizione e ricostruzione a Città della Scienza, una volta ceduto a Roma Capitale dall'attuale proprietario (Cassa Depositi e Prestiti), verrà recuperato e destinato a spazi culturali di livello cittadino" ha spiegato la presidente della commissione Urbanistica, Donatella Iorio. "Come amministrazione ci siamo impegnati a portare in Aula nei primi mesi del prossimo anno la delibera di adozione dello strumento attuativo. Gli oneri che ammontano a 43 milioni di euro saranno impiegati, oltre al recupero dei capannoni, anche per la riqualificazione dell'asse di Via Guido Reni". 

"Oltre al recupero delle due serre lato via del Vignola che vedete nelle foto in basso, già destinate ad un 'centro civico' con mediateca e spazi polifunzionali del II Municipio, fra le opzioni per i capannoni lato via Guido Reni c'è sicuramente la realizzazione di uno spazio 'culturale' di servizio alla città, dedicato alla Scienza" ha spiegato Calabrese. "Dal sopralluogo effettuato, e considerando sia l'ipotesi di recupero dei capannoni, sia le numerose esigenze essenziali presenti anche in questo quadrante, pare eccessivo spendere i 43 milioni (che neanche basterebbero) per demolire e costruire l'ennesima struttura museale, o comunque destinarli solo per l'intervento di recupero, quando in realtà ne sono sufficienti nemmeno la metà".

Così viene lanciata l'idea. "Ferme restando le verifiche di fattibilità da parte degli assessorati, una parte invece possono andare a co-finanziare l'infrastruttura per il 'tram della Musica', dall'Auditorium a piazza del Risorgimento, anche perchè è già previsto fra le invarianti del nostro Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, ed è già allo stato di progettazione preliminare. Questa ipotesi di finanziamento sarebbe funzionale anche ad avere maggiore impulso per ricevere le risorse mancanti sia da parte del Ministero dei Trasporti che dall'Europa, o comunque per ottenere un credito migliore dalla Banca Europea per gli Investimenti".

Con i soldi rimanenti, "oltre a contribuire alla riqualificazione dell'asse Guido Reni, può finanziare un progetto partecipato per la definizione degli spazi dei capannoni, avviato tramite bando pubblico, in cui l'amministrazione indica l'obiettivo con i criteri, non per un museo della scienza ma per una struttura che ospiti temporaneamente chi necessita di spazi per realizzarla". Calabrese parla per esempio di "un incubatore di idee e tecnologie innovative o per start up di settore, con laboratori e attrezzature adeguate, minimi spazi espositivi, in cooperazione con le nostre università cittadine, in connessione con altrettante strutture da avviare nei municipi di cintura, in modo da caratterizzarsi come rete di offerta 'culturale' diffusa, con un hub localizzato sull'asse di Guido Reni, che rimarrebbe comunque la casa centrale della scienza".

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