Ama, la Asl chiude la rimessa del Salario: così Roma "rischia un'altra emergenza rifiuti"

La decisione dopo l'ispezione dello Spresal, i sindacati: "Mentre l'azienda cola a picco la dirigenza si nasconde"

Il Salario totalmente fuori uso in seguito all'incendio del dicembre scorso, il TMB di Rocca Cencia utilizzabile solo a metà dopo il rogo che ha messo ko una delle due linee di trattamento poi sequestrate dalla magistratura. Crisi nera per la gestione dei rifiuti di Roma

TMB Salario, la Asl chiude rimessa e officina

Ad aggravare una situazione da sempre delicata e instabile, ad oggi più che mai emergenziale, anche la chiusura dell'autorimessa del Salario per insalubrità dei locali. La decisione della Asl dopo le ispezioni dello Spresal, il servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro.

Così al Salario, dove dopo l'incendio erano rimasti dipendenti degli uffici, autisti e personale operaio - con alcune delle categorie già temporaneamente trasferite da Ama a "tutela della salute" - non potranno più entrare mezzi e personale. 

Si allungano tempi e tragitto per raccolta rifiuti

Gli 80 camion che svuotano i cassonetti di centro, Prati, Salario, Nomentano e Montesacro, dopo aver scaricato i rifiuti a Ponte Malnome da dove poi vengono trasferiti negli impianti a servizio della città, non avranno più base nè officina in via Salaria. 

Si allungano dunque tragitto e tempi del servizio: il rischio è quello di una raccolta lenta e ingolfata. Lo scenario, a poche settimane da Pasqua, quello di cassonetti stracolmi di rifiuti e strade come discariche a cielo aperto. 

Così Roma rischia un'altra emergenza rifiuti

"Rischiamo un'altra emergenza rifiuti e che un'autorimessa che copre un'area importante della Capitale non possa fare nemmeno la manutenzione ordinaria. E ad essere preoccupati e mostrare senso di responsabilità siamo solo noi" - hanno tuonato in una nota Natale Di Cola, Marino Masucci e Massimo Cicco, segretari generali di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel

La denuncia dei sindacati: "Il management si nasconde"

Prima convocato e poi revocato il tavolo chiesto dai sindacati all'amministratore unico, Massimo Bagatti, per discutere della crisi dell'azienda e affrontare i problemi legati all'incendio di Rocca Cencia e allo stop dell'officina del Salario.

"Mentre Ama cola a picco il management si nasconde" - rilevano i sindacalisti pronti ad agire per vie legali qualora Ama dovesse procedere "con ulteriori trasferimenti in violazione del contratto nazionale". 

Poi l'appello alla Sindaca: "Raggi faccia in fretta e metta questa azienda in condizioni di evitare il peggio".
 

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