Rifiuti, si ferma il Tmb di Rocca Cencia: "Guasto annunciato, impianto sotto stress". E Roma rischia una nuova emergenza 

Ama aveva allertato più volte sulle condizioni di stress da lavoro dell'impianto Tmb, che ha saltato il ciclo di manutenzione straordinaria previsto per agosto

Camion in fila fuori dal Tmb (Foto Agenzia Dire)

Nuovo stop per il Tmb di Rocca Cencia, con file di camion fermi e carichi di immondizia da scaricare. Di ieri il guasto, non il primo, al nastro trasportatore dei rifiuti nell'unico impianto di trattamento meccanico biologico disponibile di proprietà di Ama, Rocca Cencia. Uno stop più che annunciato, come trapela dall'azienda, visto il carico di lavoro a cui è stato sottoposto nelle ultime settimane. Mentre scriviamo, i tecnici sono a lavoro e da via Calderon de la Barca si spera nella riparazione in giornata. Intanto però la raccolta ha subito una brusca frenata, i sacchetti cominciano ad accumularsi di nuovo in strada e il ciclo di gestione dei rifiuti mostra una volta di più le sue fragilità. 

Perché il Tmb si è fermato

Il blocco a Rocca Cencia, come spiegano da Ama, è figlio di un sovrastress da trattamento dei rifiuti, resosi necessario data l'insufficienza di spazi negli altri impianti regionali che accolgono buona parte dell'immondizia di Roma. In particolare la riduzione delle tonnellate da parte dell'impianto di Aprilia, della Rida Ambiente, avrebbe costretto il Tmb di Rocca Cencia a lavorare a pieno ritmo - 750 tonnellate al giorno - per l'intero mese di agosto, rinunciando allo stop in agenda per operazioni di manutenzione della struttura. "Sono state effettuate fra un turno e l'altro" chiariscono da Ama. D'altronde ad allertare su miasmi provenienti dall'impianto, probabilmente legati anche al sovraccarico di lavoro, avevano pensato gli stessi cittadini dei comitati di zona.

Il braccio di ferro con Rida Ambiente

Lo stesso Cda della partecipata, il 2 settembre, ha inviato una missiva indirizzata a tutti gli enti coinvolti (Comune, Regione, Prefettura) per lanciare l'alert, poi replicato pubblicamente dall'ad Paolo Longoni durante una seduta di commissione Trasparenza"Si rischia l'emergenza". E la colpa, per la partecipata dei rifiuti, è in buona parte, almeno in questa fase, di Rida. L'azienda proprietaria del Tmb di Aprilia sarebbe inadempiente rispetto gli obblighi contrattuali che prevedono il conferimento di 2mila tonnellate a settimana. Dura la risposta del patron della società Fabio Altissimi, protagonista di un braccio di ferro in corso da settimane, che ha sempre giustificato la riduzione dei quantitativi con la mancanza di sbocchi sufficienti nel termovalorizzatore di Acea. "Mai venuti meno ai nostri doveri contrattuali - spiega in una nota - la Rida Ambiente non può essere presa a pretesto per giustificare le difficoltà nella programmazione del ciclo rifiuti nel Lazio"

Quali soluzioni per il futuro

"La questione va risolta al più presto" continuano da Ama. Anche perché nei prossimi giorni, con il rientro dei romani dalle ferie e la riapertura delle scuole, il quantitativo di rifiuti prodotto aumenterà. E a ora stanno lavorando a regime ridotto per interventi manutentivi anche gli impianti di Frosinone e Viterbo. All'intoppo di queste ore legato a Rocca Cencia, si aggiungono le questioni a medio termine. La carenza impiantistica di Roma è cosa nota, e la regione Lazio si è impegnata a prorogare l'ordinanza di agosto, quella che obbliga i Tmb ad accogliere i rifiuti romani al massimo della capienza possibile e Ama a una serrata organizzazione del lavoro, fino al 31 dicembre 2019. Continua sullo sfondo la contrattazione con Marche e Abruzzo per il conferimento nei Tmb delle rispettive regioni. Ancora ufficialmente gli accordi non sono stati chiusi. 

Resta poi da mettere a punto la strategia di gestione del ciclo per il futuro. Con la raccolta differenziata al palo per stessa ammissione di Ama, ferma appena al 46%, la Capitale dipende da impianti terzi. E il piano regionale rifiuti le impone, per il raggiungimento dell'autonomia, di dotarsi di una discarica di servizio, ipotesi esclusa dall'amministrazione Raggi, da sempre fermamente contraria a qualunque tipologia di impianto di trattamento o smaltimento dell'immondizia sul territorio romano. Certo, con il nuovo governo giallorosso che vede a braccetto M5s e Pd, qualcosa potrebbe cambiare. 

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