Teatro Opera, sciopero confermato: a Caracalla La Bohème gratis e aperta a tutti

Di fronte alla scelta dei sindacati il rimborso dei biglietti venduti e l'apertura dell'esecuzione fino a esaurimento posti. L'opera di Puccini verrà eseguita senza orchestra e solo con il pianoforte

Opera gratuita e aperta a tutta la città questa sera a Caracalla. In seguito alla decisione dei sindacati di non revocare lo sciopero per lo spettacolo della Bohème in programma questa sera alle Terme di Caracalla, la Fondazione dell'Opera ha fatto sapere che “d'intesa con il Comune ha deciso che lo spettacolo de La Boheme verrà proposto con l'accompagnamento del pianoforte e a ingresso gratuito, aperto alla città fino all'esaurimento dei 4.000 posti”. I biglietti già venduti invece verranno completamente rimborsati.

Lo spettacolo avrà inizio alle 21. Lo sciopero aveva 'rovinato' anche la prima di lunedì scorso quando, di fronte all'esecuzione da parte del solo pianoforte e non dell'orchestra, parte del pubblico aveva deciso di abbandonare lo spettacolo facendosi rimborsare il biglietto. Nella nota la Fondazione ha spiegato che la decisione è stata presa per “garantire alla città di non veder interrotto un servizio e permettere ai tanti amanti dell'opera di godere questo straordinario spettacolo” si legge nella nota.

LO SCIOPERO – Ecco la versione della Fondazione del Teatro dell'Opera secondo sui la conferma dello sciopero da parte di Cgil e Fials è "una scelta ostinata avvenuta nonostante la disponibilità da parte della direzione della Fondazione Teatro dell'Opera di firmare un accordo che rispondesse alla gran parte delle richieste e senza valutare gli effetti sulla delicata situazione economico-finanziaria del Teatro, dovute al vistoso disavanzo di bilancio lasciato dalle precedenti gestioni” continua la nota. “Un'astensione dal lavoro che crea un fortissimo danno economico e di immagine con il vasto pubblico italiano e straniero che affolla Caracalla e ha prenotato da tempo". Per la Fondazione sono scelte operate da "un gruppo assolutamente minoritario che però riesce a mettere in crisi lo spettacolo voluto dalla maggior parte dei lavoratori del Teatro dell'Opera”. Non tutte le sigle sindacali infatti hanno deciso di non firmare l'accordo: l'8 luglio scorso Cisl e Uil hanno firmato l'accordo previsto della legge 112.

ASSESSORE MARINELLI – Il neo assessore alla Cultura Giovanna Marinelli ha spiegato comela scelta è stata concordata perché “è giusto non privare la città di una rappresentazione così bella e importante, che stasera si terrà in forma concertistica con solo il pianoforte, il coro e i cantanti, e abbiamo così deciso di rimborsare i biglietti venduti e aprirla gratuitamente ai romani e a tutta la città di Roma, fino a esaurimento posti".

MAGGIORANZA – Positivo anche il commento del capogruppo Pd in Aula Giulio Cesare Francesco D'Ausilio e la presidente della commissione Cultura, Michela Di Biase: “Decisamente positiva l'iniziativa della Fondazione dell'Opera, d'intesa con Roma Capitale, di permettere lo svolgimento de La Bohème previsto per questa sera, a titolo gratuito per tutta la città. Anche se solo con un pianoforte ad accompagnare i cantanti e il coro, in sostituzione dell'Orchestra, questa iniziativa offre l'opportunità agli spettatori di fruire comunque dell'opera di Puccini, rimborsando chi aveva acquistato il biglietto".

I SINDACATI - "Lo sciopero su Bohème è la conseguenza della triste necessità di smascherare il piano di destrutturazione e ridimensionamento del Teatro della Capitale. Si vuole denunciare l'inconsistenza di un piano che vuole definirsi industriale senza renderlo noto ai sindacati e ai lavoratori, nascondendo cifre e dati relativi alla pianta organica e alle risorse di cui si tacciono i relativi tagli che potrebbero, nei fatti, consegnare alla città un Teatro di provincia" si legge in una nota di Pasquale Faillaci della rsa Slc Cgil. "Si pretende la sottoscrizione di una cambiale in bianco senza assumersi precise responsabilità rispetto alla tenuta occupazionale e produttiva del Teatro; si denunciano, altresì i reiterati comportamenti antisindacali e intimidatori verso i dipendenti in sciopero con atti e fatti riconducibili all'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori ". Il sindacato "chiede la costituzione di un tavolo di confronto alla presenza di tutti i soci fondatori istituzionali Mibact, Comune di Roma e Regione Lazio".

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