"Pd e M5s aprono a privati e svendono il suolo pubblico": così il Centro di Roma rischia l'invasione dei tavolini

La denuncia di 15 associazioni a tutela del decoro urbano. E contro la presidente dem del municipio Sabrina Alfonsi si schiera anche il consigliere Orlando Corsetti, del suo stesso partito

Un esempio di scheda tecnica

Metti le occupazioni di suolo pubblico rilasciate ai ristoratori in cambio di progetti di restyling delle vie, che suona come preoccupante apertura ai privati, e un iter procedurale più snello per ottenerle accentrato nelle mani del Campidoglio. Il tutto contenuto in due distinte proposte di delibera - una del Pd municipale, l'altra dei Cinque Stelle comunale - che andrebbero a superare i Piani di massima occupabilità (Pmo). Ed ecco che l'invasione di tavolini e dehors nelle strade Unesco del cuore di Roma, rischia di diventare realtà.

È l'allarme lanciato da ben quindici associazioni del territorio tra cui Fai Lazio, Italia Nostra, coordinamento Residenti Città Storica, oltre che da esponenti dello stesso centrosinistra che una parte di questo smantellamento, a detta dei denuncianti, lo starebbe attuando. Capiamo meglio, facendo un passo indietro. 

Cosa sono i Piani di massima occupabilità

I tavolini davanti a trattorie, locali e ristoranti sono da sempre oggetto di bracci di ferro: da un lato l'esigenza di tutelare il decoro urbano e la sicurezza stradale, dall'altro quello di non tagliare le gambe alle attività produttive e alle loro legittime aspirazione di fare profitto. Nel tentativo di conciliare le istanze, dal 2008 si opera a livello municipale tramite i cosiddetti Piano di massima occupabilità (Pmo): mini piani regolatori tarati su una singola via o piazza che sulla base delle norme del codice della strada e di vincoli posti dalla Sovrintendenza, tramite valutazioni di un'apposita Commissione tecnica, fissano le occupazioni di suolo pubblico (Osp) che è possibile concedere. Un impianto normativo che ha dato i suoi frutti ma non senza resistenze da parte dei commercianti. Tante le proteste e le richieste all'amministrazione di allentare le maglie. Istanze che ora il Comune grillino e il I municipio a guida dem - in un asse quantomeno singolare - sembrano pronti a recepire. 

Il municipio Pd apre ai commercianti

"Si rischia di tirare giù un sistema messo in piedi in dieci anni di lavoro fatto semplicemente di buon senso". Orlando Corsetti, consigliere Pd capitolino è considerato il "padre" dei Pmo. E oggi è in prima fila a difenderli, in aperto e conclamato disaccordo con la minsindaca del suo stesso partito, Sabrina Alfonsi. Durante la consiliatura che lo ha visto alla guida del parlamentino di via della Greca (2008-2013) di Pmo ne sono stati approvati 150. Contro gli appena 10 licenziati nelle due consiliature Alfonsi. Un rallentamento che preoccupa da tempo, e che a breve rischia di tramutarsi in una battuta d'arresto, in forza di due bozze di nuovi provvedimenti in materia. 

Arrivano i "progetti unitari di strada"

Il primo: una proposta di delibera da calendarizzare in consiglio municipale protocollata lo scorso 14 giugno. Stabilisce la decadenza della commissione Tecnica chiamata da dieci anni a valutare i "piani regolatori" delle singole strade. In caso di approvazione, i commercianti che chiedono di modificare il piano sottoporranno il progetto al giudizio dell'U.O. Amministrativa e Affari generali del municipio. E ancora, il piano è rivedibile in caso di errori tecnici o in caso di presentazione di "progetti unitari di strada". Eccola, la vera novità. 

I privati, è scritto in delibera, possono presentare dei progetti tesi a "riqualificare lo stato dei luoghi e a stabilire le modalità di utilizzo degli spazi pubblici in relazione alle loro diverse funzioni e ad uniformare gli elementi di arredo delle occupazioni di suolo pubblico". Un tentativo di venire incontro alle richieste di una parte di territorio, quella rappresentata dal commercio alimentare, che ha messo subito sull'attenti i paladini del decoro urbano: "Così non si fa che svendere lo spazio pubblico, creando le premesse per un'invasione discriminata di tavolini e arredi di ogni genere". 

Il motivo lo spiega la consigliera Naim: "Vogliono cambiare antiche vie del sito Unesco per ottenere concessioni e togliere delle limitazioni che ci sono, ignorando anche la norma vigente secondo la quale in base al nuovo stato dei luoghi l'osp rimane la stessa". In pratica, "si concede l'occupazione sulla scia della nuova conformazione urbanistica della strada, ma facendo riferimento alla normativa ordinaria, e non alle prescrizioni del Pmo, che di fatto viene smantellato". 

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Il sostegno ai privati arriva anche dal Campidoglio 

Ma c'è di più. Alla delibera municipale se ne aggiunge un'altra comunale, ancora da votare in Aula, fortemente voluta dal presidente della commissione Commercio, M5s, Andrea Coia. Anche qui si apre a progetti di privati: "Lo stesso concessionario può presentare una proposta di revisione delle occupazioni di suolo pubblico che insistono in un particolare Piano di Massima Occupabilità", si legge all'articolo 9. Solo che, nel caso specifico, l'ultima parola spetterebbe alla giunta Capitolina. Non è chiaro come andrebbero eventualmente a integrarsi i due provvedimenti. Ma la battaglia, annunciano i presenti, è solo cominciata. "Se non verranno ritirati - sentenzia Dina Nascetti, del comitato Vivere Trastevere - andremo al Tar". 

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