Tavolini in Centro, l'assessore Cafarotti: "Mappatura e possibile intervento al posto del municipio"

Il titolare al Commercio sulla gestione del suolo pubblico nelle aree di pregio: "I tavolini? Possono portare anche decoro"

Immagine d'archivio (a sinistra l'assessore Cafarotti, a destra tavolini a piazza Navona)

"Ho idea che si lavori tutelando di più gli interessi dei residenti, se la mia idea sarà confermata dovrò intervenire". L'attacco è piuttosto evidente, tutto diretto al I municipio a guida dem. Intervistato da RomaToday l'assessore al Commercio Carlo Cafarotti risponde sulle politiche di gestione del suolo pubblico nel Centro storico. Tradotto: tavolini, funghi riscaldanti, dehors. Chi autorizzare, chi no e in quali strade. E' il grande braccio di ferro tra commercianti e residenti, quello sugli arredi di bar e ristoranti che occupano marciapiedi e pezzi di carreggiata per ospitare turisti, e romani, a pranzo e a cena. A volte invadendo senza criterio spazi di tutti. 

Regolare, a garanzia di decoro urbano e sicurezza stradale, l'espansione all'aperto degli esercizi commerciali (tramite i cosiddetti Pmo, piani di massima occupabilità che obbligano il ristoratore, pena sanzioni e chiusure, a rientrare in un perimetro prefissato) è da sempre tra le priorità, e competenze, del I municipio. Ma da quando è arrivato il nuovo assessore al Commercio in Campidoglio, Carlo Cafarotti (da marzo 2018 il sostituito di Adriano Meloni) anche il Comune a guida M5s sta lavorando al tema sotto traccia. Pronto, "se fosse necessario", a entrare a gamba tesa in caso di "scelte politiche squilibrate"

Assessore, il tema tavolini è di competenza municipale. Per il Centro storico, dove è materia di discussione più accesa, del municipio I. Come valuta l'operato svolto dell'ente locale?

Gestire lo spazio pubblico è una questione di equilibrio. Sto cercando di capire dove sta pendendo, nei Pmo, l'ago della bilancia. Ossia quali interessi vengono tutelati. Dal momento che i criteri per fissare i confini possono essere obbligati e sovrani, come il codice della strada o il parere dei vigili del fuoco, oppure politici. Ma un'idea già me la sono fatta.

Ovvero?

Credo si sia ascoltato più i residenti che i commercianti, per ragioni ideologiche. 

E come è arrivato a questa conclusione?

Un po' basta percorrere le strade. Ci sono punti dove un tavolino tolto ha portato degrado, perché magari il vuoto lasciato è stato sostituito da un bengalese che vende robaccia. E allora di chi si è fatto l'interesse davvero? Poi mi ha aiutato uno studio che abbiamo avviato, una mappatura particolare. 

Di cosa si tratta?

E' uno lavoro commissionato dal Campidoglio a Municipia Engineering (azienda di servizi outsourcing per enti locali, ndr), una commessa finanziata, stanno operando a una digitalizzazione dell'occupazione di suolo pubblico in città. E ho subito chiesto una mappatura dei criteri seguiti per redigere i piani, strada per strada. Da gennaio inizierà poi l'interlocuzione con le categorie, sia di commercianti che di residenti, per capire quali sono le strade più critiche e i piani che destano più scontento, da una parte o dall'altra. 

Con quale obiettivo?

Capire se c'è uno squilibrio, se così fosse, come già mi risulta, dovrò intervenire. 

Mi sta dicendo che vorrebbe in qualche modo limitare le competenze municipali?

Non lo so, prima si pensa alla sostanza, poi alla forma. L'importante è l'obiettivo, poi un modo di raggiungerlo si trova. Me lo diranno gli uffici come posso fare. 

Anche il municipio sta tentando un percorso di collaborazione con i commercianti, che hanno proposto un altro strumento di lavoro: dei piani di riqualificazione da autofinanziare che eventualmente possano contemplare anche tavolini. Si cerca il compromesso, che ne pensa?

Basta che non sia un do ut des. Le due cose credo debbano restare separate, i tavolini o ci possono stare oppure no. O portano degrado oppure no. O rispettano le normative oppure no. Ma certamente bisogna ascoltare e dialogare con le associazioni di categoria. 

Quando trarrà le conclusioni? 

I dati sui criteri utilizzati per l'approvazione dei pmo già approvati li abbiamo. Ora cominceremo le interlocuzioni sia con i commercianti che con i residenti. Entro l'estate capiremo come precedere. 

E' pronto a smantellare quanto fatto in anni di lavoro?

Certamente non dove si è raggiunto un buon equilibrio. Solo laddove emerga chiaramente che è stato favorito qualcuno piuttosto che qualcun altro. 

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