Più tavolini per i ristoranti, Alfonsi (Pd): "Attese più di 1000 domande. Controlli siano rigorosi"

Parla a RomaToday la presidente dem del I municipio sulla delibera di giunta licenziata dal Campidoglio. "Comune fornisca ai commercianti circolari esplicative su iter per fare domanda"

"Mi auguro una grande collaborazione con i vigili urbani nella fase dei controlli, che dovranno essere rigorosi, un lavoro sinergico con i nostri uffici e circolari esplicative per i commercianti". Sabrina Alfonsi, presidente Pd del I municipio di Roma, commenta a RomaToday la delibera della giunta Raggi appena licenziata in Campidoglio.

Il testo, in vigore da lunedì 25 maggio, permetterà a bar, pub, ristoranti e locali vari di aumentare l'occupazione di suolo pubblico del 35% in più. Una risposta dell'amministrazione alla crisi economica scatenata dal coronavirus. Vale per tutta la città, ma la porzione di territorio che più di altre vedrà proliferare tavolini e dehors sui marciapiedi sarà senz'altro il Centro storico. Qui da anni chi governa l'ente locale è impegnato in un'attenta regolamentazione del settore, sempre in bilico tra le ragioni del decoro urbano e salvaguardia dei beni artistici, e le ragioni commerciali delle attività produttive. Un già difficile equilibrio, ora stravolto dalla necessità inderogabile di venire incontro alle nuove esigenze degli esercenti. 

"Ci aspettiamo più di mille domande" spiega Alfonsi "abbiamo già attivato una task force interna come fatto per i buoni spesa o per i centri estivi". Un gran lavoro per gli uffici municipali deputati a processare le richieste e al rilascio finale della concessione. Anche se, e qui sta la peculiarità dell'atto normativo, le verifiche da parte dei vigili urbani verranno fatte a posteriori. Per rendere gli iter più veloci. Già da lunedì quindi, una volta depositata la domanda, i ristoratori potranno posizionare le nuove sedute sui marciapiedi, recuperando in parte i posti persi con il distanziamento fisico imposto dalle regole anti Covid. 

Una misura importante che accoglie i tanti appelli dei ristoratori, simile (solo in parte) a una proposta di delibera avanzata dallo stesso Partito democratico, da tenere però sotto controllo stando attenti ad ambiguità nella formulazione delle regole che potrebbero creare caotici corti circuiti. Un punto in particolare lascia perplessi: "Il passaggio sull'occupazione di suolo pubblico per esercenti che non ne avevano, così come formulato, è problematico" commenta la minisindaca dem. 

Già, perché nella delibera si dice che chi non aveva tavolini potrà posizionarne il 35% in più rispetto ai posti presenti all'interno. "Questo significa che una pizzeria che ha 100 coperti, per dire, potrebbe metterne 35? E dove? In casi del genere risulterà inapplicabile" commenta Alfonsi. E ancora: "Si fa riferimenti ai posti presenti pre o post covid? Chi poi ha uno spazio interno molto piccolo, ma magari ne avrebbe fuori per allargarsi, non potrà farlo". Insomma, una regola che così come scritta rischia di non venire incontro alle esigenze reali. In questo senso l'auspicio è in un iter interpretativo il più chiaro possibile. "Abbiamo già chiesto alla sindaca e ai vigili urbani di inviare delle circolari esplicative ai commercianti, perché possano essere tutti assolutamente in regola"

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Senza contare quello che accadrà in Consiglio comunale, quando la delibera gemella, licenziata sempre in giunta in parallelo al testo esecutivo da lunedì, andrà al voto. Potrebbe subire modifiche, anche importanti, tramite emendamenti, specie perché tra i grillini c'è chi non è soddisfatto del testo "emergenziale" e sperava in qualcosa di più. Su tutti il presidente della commissione Commercio Andrea Coia. Da un aumento del suolo pubblico senza limite alcuno all'estensione temporale fino a 18 mesi per le concessioni, le richieste provenienti da un'ala della maggioranza grillina, che potrebbe trovare una sponda anche tra le opposizioni, porterebbe a un cambio sostanziale del testo. "Cosa accadrebbe in quel caso? - conclude Alfonsi - chi ha già presentato la domanda dovrebbe presentarne un'altra? Ci auguriamo si proceda con criterio, senza stravolgere l'iter già fissato, altrimenti sarebbe il caos". 

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