"T'abbacchi a Natale?": è polemica sulla pubblicità per taglie forti

Sul manifesto una donna curvy vestita da coniglietta rosa. La consigliera Mattia: "Pessimo gusto", la replica dell'azienda: "Abbiamo giocato contro 'modelli' e stereotipi"

"T'abbacchi a Natale?". Poi sotto l'immagine di una donna curvy vestita da coniglietta rosa per sponsorizzare la marca di "taglie forti, a prezzi slim". 

E' questo il cartellone pubblicitario comparso sulle strade della Capitale che sta scatenando critiche e polemiche. 

"T'abbacchi a Natale?": polemiche su pubblicità per taglie forti

"Una campagna pubblicitaria di pessimo gusto" - ha tuonato la consigliera regionale del Pd, Eleonora Mattia. "Ancora una volta il corpo della donna viene esibito in modo improprio, in questo caso addirittura per dileggio, per fini di mera promozione commerciale. Sono convinta che i nostri bravi pubblicitari - ha scritto in una nota la dem presidente della IX Commissione pari opportunità della Regione Lazio - sappiano partorire idee in grado di rendere appetibile un prodotto, senza la necessità di dover ricorrere a corpi di donna esibiti, con sensualità o con inutile sarcasmo". 

Da qui l'invito alla sindaca Virginia Raggi a far coprire immediatamente i manifesti e quello all’azienda a chiedere scusa per una campagna, considerata, "meschina e inopportuna”. 

Sulla stessa linea d'onda anche l'associazione Genere Femminile che persegue finalità di solidarietà e di inclusione sociale in favore delle donne. "Vi sembra una pubblicità intelligente questa? Perché non hanno messo un uomo? Anche gli uomini si abbuffano a Natale" - osserva sulla propria pagina Facebook postando la foto del cartellone "incriminato". 

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Il regolamento che vieta "pubblicità sessiste o discriminatorie"

L'ennesimo a suscitare malumori e riflessioni amare sull'utilizzo del corpo della donna. Eppure l'articolo 12 bis del Prip, il regolamento per gli impianti pubblicitari approvato dal Comune nel 2014 vieta "l'esposizione pubblicitaria il cui contenuto contenga stereotipi e disparità di genere, veicoli messaggi sessisti violenti o rappresenti la mercificazione del corpo femmminile". Un provvedimento allora preso per frenare la comparsa di manifesti sessisti, discriminatori, con messaggi stereotipati. 

L'azienda: "Non esistono modelli, solo persone"

Ma la pubblicità resta li al suo posto, domina tra le palazzine di Colli Albani.

Ci tiene a chiarire scelta e messaggio il negozio di taglie forti che l'ha commissionata: "Senza dubbio non è una campagna convenzionale, dove i modelli sono quelli classici e stereotipati imposti, ma pensiamo di aver portato alla luce, proprio rispetto ai commenti ricevuti, quello che è uno dei principali problemi del tema: la troppa serietà, la pesantezza, il manicheismo e la perentorietà con cui oggi si giudica qualunque cosa. Una campagna pubblicitaria o il nostro prossimo. La nostra campagna - ha spiegato il negozio finito sotto i riflettori - è una via di leggerezza in mezzo a tutti questi giudici inesorabili. Una strada di comprensione e di apertura anche per chi non si è soffermato a sufficienza a riflettere sulla comunicazione. Tutti noi, uomini e donne, prenderemo qualche kilogrammo durante queste feste. È naturale che sia così. Tutti noi ci 'abbacchieremo' un po’. Potevamo scegliere qualunque dei vostri 'modelli', un modello curvy, un modello magro. Ma per noi queste categorie non esistono. Non esistono 'modelli' per noi. Noi conosciamo solo persone. Queste categorie esistono solo nella mente di chi ogni giorno giudica. Per noi tutte le persone sono uguali. Ogni bellezza è particolare e solo la bellezza interiore è per noi un assoluto". 

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La coniglietta curvy della discordia: "E' messaggio di leggerezza"

"Abbiamo scelto una donna confidente con se stessa, vestita da coniglietta, quindi a proprio agio, con un proprio appeal, che desse un colpo d’occhio diverso rispetto a quelli che sono i canoni inamovibili imposti. Abbiamo giocato con la 'simpatia' e la 'leggerezza'. Certo - ammettono dall'azienda -, siamo andati contro i canoni estetici della società, siamo andati contro le pesanti e classiste categorie di giudizio, ma proprio per sfidarle e metterle a nudo". 
 

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