Prostituzione, Belviso: "Riaprire le case chiuse"

La capogruppo Pdl ha presentato questa mattina il comitato di adesione al referendum nazionale per l'abrogazione di parte della legge Merlin

Riaprire le case chiuse. L'obiettivo del referendum di iniziativa popolare proposto dal sindaco di Mogliano Veneto Giovanni Azzolini viene raccolto a Roma dal capogruppo Pdl in Campidoglio Sveva Belviso che questa mattina ha presentato il comitato romano di adesione alla campagna in viale Europa all'Eur. Il referendum propone l'abrogazione parziale della legge Merlin nella parte in cui vieta la possibilità di aprire case di tolleranza come contrasto allo sfruttamento della prostituzione. “A distanza di anni è un'ipocrisia pensare che questa legge abbia funzionato” spiega Belviso.

“Dobbiamo usare il linguaggio della verità accantonando ogni tabù. Pur essendo nata con motivazioni nobili, quella legge ha fallito: la prostituzione dilaga per le strade d'Italia e questo non è dignitoso per le donne”. A sostenere la tesi del referendum i dati sulla prostituzione in Italia: tra cinquantamila e settantamila prostitute con nove milioni di clienti e un giro di affari che è stimato tra i cinque e i quindici miliardi di euro all'anno. “Il referendum, seppur non esauriente, è un primo passo verso l'avvio di una discussione che porti alla soluzione del problema senza falsità e ipocrisie”.

Non a caso il comitato fondato per sostenere il referendum, “un'iniziativa personale non legata al partito” si chiama 'Vuoi davvero abbassare lo sguardo' perché “lo Stato non può continuare a fare finta di non vedere”. Senza considerare il giro d'affari legato alla prostituzione: “A seconda delle fonti si parla dai 5 ai 20 miliardi di euro”. Così, di fronte all'impossibilità verificata di eliminare la prostituzione, “in un paese che ha creato gli esodati, che va a caccia degli evasori e dove molti anziani non riescono ad arrivare a fine mese, sarebbe criminale non incassare i ricavati di questa attività” spiega Belviso garantendo allo stesso tempo “controlli e tutela sanitaria alle prostitute”.

L'adesione al referendum è anche un momento di critica verso l'amministrazione Marino che “non ha informato i cittadini sulla possibilità di firmare per questo referendum”: i cittadini che volessero aderire all'iniziativa possono recarsi con un documento valido presso l'ufficio del protocollo del segretario generale di Roma Capitale in Campidoglio, da venerdì presso tutti i municipi oppure nei banchetti organizzati dai municipi. Per sostenere il referendum è stata aperta anche la pagina Facebook 'Referendum case chiuse'.

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