Svendita depositi Atac per il sì al concordato, scatta la protesta: "Il Campidoglio ci ignora"

Staff Meleo riceve una delegazione: "Incontro deludente"

"No alla speculazione". Decine di manifestanti si sono presentati nel pomeriggio di giovedì 11 in via Capitan Bavastro. Un sit-in davanti l'assessorato capitolino alla Mobilità per protestare contro la scelta di vendere il patrimonio immobiliare di Atac. A partire dagli ex depositi di piazza Ragusa e piazza Bainsizza, per terminare con i locali di Lucha y Siesta.

Un servizio da rilanciare senza svendite

Megafono alla mano, sfidando la pioggia battente, gli attivisti dei vari comitati si sono alternati al megafono. "Il servizio pubblico deve essere rilanciato attraverso una politica sana che non parta dalla svendita dei beni comuni – ha ribadito Alessandro Luparelli, portavoce della rete Cinecittà Bene Comune – con la cessione dell'ex deposito Stefer abbiamo già visto cosa accade. Dovevano riqualificare il quadrante, trasferire il mercato, restituire spazi ai cittadini. Ed invece il territorio non ha ricevuto nulla in cambio".

La proposta ignorata

L'esempio dell'Alberone viene riportato per ammonire sui rischi che si corrono vendendo ai privati un immobile pubblico, come l'ex deposito di piazza Ragusa. Lì i residenti ed i comitati locali vorrebbero venisse realizzata un'ecostazione della mobilità. Una proposta che, in passato, aveva raccolto ampi consensi. Oggi invece viene ripetutamente ignorata. "Non abbiamo bisogno di un altro centro commerciale – ha sottolineato Luparelli – e siamo qui proprio scongiurare proprio questa deturpazione".

Il deposito di via Severo

Tra i presenti anche Amedeo Ciaccheri, candidato con il progetto Super8 alle future elezioni in municipio. Oltre a quello di piazza Ragusa, la vendita del patrimonio immobiliare Atac tocca anche il deposito di via Alessandro Severo, zona San Paolo. Si tratta però di "uno spazio che negli ultimi cinque anni, a più riprese, ha catalizzato l'attenzione della cittadinanza. Come luogo di confronto con le istituzioni. Ma anche – ha ricordato Ciaccheri – come spazio dalle grandissime potenzialità socio culturali ed anche abitative, che è stato protagonista di un'occupazione durata un anno. Parliamo di un immobile che appartiene al patrimonio storico architettonico della città che non può essere – ha obiettato Ciacchieri – semplicemente appiattito sull'esigenza di risanamento del debito di Atac".

Un incontro deludente

I manifestanti, hanno resistito davanti ai cancelli di via Capitan Bavastro per oltre due ore. Al loro fianco c'erano alcuni lavoratori Atac che, nella giornata di venerdì 12, incroceranno le braccia in segno di protesta. lLe porte dell'assessorato, si sono infine aperte per un incontro cui ha preso parte una delegazione di attivisti. "Siamo stati ricevuti dal capo staff di Meleo – ha spiegato Chiara Franceschini di Cinecittà Bene Comune – ma ci è stata ribadita l'intenzione di procedere sulla strada del concordato e su quello della vendita degli immobili. Abbiamo chiesto d'incontrare anche l'assessore Meleo, ma nel frattempo proseguiremo con la nostra mobilitazione". Con banchetti in piazza Ragusa per scongiurare la cessione degli ex depositi. E per far conoscere le proposte alternative che il Campidoglio continua ad ignorare.

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Commenti (1)

  • Speriamo che nel deposito di A. Severo non si aggiunga qualche altro "bel" progetto di sinistra, di centri sociali come città dell'Utopia, mercatini improvvisati e pessimi rifacimenti stradali voluti dalle giunte Smeriglio e Catarci che hanno già fatto abbastanza danni e gli abitanti ne hanno le scatole piene di un quartiere ormai già molto squalificato

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