Preferenziale Portonaccio, il Comune al Giudice di Pace: "Strisce scolorite? Colpa della pioggia"

Proseguono le udienze. Ricorsi vinti, ma anche moltissimi rinvii. Il Comune con i suoi funzionari prova a limitare i danni

Le strisce datate 25 maggio, giorno del video realizzato da RomaToday

Prosegue la battaglia dei multati di via Portonaccio. Le udienze davanti al giudice di Pace stanno andando avanti, con esiti tra loro diversi. Da un lato i ricorsi vinti, dall'altro moltissimi rinvii. "Non c'è ancora", spiega un avvocato a RomaToday, "un orientamento unico tale da spingere i giudici a chiudere le cause tutti con esiti vincenti. Tanti sono quelli che hanno dato ragione ai riccorrenti, ma c'è anche chi preferisce rinviare". La pressione è tanta e i numeri in ballo sono da capogiro. Il Campidoglio infatti rischia di perdere 23 milioni di euro di incasso e addirittura di dover sborsare ingenti somme per i risarcimenti. Per questo il Comune, dopo i primi ricorsi persi, ha deciso - giustamente e saggiamente - di difendersi e di mandare i propri funzionari davanti ai giudici a controbattere alle ragioni dei multati.

E proprio ad una di queste udienze si riferisce il racconto dell'associazione dei consumatori Codici. "Il funzionario del Comune", spiegano dall'associazione, "ha contestato, come era prevedibile, tutti i punti del ricorso". La sorpresa è arrivata nel merito della segnaletica orizzontale. Depositate le foto del 20 aprile, con la corsia definita a norma, e poi quelle dell'11 luglio, il Comune ha voluto così dimostrare come la segnaletica fosse regolare, ribattendo alle foto che caratterizzano gran parte dei ricorsi. A quel punto l'avvocato di Codici ha chiesto il perché se ad aprile la segnaletica era regolare sia stato necessario rifarla appena due mesi e mezzo dopo.

"La risposta del funzionario Delegato di Roma Capitale, è stata straordinaria", racconta l'associazione. "Secondo il funzionario, infatti, la striscia gialla era stata regolarmente realizzata fin dal 20 aprile, ma, a causa di eventi atmosferici e pioggia, la stessa si sarebbe deteriorata. Tra le possibilità avanzate anche quella che i materiali utilizzati nella realizzazione della striscia stessa non siano stati di primissimo ordine. Per questo si sono resi necessari urgenti lavori di ripristino, realizzati l'11 luglio". Da notare che tra il 20 aprile e l'11 luglio ci sono state solo 2 giornate di pioggia.

A supporto della regolarità della segnaletica il funzionario di Roma Capitale ha depositato anche alcune note protocollate di ATAC, con la quale la stessa azienda di trasporti dichiarava la regolarità della segnaletica della corsia preferenziale. Note contestate da Codici con il documento firmato dal comandante Antonio Di Maggio in cui la preferenziale veniva definitiva insufficiente. Queste ultime sono state ulteriormente contestate dal Comune e definite "opinioni personali". Lo stesso Di Maggio a settembre aveva scritto un'ulteriore lettera al Comune nella quale invitava a rigettare i ricorsi. Multe via Portonaccio, polizia locale: "Rigettate i ricorsi"
Perché allora quella nota di inizio luglio? Nella lettera si spiega anche che "si è voluto rappresentare le proprie convinzioni, finalizzate ad integrare una segnaletica che troppo spesso non veniva rispettata". Nessuna legittimazione della violazione quindi, ma una presa d'atto delle dimensioni del fenomeno tali da richiedere "interventi ridondanti"

L'udienza è stata rinviata e la decisione sarà resa nota nei prossimi mesi.

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"Tutto questo doveva essere evitato - dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale Codici - Era necessaria una risposta politica, tempestiva e immediata. L’Amministrazione capitolina ha invece preferito attestarsi su una posizione a dir poco incomprensibile, lasciando incancrenire la situazione". "L’Amministrazione Capitolina - aggiunge Carmine Laurenzano, Responsabile dell'Ufficio Legale Codici - evidentemente incapace di comporre e sintetizzare i vari interessi in ballo, anziché cercare di limitare i danni, ha preferito riversare totalmente su decine di migliaia di multati la propria negligenza e l’incapacità".

Dal 20 aprile via Portonaccio, in direzione Tiburtina, è tornata ad essere preferenziale. Nella notte del 20 aprile Enrico Stefàno, consigliere capitolino del M5s, trionfante, si era fatto riprendere con alle spalle gli operai che disegnavano le strisce gialle a terra. Dal 2 maggio sono state poi attivate le telecamere che fotografano e multano chi passa per quella strada. Una scarsa comunicazione, unita ad  una segnaletica non evidentissima, hanno ingenerato la convinzione che nulla fosse cambiato. A metà maggio, con la nostra telecamera [GUARDA IL VIDEO], abbiamo documentato come i passaggi fossero tanti e la preferenziale praticamente non recepita. Ai tanti automobilisti chiedevamo: "Lo sa che ha preso una multa?". Negative le risposte. 

Da quel giorno però le auto hanno iniziato a diminuire. Ad aumentare invece è stata l'ansia dei cittadini che in breve tempo si sono riuniti su facebook in un gruppo che oggi raccoglie oggi oltre 16.000 persone. Le multe invece sono diventate 235.000 (136.000 a maggio, quasi 99.000 a luglio) per arrivare ormai ad oggi oltre i 300.000. In molti hanno ricevuto più verbali. Qualcuno, passando tutti i giorni, è arrivato a superare quota 40. Un dramma che ha portato a manifestazioni e proteste e che si è trasformato appunto in una valanga di ricorsi che ora rischiano di gravare sulle già disastrate casse del Comune di Roma. 

Su facebook il gruppo Uniamoci contro le multe di via Portonaccio è arrivato a contare più di 17.000 iscritti e si sta trasformando in comitato cittadino. Pronto l'esposto in Procura per danno erariale nei confronti del Comune. Non è però l'unico guaio per il Campidoglio a trazione grillina. Anche il capogruppo di Fratelli d'Italia Fabrizio Ghera ha annunciato un ricorso alla Corte dei Conti. Ma soprattutto ci sono i ricorsi che il Comune sta perdendo o rischia di perdere e che vengono accompagnati dalla condanna del pagamento delle spese legali. Un mancato incasso che rischia quindi di trasformarsi in un pesante salasso. Il Movimento Cinque Stelle tace. Enrico Stefàno, che trionfante riprendeva (in basso il video)la riapertura della preferenziale, gira ora la palla agli uffici

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