Piani di zona, il Comune acquisisce otto alloggi a Tor Vergata: "Sfratti bloccati"

Venerdì la Giunta Raggi ha approvato una delibera, che è già stata inviata al prefetto Paola Basilone. L'assessore Montuori: "Stiamo lavorando per ripristinare la legalità"

Foto Facebook Asia Usb

Dopo un calvario che dura da oltre 15 anni, otto famiglie del piano di zona Tor Vergata possono vedere la fine di un incubo. Con una delibera approvata venerdì scorso dalla Giunta capitolina, già inviata anche al prefetto di Roma Paola Basilone, il Comune acquisisce otto alloggi dal quartiere di edilizia 'agevolata'. Sfratti bloccati: gli immobili verranno riassegnati agli inquilini messi sotto sfratto per essersi rifiutati di versare più del dovuto. 

Il provvedimento, che porta la firma del neo assessore Luca Montuori, è il primo atto effettivo con il quale l'amministrazione pentastellata cerca di riportare "legalità e trasparenza", si legge in una nota del Campidoglio, nell'intricata vicenda dei piani di zona della Capitale dove il dramma di decine di famiglie costrette per anni a pagare affitti più alti del dovuto, alcune delle quali ora sono sotto sfratto, procede in parallelo a inchieste giudiziarie e sequestri. Realizzati anche grazie a finanziamenti pubblici regionali e comuanali, le abitazioni nei piani di zona erano destinate ad essere affittate o vendute a prezzi 'calmierati'. E invece così non è stato. "Stiamo lavorando per rispristinare la legalità su un tema che per troppo tempo non è stato affrontato" il commento del neo assessore all'Urbanistica, Luca Montuori. Un provvedimento che era stato annunciato più volte dal predecessore Paolo Berdini ma la decisione è diventata effettiva da venerdì con l'approvazione della delibera. 

Il travaglio delle otto 'famiglie resistenti', così soprannominate perché sole sulle 76 residenti nel palazzo a contestare il prezzo di vendita degli alloggi, inizia circa 17 anni fa, nel '99, quando inizia il processo di acquisto delle abitazioni. I 'promissari acquirenti' versano i soldi richiesti ed entrano in possesso degli appartamenti. Gli atti di acquisizione, però, non verranno mai formalizzati. "Le otto famiglie destinatarie del provvedimento" spiega il Campidoglio "ritenevano che il prezzo di compravendita eccedesse il prezzo massimo di cessione stabilito dal Comune" con una specifica convenzione. In sintesi, dopo un primo versamento, le famiglie si sono rifiutate di versare importi aggiuntivi. 

Ne è nata una complessa vicenda giudiziaria. "Una sentenza del Tribunale di Roma, confermata nei successivi gradi di giudizio, aveva dichiarato le otto famiglie occupanti a nessun titolo" spiega ancora l'assessore. "Ma, in seguito, un intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti decretava che l'applicazione di un aumento del prezzo era illegittima". E' sulla base di ciò che "l'amministrazione ha definito una soluzione finalizzata a contemperare la legalità e la tutela del diritto alla casa". Gli otto alloggi, parte integrante di un fabbricato composto da 76 unità abitative, verranno riassegnati in diritto di superficie. Ciò significa che il valore di tali alloggi non sarà quello di mercato ma 'calmierato'. Tra le agevolazioni pubbliche ricevute per la realizzazione dei piani di zona, infatti, oltre ai finanziamenti elargiti dalla Regione, c'è la concessone dei terreni da parte del Comune di Roma. 

Mentre ieri si diffondeva la notizia dell'approvazione della delibera, gli inquilini stavano presidiando le proprie abitazioni per bloccare gli sfratti. L'ennesimo presidio di una lunga serie. "L'ultimo", scrive in una nota il sindacato Asia Usb che esprime soddisfazione per un provvedimento ritenuto "una prima fase per fermare l'aggressione". "Mentre una parte delle Istituzioni rimane silente, inspiegabile l'assenza della Regione Lazio, continua ad intervenire la magistratura" continua il sindacato. Il riferimento è al sequestro, avvenuto a gennaio, nel piano di zona di Monte Stallonara, in capo ad altre cooperative, con sei componenti dei consigli di aministrazione indagati per truffa e un funzionario comunale per abuso d'ufficio. Più recente la notizia della chiusura di tre fascoli di indagine, relativi a quattro società di costruzioni che hanno operato nei piani di zona Longoni e Borghesiana-Pantano, con un bilancio di 10 indagati, tra cui 4 funzionari comunali. 

"Possiamo finalmente affermare che la Giunta comunale ha imboccato la strada giusta" conclude il sindacato. "Ora attendiamo in tempi brevi gli esiti della stessa procedura, avviata in forte ritardo, per il piano di zona Castelverde e che si inizi ad operare con una Commissione di indagine per analizzare le problematiche piano di zona per piano di zona, per ridare certezza del diritto ai cittadini, per fermare l'immensa operazione speculativa, per consentire di calmierare il mercato della casa a questi piani di edilizia sociale, per completare le opere di urbanizzazione, per ricucire queste periferie con la città consolidata". 

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