Stazioni metro chiuse, la furia dei commercianti: "Siamo in ginocchio. Meleo ci ascolti"

L'ira del comparto dopo la chiusura delle stazioni Repubblica, Barberini, Spagna: "Pronti a chiedere i danni"

Foto Ansa

"Siamo in ginocchio. E il problema non sono certo, solo, le metro". E' il grido d'allarme che arriva dai negozi del centro di Roma. I guasti alle scale mobili e la chiusura delle tre stazioni della linea b - Repubblica, Barberini, Spagna, la prima sotto sequestro da cinque mesi - avrà, e già sta avendo, inevitabili ripercussioni sul flusso turistico del cuore cittadino, e a cascata sulla tenuta del tessuto commerciale. 

"Le conseguenze sono molto gravi" denuncia a RomaToday David Sermoneta, responsabile Confcommercio per il Centro storico. All'indomani dell'incidente a Barberini aveva chiesto l'apertura in via eccezionale della Ztl diurna, così da facilitare l'ingresso anche nelle aree monumentali normalmente chiuse al traffico. Ma l'assessore alla Mobilità Linda Meleo, intervistata dal nostro giornale, ha rispedito al mittente la richiesta. "E' inutile, piuttosto stiamo potenziando i bus di superficie e le navette". Dura la replica di Sermoneta: "Quella di Meleo è una politica che non ascolta, fatta di assoluta chiusura e di convinzioni personali. Fosse per lei la città dovrebbe trasformarsi in un'immensa isola pedonale". 

L'intervista all'assessore Meleo

Sul piede di guerra anche Giulio Anticoli, dell'associazione Roma Produttiva. "I piccoli esercenti sono già in ginocchio, e la chiusura delle stazioni della metro si somma a una visione miope della mobilità del centro. Si aumentano le ore dei varchi della Ztl, si chiudono le strade senza alcuna logica, e i negozi di vicinato serrano i battenti". Un quadro in linea generale critico quello che tocca le botteghe storiche e il piccolo commercio, già in lotta per sopravvivere alla grande distribuzione. "Questo pomeriggio incontreremo Meleo insieme ad altri comitati e associazioni".

Un'occasione per parlare delle metropolitane chiuse, di come poter sopperire al disservizio, ma non solo. "Qui la questione non si limita alle stazioni chiuse, il punto è che il disservizio si somma a un quadro di degrado terribile" denuncia ancora Sermoneta. "Le ztl erano state pensate con anche, in parallelo, i parcheggi, che non ci sono". Insomma, un guasto quello alle scale mobili della linea A che proprio non ci voleva. Ai disservizi poi si somma anche la pessima immagine di una Capitale che, una volta per i rifiuti in strada, un'altra per i trasporti ko, appare sempre deficitaria sui servizi essenziali. Quel "trains will not stop" che accoglie i turisti all'imbocco delle scale delle metro non è una gran biglietto da visita.

E agitando lo spettro della "paralisi" del centro, sia per gli utenti che per i dipendenti delle attività produttive, protestano anche le sigle sindacali. Il segretario Fit Cisl Marino Masucci ha richiesto "un incontro urgente al Comune e all'Atac". In attesa di capire quando avverrà la riapertura almeno della fermata Spagna, unica non coinvolta in indagini della Procura ma chiusa "in via precauzionale" dall'azienda dei trasporti. Per le altre due, a quanto filtra, non se ne parla prima di maggio.

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