Un nuovo albergo e il quartier generale di Fs: dopo sette anni prende forma il piano per la stazione Tiburtina

Nel Protocollo d'intesa tra Rfi, Fs Sistemi Urbani e Roma Capitale inserite anche altre 4 stazioni

Sede Bnl a Tiburtina (foto Ansa)

Il simbolo della Roma che si vorrebbe plasmare già c'è. E si è imposto con i suoi sette piani di palazzo a vetrate dalle geometrie sfalsate, che da un lato riflettono le forme futuristiche della stazione dell’alta velocità di Tiburtina progettata dell’architetto Paolo Desideri e dall’altro i palazzoni popolari che da Portonaccio aprono l’accesso alla periferia orientale della città. È il nuovo quartiere generale del colosso bancario Bnl sorto su uno di quei sei lotti di aree “non più funzionali alle attività ferroviarie” che Rete ferroviaria italiana ha messo i vendita ormai nel 2011. 

La stazione in autofinanziamento

Una “prima operazione di valorizzazione immobiliare”, veniva spiegato nei comunicati stampa dell’epoca, che “contribuisce a coprire economicamente in autofinanziamento la prima tranche degli interventi realizzati per la nuova Stazione AV per un valore complessivo di 155 milioni di euro”. Dall’operazione con Bnl Rfi ha ottenuto circa 73 milioni di euro, circa la metà della spesa complessiva. Gli altri  cinque lotti, veniva spiegato, saranno “in vendita nei prossimi mesi”. 

I costi non coperti

In realtà l’operazione non si è svolta nei tempi annunciati inizialmente. Per il momento, oltre ai terreni ceduti a Bnl, a sette anni di distanza è stato venduto “per circa 10 milioni di euro” solo un secondo lotto più piccolo all’Università La Sapienza che sta realizzando laboratori di ricerca. “I costi della stazione non sono ancora stati coperti integralmente” ha spiegato Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi su specifica domanda di Romatoday nel corso di una conferenza stampa in Campidoglio in merito al Protocollo siglato con Roma Capitale. “Specifico che si tratta di un progetto in autofinanziamento. Rfi ha già anticipato i costi di realizzazione e conta di rientrare. Anzi. Ci aspettiamo delle plusvalenze”. 

Arriva un nuovo albergo

L’operazione sembra aver messo il piede sull’acceleratore. “Sul cosiddetto ‘lotto C1’ da ottobre avvieremo una gara e incontreremo grandi investitori internazionali” ha spiegato Gianfranco Battisti, amministratore delegato Fs Sistemi Urbani, sempre nel corso della conferenza stampa. “Avrà una destinazione turistica, ne faremo un albergo o uno studentato. Vi posso anticipare che da una prima analisi di mercato c’è molto interesse. Abbiamo già fatto fare delle vision a un team di giovani architetti ma seguirà un concorso per la nuova area a destinazione turistica. Diventerà di grandissimo pregio". Dal punti di vista econoico, al momento “non è dato sapere quanto si potrà incassare”. 

Spazio al quartier generale di Fs

C’è poi un’ultima novità. Proprio uno di questi lotti, tra la stazione e il futuro Sdo di Pietralata, a due passi dalla sede Bnl, potrebbe ospitare il nuovo quartier generale di Fs a Roma. Il progetto, è stato spiegato nel corso della conferenza stampa, “è solo alla fase iniziale, ancora un pensiero”, e andrà valutato alla luce delle più recenti dimissioni di Renato Mazzoncini e delle intenzioni del nuovo cda dell’era gialloverde. Nel caso il progetto andasse avanti, “il lotto verrà acquistato dalla stessa Rfi sempre a copertura dei costi della stazione” ha spiegato Gentile. “È un'area che si presta moltissimo a sviluppare 'head quarter' di aziende” ha aggiunto Battisti. 

Il piano di assetto della stazione Tiburtina

Al progetto ‘immobiliare’, nei prossimi anni si dovrebbe aggiungere il ‘Piano di assetto della stazione Tiburtina’, elaborato dagli uffici capitolini ormai oltre quindici anni fa, che non ha ancora trovato compimento. Verrà abbattuta e interrata la tangenziale, rimodulati gli spazi e le funzioni dei piazzali Est e Ovest, modificata la viabilità. È prevista anche “l’attuazione di un comparto ricettivo” e la “riarticolazione delle aree edificabili”. Le nuove edificazioni sono previste su Largo Mazzoni. 

Le aree dismesse e il progetto di Sistemi Urbani

“Proprio come a Milano (dove Fs Sistemi Urbani ha avviato una sistematica operazione di valorizzazione immobiliare di scali dismessi e aree non funzionali, ndr) anche per Roma stiamo mettendo in campo una nuova progettualità con una precisa visione della città” ha spiegato Battisti nel corso della conferenza stampa. “Sono quattro le aree strategiche che ci interessano per un totale di circa 1 milione e 400 mila metri quadrati”. 

Dalla stazione Tiburtina al quadrante

Quella di “maggior valore” è la stazione Tiburtina dove “andremo a completare un piano urbanistico ben definito”. Un piano da 92 ettari di aree un tempo funzionali all’esercizio dell’attività ferroviaria inserite a loro volta in un contesto in completa trasformazione. C’è il vicino ex Istituto Ittiogenico che la Regione Lazio ha trasferito alla fine del 2016 nel fondo immobiliare FIA 'i3 - Regione Lazio', gestito dalla Invimit sgr spa, società del Ministero dell'Economia.

Ci sono le aree di Pietralata che aspettano da anni la realizzazione del cosiddetto Sistema direzionale orientale. La vicina rimessa Atac di Portonaccio, finita nell’elenco delle proprietà della municipalizzata capitolina da mettere in vendita per ripianare i debiti. Bnl, ‘atterrata’ nell’area proprio grazie alle operazioni di valorizzazione immobiliare avviate da Rfi, ha intenzione di acquistare all’asta anche l’area di via Umberto Partini, oggi occupata dalla multifactory ‘Officine Zero’, che dà lavoro a 50 persone, un tempo centro di manutenzione dei treni notte. Adiacenti sono le aree del centro sociale Strike, di proprietà del Comune di Roma, e quelle di proprietà dell’Eni dove l’estate scorsa un palazzo occupato da studenti e precari è stato sgomberato. 

Nel progetto anche le altre stazioni

La stazione Tiburtina, che grazie all’alta velocità è considerata una sorta di “porta d’accesso alle altre città d’Europa”, è il progetto di punta e anche quello più avanzato dal punto di vista progettuale. Nel ‘Protocollo d’intesa su sistema metro-ferroviario per promuovere la ‘cura del ferro’ e la rigenerazione urbana’ figurano però anche altre stazioni come quella Tuscolana. “Qui è ancora tutto da avviare” ha spiegato Battisti. “Lo renderemo un nodo di interscambio tra la ferrovia e la metropolitana e procederemo con la progettazione di due aree che andremo a dismettere”. E proprio in una delle aree di Rfi che sorgono a ridosso del fascio di binari nel cuore della città c’è il centro autogestito Scup. A poche centinaia di metri, l’ex deposito Atac di piazza Ragusa, anch’esso tra le proprietà da vendere. Ultime due: Trastevere e Ostiense. Se per la prima il piano di risistemazione è stato recentemente annunciato, per la seconda si legge: “Studio preliminare per la riqualificazione urbanistica e funzionale del nodo di scambio con la fermata metro B Piramide e fermata Roma Lido”. Lo studio preliminare è ancora tutto da avviare. 

Le aree dismesse e la città che sarà

Non solo opere di trasporto per la città, quindi, nel protocollo presentato. “La firma del Verbale d’Intesa” ha chiarito l’amministratore delegato di Fs Sistemi Urbani “rappresenta un ulteriore impulso al percorso di collaborazione già avviato tra Roma Capitale e Fs Sistemi Urbani per la rigenerazione urbana di ampie porzioni di città ubicate in prossimità dei principali nodi di interscambio modale”. Ha aggiunto l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori: “Bisogna immaginare lo sviluppo della città recuperando le aree ormai dismesse intorno ai nodi di trasporto, luoghi densi, già sviluppati nei quali immaginare nuove funzioni, nuovi spazi per lavorare e per abitare”. Chissà se alla fine di questa operazione, il simbolo della Roma da plasmare sarà ancora lui: il grande palazzone di vetro, quartiere generale di un colosso bancario come Bnl. 

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