Emergenza Termini, ora la colpa è di Fs: "Troppi negozi, sembra un suk"

Il Prefetto Pecoraro attacca sul Corsera l'azienda di trasporti, che risponde tramite nota stampa: "Episodi di violenza non mettano in discussione gli interventi di riqualificazione"

E' scontro sulle misure anti degrado da applicare alla stazione Termini. Come arginare l'escalation di violenza e microcriminalità che tiene in ostaggio il più grande scalo d'Europa? Il Prefetto Pecoraro, in attesa del Comitato di Ordine e Sicurezza in programma per mercoledì, attacca Grandi Stazioni, riconducendo la causa ultima del caos all'accesso di attività commerciali presenti in stazione. 

"La stazione Termini è un suk, una specie di centro commerciale. Non è più un posto dedicato a chi viaggia, a chi parte e arriva. Questo è il vero problema legato alla sicurezza. Ed è da qui che dobbiamo cominciare se vogliamo far cambiare le cose". Così Pecoraro si è espresso sul caso Termini in un'intervista pubblicata sul Corsera.  Troppi negozi che attirano clientela, con "una massa enorme di soggetti, fra i quali si nasconde anche chi vuole commettere reati" che "impedisce alle forze dell’ordine di fare controlli mirati". 

La stoccata va a Grandi Stazioni, che ha sì "creato una bella struttura, sicuramente cambiata rispetto al passato", ma "con un'evidente tendenza ad ampliare l'offerta commerciale". Così Pecoraro invita l'azienda "ad assumere iniziative tecniche". "La volontà - precisa il Prefetto - non è quella di togliere i negozi, ma è anche vero che prima c’era bisogno di meno operatori delle forze dell’ordine per vigilare sullo scalo".

Quindi, servono senz'altro più agenti della Polfer e più videosorveglianza, ma anche meno affluenza nell'area commerciale. "Comprendo le esigenze economiche di chi ha locato i negozi, ma è evidente che questo fatto comporta un aumento delle presenze esterne che finisce per gravare sulle forze dell’ordine. Secondo me i primi a essere danneggiati sono proprio i viaggiatori. Ecco perché una delle idee per contenere la situazione è consentire il passaggio nell’area commerciale soltanto a chi è in possesso di un biglietto ferroviario".

Un chiaro invito a una presa di responsabilità, che però viene subito rimandata al mittente. Le parole del Prefetto non passano in sordina e Ferrovie dello Stato risponde tramite nota stampa. 

LA REPLICA - "La stazione di Roma Termini non può essere paragonata a un suk. Come tutte le stazioni delle grandi capitali europee, quella della capitale italiana offre ai cittadini e a chi viaggia servizi commerciali che danno lavoro a centinaia di persone. Essa rappresenta un punto di integrazione importante della città. Prima della sua riqualificazione, la stazione Termini presentava diverse criticità. La sua trasformazione ne ha consentito il recupero completo alla vita della capitale". 

Sbagliato quindi, per l'azienda, collegare "i recenti, intollerabili episodi di malvivenza" a una riqualificazione i cui risultati "non possono essere messi in discussione".  

Detto questo, "il Gruppo Fs Italiane ha offerto e offrirà la sua massima collaborazione alla risoluzione dei problemi che sono emersi in queste ultime settimane" ma "nei limiti propri di un gruppo industriale la cui missione principale è gestire il trasporto ferroviario".

LA GUIDA - A COSA STARE ATTENTI A TERMINI

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