Stefano De Lillo su Alemanno: “Intrighi, doppi giochi, tradimenti”

Stefano De Lillo commenta l'esclusione del fratello dalla giunta: "Sono nauseato e amareggiato. Mio fratello è in Campidoglio da tre consiliature e non ha ceduto alle sirene della sinistra"

Stefano De Lillo, senatore del Pdl, non usa mezzi toni per definire l'operato di Alemanno e nel parare dei nuovi membri della giunta comunale: “Intrighi, doppi giochi, tradimenti, incontri notturni, campagne acquisti di consiglieri". Un "romanzo" del Pdl romano "fatto di accordi di palazzo, prevaricazione, sete di potere".

Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama, Stefano De Lillo commenta sì la nuova squadra, ma non manca di far notare l'assenza all'interno di questa del frattello, Fabio De Lillo:  “Berlusconi incontrando Alemanno gli aveva ribadito la volontà di salvaguardare l'assessore Fabio De Lillo, che ha operato bene.”

"Nei giorni della crisi dai dirigenti nazionali del Pdl ho avuto ascolto e solidarietà. Si era convenuto di evitare - aggiunge De Lillo - una crisi comunale di questo tipo. E invece...". E invece il sindaco, sostiene De Lillo, con un "clamoroso autogol", si è comportato come un "allenatore che cambia a uno a uno i giocatori senza il consenso del presidente e degli elettori-tifosi. Ci aveva incontrato giovedì pomeriggio in Campidoglio e ci eravamo lasciati con la volontà di ritrovarci. Ma nella notte - racconta - in un incontro segreto, ha chiuso un accordo con alcuni soggetti di cui è ignota l'identità. Però la palla è rotonda - aggiunge il senatore - temo per Alemanno che prima o poi il presidente e i tifosi si stufino e decidano di cambiare l'allenatore".

Quello che è avvenuto a Roma è in definitiva, secondo De Lillo, "un tradimento della democrazia elettiva e del volere popolare". Ma anche un tradimento "personale", dal momento che, racconta il senatore, il rapporto con Alemanno era cementato da anni di comuni battaglie politiche: "Sono nauseato e amareggiato. Mio fratello è in Campidoglio da tre consiliature, al contrario di tanti altri non ha ceduto alle sirene della sinistra quando governava Veltroni, nel 2008 ha avuto 10 mila voti. E viene eliminato da fuoco amico". "Il sindaco ora dice che mio fratello Fabio non ha rappresentanza in Consiglio comunale - conclude De Lillo, che annuncia per mercoledì una conferenza stampa del fratello sui risultati del mandato - Ma la realtà è che Alemanno in persona ha telefonato nei giorni scorsi a un consigliere comunale disposto a supportare Fabio, per dirgli di non farlo".

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