Stadio della Roma: il pubblico interesse "perduto", dalla bocciatura nel IX Municipio alle frecciate di Marino e Lotito

Il voto dell'Eur segna lo spartiacque, l'ex sindaco Marino rivendica il progetto dei suoi tempi: "Cambiarlo è stato insulto ai romani"

Da una parte chi lo acclama "fatto bene", dall'altra chi lo vorrebbe altrove, nel mezzo i dubbi di territori e associazioni: la partita sullo Stadio della Roma è più che mai aperta.

E se la Sindaca Virginia Raggi è convinta che lo stadio si farà con l'inizio dei lavori annunciato entro il 2019, è il Municipio IX, quello in cui ricade il progetto, a segnare uno spartiacque importante sulla questione. 

Stadio della Roma: il pubblico interesse "perduto"

Il parlamentino del Nono, con l'astensione della maggioranza grillina, ha di fatto chiesto di ritirare la dichiarazione di pubblico interesse, quella che venne riconosciuta il 14 giugno del 2017 dall'Assemblea Capitolina. Un prerequisito fondamentale per applicare la "Legge sugli stadi" e quindi per realizzare l'impianto di Tor di Valle. 

Lo Stadio della Roma non a Tor di Valle

Un parere non vincolante ma, con la base grillina sempre in agitazione sulla questione Stadio della Roma, pesante come un macigno. Una posizione, quella dell'Eur, cavalcata anche dalla "faraona" del M5s, Roberta Lombardi: "Ciò che davvero impatta sul territorio e sui cittadini, viene prima di ogni cosa. Se un progetto è sbagliato e dannoso per la città, va ripensato altrove" - ha scritto lanciando l'hashtag #famolostadiodaunaltraparte. 

Altro che #stadiofattobene, quello 2.0 annunciato in pompa magna dalla Sindaca che pure prima dell'elezione del 2016 prometteva il ritiro della delibera sulla pubblica utilità. "Lo stadio della Roma si farà da un'altra parte, a Tor di Valle c'è una speculazione edilizia e non ci sono le condizioni" - diceva allora la futura prima cittadina. Sostanzialmente quel che chiede oggi il fronte del no con la pubblica utilità associata al progetto dello Stadio della Roma a non risultare poi così evidente. 

La delibera per l'annullamento della pubblica utilità

Opere pubbliche insufficienti per poter colmare il peso dell'impianto sulla città, la mobilità prevista a lasciare più di qualche dubbio, oltre che i rischi idrogeologici a rappresentare uno degli interrogativi più grandi e delicati. Da qui la delibera di iniziativa consiliare presentata dall'ex grillina Cristina Grancio e da Stefano Fassina di Sinistra X Roma per chiedere "l'annullamento in autotutela della dichiarazione di pubblico interesse" concessa prima nel 2014, durante l'amministrazione di Marino, e poi nel 2017, con i pentastellati al governo cittadino.

Stadio della Roma sì, ma non a Tor di Valle: ecco la delibera di ex grillini, sinistra e comitati 

L'ex Sindaco Marino: "Cambio progetto insulto ai romani"

Ed è proprio l'ex sindaco Marino, fresco di assoluzione della Cassazione per il caso scontrini, a rivendicare la bontà del progetto e della dichiarazione di pubblico interesse dell'opera dei suoi tempi al governo della città. 

"Io e il professor Caudo (suo assessore all'urbanistica ndr.) non accettammo di votare l'interesse pubblico sullo stadio della Roma fino a quando chiedemmo a James Pallotta di inserire circa 300 milioni di euro di investimenti privati per opere pubbliche" - ha detto Marino a Radio Radio. 

Tra le infrastrutture previste intorno alla zona di Tor di Valle: una metro, il raddoppio della Roma-Lido, un altro ponte per le automobili. Un modo per portare allo stadio almeno il 70% degli spettatori via ferro. "Rimango sbigottito perchè dopo il nostro allontanamento viene rifatto il progetto e viene detto ai privati 'non vi preoccupate, quei 300 milioni non ci servono più e anzi ce li mette lo Stato italiano, e quindi i cittadini di tutto il Paese', invece di avere un'opera con un segno che sarebbe rimasto nella storia dell'architettura della città: le tre torri di Libeskind, l'architetto che ha vinto il concorso per progettare la ricostruzione di Ground Zero, non proprio uno sconosciuto. Cancellare quel progetto è stato un insulto pesante alle romane e ai romani" - il commento di Marino. 

Stadio della Roma, Raggi: "Con Marino speculazione edilizia, noi abbiamo tagliato opere non necessarie"

Pubblica utilità che si può ritirare senza alcuna penale, secondo l'ex assessore all'Urbanistica, Paolo Berdini, in rottura con la Giunta Raggi proprio sullo Stadio della Roma.

"La delibera di Marino diceva che la condizione assoluta per dire sì allo stadio era che la metà degli spostamenti degli spettatori dovevano essere garantiti dal ferro, questa condizione non è ancora stata ottemperata dalla Roma con i progetti. Quindi si può revocare l'interesse pubblico, senza nessuna penale, come bene ha fatto il IX Municipio. Questo la Raggi lo sa benissimo, ma evidentemente non lo ha memorizzato bene. Io sono favorevole allo stadio, ho sempre detto che c'erano altri luoghi più adatti per costruirlo. Purtroppo però - ha detto l'urbanista a Radio Cusano Campus - la buona amministrazione ha dovuto soccombere al malaffare". 

Stadio della Roma: anche Ostia vuole dire la sua

Una questione sempre più rovente e scottante quella dello Stadio della Roma per il Campidoglio grillino con un altro territorio, sempre a guida pentastelata, che sull'impianto di Tor di Valle è pronto a dire la sua.

Un documento in tal senso approderà nel parlamentino di Ostia: "È assurdo che il Municipio IX possa votare un documento sull'interesse pubblico ed il nostro Municipio no, perché anche noi siamo estremamente interessati dalle vicende dello Stadio della Roma, non solo in quanto confinanti, ma in virtù delle ripercussioni sulla mobilità che ci coinvolgono eccome. Per questo presenterò un documento in Municipio X per chiedere di poterci esprimere sull'interesse pubblico dell'opera e per capire cosa ne pensano la Presidente Di Pillo e la maggioranza a cinquestelle che non hanno mai parlato della vicenda, come se non ci interessasse. Eppure - ha scritto in una nota Andrea Bozzi, capogruppo civico di 'Sogno Comune' in Municipio X - in questi giorni la mobilità sulla Colombo risulta paralizzata solo per l'organizzazione della Formula E. Figuriamoci cosa accadrebbe ad oggi, senza opere adeguate di mobilità, se ci fosse lo Stadio. Nessuno è contrario per principio, ma ormai anche gli esponenti del M5S hanno capito le criticità ed il voto di ieri in Municipio IX dimostra che anche loro stanno cambiando idea". 

Lotito: "Stadio della Roma? Investimenti scoraggiati"

E mentre il braccio di ferro tra "stadio fatto bene" e "stadio da un'altra parte" prosegue in attesa del voto in Comune, anche la sponda biancoceleste dice la sua.

“L’imprenditore deve avere dei tempi certi, la famosa certezza del diritto, e non quello che è successo fino ad oggi, con norme che dicono tutto e il contrario di tutto e devono essere interpretate. Lo Stadio della Roma è il tipico esempio di come scoraggiare chi investe" - ha detto il presidente della Lazio, Claudio Lotito a Radio Radio Tv. 

Lo Stadio della Lazio sulla Tiberina

E chissà se almeno per il patron biancoceleste le certezze invocate arriveranno: in estate è prevista infatti la presentazione dello Stadio delle Aquile, quello che Lotito riadattando il progetto del 2005 vorrebbe realizzare sui terreni di sua proprietà sulla Tiberina. Dopo Tor di Valle un altro fronte caldo potrebbe aprirsi a nord di Roma. 
 

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