Stadio della Roma, base in rivolta: "La sindaca blocchi tutto o andremo in Procura"

Intervista a Francesco Sanvitto, storico componente del tavolo dell'urbanistica del Movimento cinque stelle romano. "Da anni denunciamo le irregolarità del progetto, non potremmo fare diversamente"

Martedì prossimo, insieme a un gruppo di attivisti del Movimento cinque stelle, porterà alla sindaca Virginia Raggi una lettera con la bozza della delibera per l'annullamento della pubblica utilità sul progetto dello stadio della Roma. L'architetto Francesco Sanvitto, parte di quella 'base' che ha lavorato per anni alla costruzione del progetto pentastellato nella Capitale, storico componente del tavolo sull'urbanistica del Movimento romano, che si riunisce proprio in quella via Tirone, sede del comitato elettorale di Virginia Raggi, non nasconde però che è già pronto il passo successivo: "Siamo pronti a fare ricorso al Tar e a rivolgerci alla magistratura. Da anni denunciamo le illegittimità di quel progetto, di fronte ad una sua approvazione non potremmo fare diversamente".

In qualità di componenti del tavolo dell'urbanistica del M5S, segue il progetto dello Stadio fin dalla sua nascita. Cosa ne pensa della situazione che si è venuta a creare?

Posso dire la verità? Non riesco a capirla. Chiunque conosca l'urbanistica sa che le procedure da seguire sono estremamente chiare. Esiste una delibera approvata da un Consiglio comunale che attribuisce la pubblica utilità al progetto dello Stadio della Roma. Questo non comporta automaticamente l'approvazione, che invece viene data dalla Conferenza dei servizi. In quanto la pubblica utilità è strettamente legata a tutte le opere pubbliche che vanno realizzate, la legge non permette di modificare nemmeno un chiodo di quel progetto. Una riduzione delle cubature rappresenta una modifica sostanziale del progetto che non può essere approvata in Conferenza dei servizi. L'unica procedura possibile è che l'Assemblea capitolina annulli l'iter con una delibera motivando la sua decicisione. Poi, eventualmente, ci si poteva risedere al tavolo per un nuovo progetto. 

L'annullamento della pubblica utilità è stato spesso descritto come un passo troppo rischioso per l'amministrazione in termini di possibili ricorsi da parte del proponente. Non crede ci sia questo rischio?

Non si rischia nulla. Prima di approvare il documento di annullamento, la decisione viene comunicata ai proponenti che entro un certo numero di giorni devono presentare delle osservazioni. Osservazioni a cui i tecnici comunali risponderanno con controdeduzioni. Approvato l'annullamento da parte del Consiglio comunale, ci si può sedere nuovamente al tavolo e discutere del progetto: quali opere servono, quanto costano, quando vale ogni metro cubo. Senza l'annullamento della prima delibera, però, non si va da nessuna parte.

Chiariamo un punto: la 'base' vuole o non vuole lo stadio?

Il tavolo tecnico dell'urbanistica del Movimento cinque stelle non è contrario allo stadio ma a questo progetto con questo gigantesco aumento di cubatura che secondo noi rappresenta un danno per la città. Vorremmo solo che lo stadio di faccia secondo le regole.  

Sullo stadio si è consumato un vero e proprio braccio di ferro interno alla Giunta. Uno scontro che ha addirittura portato Paolo Berdini a lasciare la sua poltrona di assessore. Senza di lui non temete che il progetto arrivi ad approvazione in tempi rapidi? 

Non sono d'accordo con questa lettura. Se era contrario alla realizzazione dello stadio perchè non ha portato la nostra delibera di annullamento in Giunta? Il tavolo tecnico gliel'aveva consegnata un mese fa. Perché ha partecipato alle riunioni per trattare sulle cubature?

A quei tavoli hanno partecipato attivamente anche l'ex vicesindaco, Daniele Frongia, e altri consiglieri pentastellati. Trattare per rendere il progetto 'meno indigesto' sembra sia stata la strada che ha deciso di intraprendere l'amministrazione Raggi.

Tutti sapevano benissimo le posizioni della 'base'. Non so come si possa fare finta di niente e sedersi a trattare quando un progetto presenta tutte quelle illegittimità. Un assessore dovrebbe ascoltare l'idea di città che ha il Movimento così come la commissione Urbanistica. Quest'ultima non si è mai interfacciata con il tavolo, non hanno mai chiesto il nostro aiuto, gratuito, nonostante la responsabilità politica che devono reggere. Viviamo in un Paese di incapaci che fanno politica ma noi dovremmo essere diversi.

L'altro ieri, presso la sede di via Tirone, si è tenuto un partecipatissimo tavolo all'urbanistica. Cosa avete deciso di fare?

Martedì a mezzogiorno porteremo tutti insieme alla sindaca una lettera con la bozza di delibera per l'annullamento. È l'ultima possibilità che le diamo in quanto rappresentante dei cittadini di Roma. Abbiamo parlato con l'assessore Berdini e non è successo nulla, con la presidente della commissione Urbanistica, Donatella Iorio, ed è accaduta la stessa cosa. Vediamo se il sindaco ci ascolta.

La linea, però, sembra quella di voler arrivare presto ad un accordo. Cosa accadrà in quel caso?

Faremo ricorso al Tar e ci rivolgeremo alla magistratura. Nel primo caso entreremo nel merito della legge: non si può modificare un progetto che ha avuto la pubblica utilità dal Consiglio comunale. L'esposto alla magistratura sarà invece composto da diversi elementi. Per esempio il fatto che il Comune sta pagando gli standard urbanistici in cubatura mentre dovrebbero essere ceduti gratuitamente dal proponente. Anche il conteggio del valore dei metri cubi è stato elaborato dal proponente senza che un organo pubblico abbia mai verificato. Nel progetto ce ne sono tantissime di queste illegittimità. 

Percepisco un profondo malconteto sulla questione dello stadio. Non crede che il meccanismo dei 'portavoce' eletti a Roma si sia inceppato e abbia bisogno di qualche correzione?

C'è un malcontento generalizzato. Se i portavoce avessero fatto i portavoce non ci sarebbero problemi. In quanto allo stadio, se ci sarà un morto cercheremo di mandare in galera l'assassino. Lo abbiamo sempre detto: la legalità prima di tutto. Si tratta di una difesa civica di quello che pensiamo sia giusto. In quanto alla domanda, credo ci siano delle correzioni da fare. Del resto è la prima volta che il Movimento si ritrova a governare una città di tre milioni di abitanti, una città dove insistono potenti interessi economici. Il problema è che ci siamo strutturati con un'organizzazione piramidale senza che questa sia mai stata codificata. Dove sta scritto che i parlamentari possano dettare le linee di indirizzo ai consiglieri? Chi dà loro questo potere? Nel M5S non ci dovrebbe essere un'organizzazione gerarchica ma se serve discutiamola tutti insieme e votiamo. 

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