Stadio della Roma, al vaglio i trasporti: parcheggio da 10 euro per i tifosi in auto

L'assessore Improta ha incontrato il costruttore Parnasi e gli ingegneri del gruppo. Tra le ipotesi: niente prolungamento della metro B e uno svincolo sul Gra

Immagine di repertorio

Niente prolungamento della metro B e un parcheggio per chi si muoverà con mezzi privati che costerà tra i 10 e i 15 euro. Entra nel vivo l'analisi del progetto dello Stadio della Roma che entro il 27 agosto dovrà ricevere il via libera dell'amministrazione capitolina. Per quanto riguarda i trasporti che dovranno permettere di accedere all'infrastruttura ieri, presso la sede dell'assessorato di via Capitan Bavastro, si è insediato un gruppo di lavoro formato dall'assessore Guido Improta alla presenza del costruttore Luca Parnasi e degli ingegneri del gruppo edile Parsitalia.

SALTA LA METRO B - Per ora, la biforcazione della metro B che avrebbe permesso di unire la storica linea della metropolitana alla stazione Muratella, con l’interscambio con la linea FM3, annunciata nel corso delle prime presentazioni dello stadio sembra essere stata accantonata. Secondo le prime stime troppo pochi tifosi, solo un sesto circa, arriveranno con i mezzi pubblici, in totale circa 10 mila rispetto ai 30 mila che si muoveranno con l'auto privata e ai 20 mila con scooter e moto. Chi realizzerà lo stadio preferisce optare per un potenziamento della Roma-Lido con l'acquisto di nuovi treni. Anche la cifra emersa fin'ora non permetterebbe di realizzare una vera e propria nuova linea della metro, seppur solo una biforcazione. In totale si parla di poco più di 50 milioni di euro. Tra gli obiettivi anche il potenziamento per la stazione Tor di Valle.

SVINCOLO SUL GRA - Con questi si punta quindi a potenziare il ferro ma anche la 'gomma'. I gruppi lavoro istituiti infatti sono due. Uno che si occuperà di potenziare il trasporto su ferro, il secondo appunto su 'gomma'. In questo secondo caso l'obiettivo è la realizzazione di un nuovo svincolo sul Gra.

PARCHEGGIO - È previsto poi un grande parcheggio la cui sosta costerà 10 euro per tutta la durata della permanenza del mezzo. Una tariffa, spiegano al dipartimento, in linea con quelle degli altri stadi europei e anche dello Juventus stadium, dove la sosta per le auto oscilla tra i 10 e i 15 euro.

IMPROTA - "Servono approfondimenti” ha spiegato Improta all'agenzia Dire. “L'ipotesi più praticabile è quella di potenziare la Roma-Lido con nuovi treni. Che pero' costano. Non ci sono da fare, invece, grandi interventi sulla linea aerea che può reggere un carico di treni maggiore. Un tram? Non è previsto. Registro comunque la grande disponibilità di tutti a migliorare la situazione".

LEGAMBIENTE - La questione dei trasporti già finita anche sotto la lente d'ingrandimento dell'associazione ambientalista Legambiente che sta preparando le osservazioni al progetto. “Legambiente mette in evidenza come dalle carte dell’operazione è infatti sparito il prolungamento della Linea B della metro alla stazione Muratella, con l’interscambio con la linea FM3, di cui avevano parlato sia l’assessore Caudo che l’imprenditore Parnasi” si legge in una nota. “L’accessibilità pubblica prevista sarà solo quella possibile con la Linea Roma-Lido alla fermata Tor di Valle, tant'è che si stima che il 75% dell’accessibilità sarà con mezzi privati. I romanisti dovranno pagare, amara sorpresa, 10 euro per parcheggiare l’auto. Oltretutto, lo stesso 25% di trasporto pubblico attraverso la Roma-Lido è assolutamente sovradimensionato visto che si considera un passaggio di 8 treni l’ora, quando attualmente sono in media 4 e la domenica 2. Commenta Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente:“Il progetto del nuovo stadio della Roma si è trasformato in una operazione immobiliare colossale, con evidenti vantaggi per i costruttori, molto meno chiari per la città e gli stessi tifosi. Al Comune di Roma chiediamo di garantire l’interesse pubblico rispetto a una operazione di questo tipo, che vi potrà essere solo con modifiche al progetto e con il ripristino del prolungamento della Metro B, e attraverso una variante al Piano regolatore che stralci previsioni di pari dimensione per evitare una ulteriore cementificazione del territorio di Roma”.

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