Stadio della Roma, il progetto non convince del tutto: dubbi su trasporti e cubature

Sono iniziate oggi le conferenze dei servizi per la raccolta delle osservazioni. L'assessore Caudo: "Lo studio di fattibilità è troppo semplicistico". Il sindaco: "Vogliamo certezze sull'utilità dell'opera e sui trasporti"

Nessun rischio esondazione ma qualche dubbio sulla viabilità complessiva dell'area e sulla costruzione delle palazzine commerciali, premi di cubatura ritenuti un po' troppo alti. È entrata nel vivo la discussione attorno allo stadio della Roma a Tor di Valle. I lavori di raccolta dei pareri sullo studio di fattibilità, definito un po' “semplicistico” dall'assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo, sono iniziati questa mattina con una prima Conferenza dei servizi 'interna' all'amministrazione capitolina tra i tecnici dei dipartimenti capitolini e i proponenti del progetto, la società Euronova del gruppo Parnasi che però avevano diritto ad assistere ma non ad esprimere il proprio voto. La seconda parte invece programmata per il pomeriggio alle 15 durante la quale inizia la raccolta dei pareri dei soggetti esterni all'amministrazione come Acea, Regione Lazio e l'Autorità di bacino del fiume Tevere. In questo caso potranno dire la loro un numero più ampio di soggetti, dai municipi interessati alla Regione Lazio.

LA DELIBERA - Per raccogliere le osservazioni c'è tempo fino al 27 agosto. Entro quella data bisognerà anche scrivere la delibera che dovrà essere approvata prima dalla Giunta e poi dall'aula Giulio Cesare. La speranza è che la raccolta dei pareri possa concludersi entro martedì prossimo per fare in modo che l'assessore Caudo possa stendere la delibera. A riguardo, l'unico grande inconveniente potrebbe essere proprio la stagione estiva con relative difficoltà nello svolgimento dei lavori.

LE OSSERVAZIONI - Al centro delle preoccupazioni della riunione di questa mattina la valutazione in merito alla “pubblica utilità” del progetto tali da giustificare una variante urbanistica. Il clima della discussione, secondo quanto si apprende, è stato "positivo" ma non sono mancati i dubbi in merito ad alcuni aspetti del progetto. Quel che è certo è che il progetto subirà alcune modifiche seppur senza nessuno stravolgimento. Ad essere finiti sotto la lente d'ingrandimento dei tecnici capitolini i costi del progetto, giudicati eccessivi e i premi di cubatura troppo alti. Non si esclude infatti che al costruttore Parnasi verrà chiesta una riduzione. Per la realizzazione delle opere pubbliche, come il prolungamento della metropolitana, infatti parte degli oneri concessori dovrebbe derivare dalla realizzazione dello stadio e parte da altre strutture che dovrebbero avere destinazione commerciale. Nessun problema è emerso invece in merito all'esondazione a Tor di Valle mentre qualche rischio potrebbe esserci nelle strade di accesso verso lo stadio, ossia nelle zone limitrofe al depuratore Acea a sud di Tor di Valle verso il Grande raccordo anulare. Anche lo stadio dovrebbe essere realizzato in posizione più rialzata.

L'ITER – Una volta raccolti tutti i pareri redatta e approvata la delibera, il progetto passerà alla Regione Lazio e successivamente alla conferenza dei servizi decisoria che dovrà esprimersi entro ulteriori sei mesi. Infine l'ultimo passaggio, nella migliore delle ipotesi tra 8 mesi, che sarà quello della convenzione urbanistica in cui verranno definiti gli step della realizzazione definitiva del progetto. L'obiettivo è quello di vedere l'inaugurazione dello stadio nella stagione calcistica 2017/18, anno in cui tra l'altro scadrà il mandato della Giunta Marino.

L'ASSESSORE – Commentando 'a caldo' l'inizio dei lavori l'assessore Caudo ha affermato: “Ho sempre detto che la Curva sud disegnata in quel modo è una genialata mentre lo studio di fattibilità è un po' semplicistico" ha affermato. "Lo stadio in sè va bene, lo studio di fattibilità è un progetto serio ma ripeto che è un po' semplicistico. I termini della legge dalla presentazione dello studio di fattibilità scadranno il 27 agosto, essendo stato presentato il 29 maggio. Contiamo di farcela per quella data".

IL SINDACO - Sulla questione è intervenuto anche il sindaco Ignazio Marino che ai microfoni di Radio Roma Capitale ha spiegato di aver incontrato Daniel Libeskind. "Sono stato chiaro" ha affermato il sindaco. "Vogliamo essere certi dell'utilità dell'opera e sui trasporti". In particolare il trasporto su ferro e la fruibilità del parco da parte di tutti i romani.

SANTORO - Per Andrea Santoro, presidente del municipio IX, territorio dove ricadrà il progetto il primo incontro si è svolto in un "clima molto favorevole e attento che lascia la porta aperta a una valutazione positiva delle nostre proposte". Non è mancata perà la rischiesta di alcune modifiche "mirate a garantire la compatibilità dell'opera con la vivibilità dell'intero quadrante territoriale interessato. Tra queste "il potenziamento della linea Roma-Lido, l'adeguamento della via Ostiense e della via del Mare non solo in funzione dello stadio ma anche per i quartieri a ridosso del Gra, l'ampliamento della rete ciclabile, il recupero ambientale del Tevere". Inoltre "abbiamo poi posto all'attenzione della conferenza dei servizi la necessità di valutare gli interventi da eseguire per mitigare i miasmi del depuratore Acea presente nell'area".

LA COMMISSIONE SPORT – Tra i banchi dell'Aula Giulio Cesare però non manca qualche dubbio. A esternarlo è il presidente della commissione capitolina Sport Svetlana Celli che ha scritto una lettera a Caudo per chiedere chiarimenti: "La valutazione sulla sussistenza del pubblico interesse del nuovo stadio della Roma è una fase molto delicata per l'intera città. Perché se da un lato Roma deve saper cogliere le opportunità di investimento, dall'altro occorre evitare opere che scarichino i costi sulla collettività” ha dichiarato. "A partire dagli investimenti sul territorio. Parsitalia ha preventivato una spesa di 270 milioni per opere urbanistiche e infrastrutturali: parcheggi, fognature, strade di accesso. Ma tali interventi sono essenzialmente necessari e propedeutici alla realizzazione dello stadio stesso. Perciò la prima domanda è: opere essenzialmente private, devono prevedere l'intervento pubblico? Il proponente ha chiesto 220 milioni di compensazioni. La legge sugli stadi prevede questo strumento ma lo circoscrive alla fruibilità dell'impianto, specificando che le compensazioni siano mirate alla 'valorizzazione del territorio in termini sociali, occupazionali ed economici'. Le cubature richieste rispettano queste condizioni?”. Tra le paure di Celli il rischio di una “nuova cattedrale nel deserto come le Vele di Calatrava”. Infine la proposta: “La realizzazione di quattro nuovi impianti sportivi comunali, uno per ogni quadrante, con un investimento stimato in circa otto milioni di euro”.

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