Stadio della Roma, slitta la delibera in Aula: il Pd non esaudisce i desideri di Marino

"Come mai la maggioranza consiliare Pd calendarizza due delibere urbanistiche mettendole davanti a quella dello stadio?" scrive De Vito (M5S) su Facebook. "Non c'è nessuna ansia" commenta il capogruppo Pd Panecaldo

Nessuna corsia preferenziale. Nessuna forzatura dei tempi. La delibera con l'interesse pubblico per lo Stadio della Roma, dopo la maratona estiva della giunta impegnata nel rispetto dei tempi imposti dalla legge sugli stadi, si allontana scalando al settimo posto dei lavori all'ordine del giorno, scalzata da altre delibere urbanistiche. “Mi auguro che la prossima settimana si arrivi all'approvazione” aveva affermato il sindaco Ignazio Marino. Ma i desideri del primo cittadino potrebbero non essere esauditi con tanta celerità.

Dietro al rinvio c'è anche chi ha il sospetto di uno braccio di ferro politico. Non un muro da parte dell'opposizione che, visto il consenso che creerebbe far scivolare senza problemi l'operazione dello stadio, ha tutto l'interesse a ostacolarlo. Ma un fuoco amico. Il fuoco del Pd che con il suo sindaco, non è una novità, è spesso ai ferri corti. Scrive su Facebook il consigliere del Movimento cinque stelle Marcello De Vito: “Il Pd si dice favorevole allo stadio della Roma. Ebbene, se è così, vista l'urgenza di approvazione della delibera di cui parla sempre il Sindaco Marino, come mai la maggioranza consiliare Pd calendarizza, rispetto al consiglio comunale precedente, due delibere urbanistiche (le numero 121 e 127) mettendole proprio davanti a quella dello stadio?”. Poi continua: “Perché il Pd in Aula blocca e rallenta pesantemente la volontà espressa dal Sindaco e dalla giunta? Come mai non la mettono al 1° posto, come fatto per tante delibere, per esempio il bilancio di assestamento?”.

Lo slittamento della delibera sullo Stadio della Roma non è passato inosservato. Del resto la delibera è approdata in Aula Giulio Cesare quasi un mese fa e nessuno sembra intenzionato a forzare i tempi, a differenza degli annunci. “Non siamo presi da nessuna ansia, stiamo lavorando bene e faremo la delibera sullo stadio in pochi giorni” ha detto all'Agenzia Dire il nuovo capogruppo del Partito democratico e coordinatore della maggioranza in Assemblea capitolina, Fabrizio Panecaldo.  "C'è uno schema molto chiaro, gli amministratori governano per tutti” ha aggiunto. Sul tema si è espresso anche Dario Nanni presidente commissione Lavori Pubblici del Campidoglio che al Gr di Tele Radio Stereo ha affermato: “Ci sono anche altre proposte di delibera e bisogna rispettare l'elenco. Domani inizia un percorso, l'approvazione non credo che ci sarà domani. Nelle prossime sedute del consiglio comunale parleremo dello stadio della Roma ed entro il mese i cittadini romani sapranno tutto su questa vicenda”.

Una delibera come le altre quindi. Ma la delibera sullo stadio come le altre non è. Prima di tutto perché il rispetto dei tempi, spesso una vera e propria corsa contro il tempo, sono stati fin dall'inizio una variabile centrale nell'iter che ha caratterizzato le prime fasi dell'opera. Lo impone la legge sugli Stadi. In secondo luogo perché attorno alla riuscita, anche in termini di efficienza, dell'operazione sullo Stadio della Roma si gioca una partita politica molto importante. Una partita che farebbe guadagnare diversi punti al primo cittadino e alla sua squadra di governo su cui pende la richiesta del Pd di un rimpasto che da 'radicale' come richiesto dai democratici, si potrebbe tradurre in niente di più che un'operazione di 'maquillage' grazie a un rimescolamento delle deleghe.

Lo Stadio rimane in settima posizione. All'apertura dei lavori dell'Aula Giulio Cesare prima ci saranno altri sette provvedimenti, cinque dei quali urbanistici: la proposta 129/2013 per la rimodulazione del Pru Esquilino, la 126/2014 del Ptu di Casal Selce con al centro “rilocalizzazione di parte dei diritti edificatori derivanti da una compensazione edificatoria”, la 129/2014 per il Pru Fidene-Val Melaina, la 130/2014 sulla dibattuta riconversione funzionale dell'ex cinema Metropolitan in spazio commerciale, sulla quale sono stati espressi non pochi mal di pancia da parte di Sel. Due sono state inserite nella capigruppo di ieri: la prima (121/2014) riguarda l'acquisizione da parte del Comune di un'area di piazza Corazzini per la trasformazione in verde pubblico di una zona occupata da manufatti abusivi, la seconda (127/2014) riguarda invece il programma urbanistico di Tor Bella Monaca che porterà alla realizzazione di un nuovo quartiere a Torre Angela.

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