Stadio della Roma, le condizioni di Berdini per il sì: "Un taglio delle cubature"

L'assessore ha spiegato: "Sono contrario all'aumento di volumetrie spaventoso dato dalla giunta Marino". Poi ha aggiunto: "Rispetterò il piano regolatore"

Avanti con il progetto dello Stadio della Roma ma senza modifiche al piano regolatore. Dopo la confusione mediatica dei giorni scorsi in merito alla sussistenza o meno dell'interesse pubblico, l'assessore all'Urbanistica e ai Lavori Pubblici Paolo Berdini è intervenuto nuovamente sulla questione della nuova struttura sportiva per il club giallorosso: "Il piano regolatore permette una cubatura aggiuntiva che è già di per sé imponente. Io su quella cifra non muoverò una virgola, sono il tutore del rispetto delle regole. Se la Roma accetterà queste regole, ben vengano investimenti privati" ha affermato venerdì intervenendo ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa".

Questa quindi la posizione che dovrebbe avere l'amministrazione guidata da Virginia Raggi che dal 3 novembre prossimo siederà al tavolo della conferenza dei servizi regionale per dare un parere definitivo al progetto. La posizione, in sostanza, mette in discussione il progetto avviato da Caudo e Marino.

Berdini ha dichiarato di non voler sostenere la variante urbanistica: "Sono contrario all'aumento di volumetrie spaventoso dato dalla giunta Marino in cambio di opere pubbliche, come ad esempio il ponte dall'autostrada per Fiumicino a poca distanza dal ponte dei Congressi che sarà costruito oppure il prolungamento della metropolitana, che metterebbe in crisi il funzionamento dell'intera linea B". Opere che per Berdini sono inutili.

Con la conferenza dei servizi "ci sarà tutto il tempo ragionevole per aprire una discussione se è giusto accettare delle inutili opere pubbliche o è meglio cancellarle e costruire solo lo stadio". Poi ha aggiunto: "La città pubblica si deve riprendere i propri spazi, deve essere una città inclusiva, che dà speranza. Ci sono periferie in cui al degrado sociale si aggiunge anche un degrado fisico". 

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