Stadio della Roma, niente fumata bianca: il vertice non scioglie i nodi

L'incontro tra i tecnici capitolini e Mauro Baldissoni non è stato risolutivo. Perchè venga approvata la convenzione urbanistica bisogna risolvere nodi legati alla mobilità ed agli espropri sulla via del Mare

L'arrivo di Baldissoni all'assessorato all'Urbanistica/ Foto DIRE

L'atteso vertice tra gli uffici del Campidoglio e la dirigenza giallorossa si è rivelato un flop. Le aspettative che erano maturate e che la Sindaca stessa aveva contribuito ad alimentare sono state disattese. 

L'incontro fiume

"Basta chiacchiere" aveva ammonito la Sindaca alla vigilia del incontro. Ed invece negli uffici del dipartimento capitolino all'Urbanistica, si è continuato a discutere per almeno quattro ore. Senza venire a capo dei nodi salienti. L'As Roma vorrebbe partire al più presto con la posa della prima pietra dello stadio. Anche per rispettare quella previsione che la stessa Raggi, commentando lo studio del Politecnico di Torino, aveva annunciato. 

Le richieste del Campidoglio

"Lo stadio si fa, cantieri aperti entro l'anno" aveva dichiarato la Sindaca nel febbraio del 2018. Quali siano i primi cantieri da avviare è però ancora materia di contenzioso. Per il Campidoglio, come aveva ribadito Raggi il giorno prima del vertice, "prima le opere pubbliche per i cittadini, poi il campo di calcio". In altri termini, prima l'unificazione della via del Mare con l'Ostiense. Quell'opera è una priorità assoluta per l'amministrazione cittadina. Ma per procedere con quell'intervento occorre anche espropriare ed abbattare alcuni edifici che dividono, nel tratto interessato dall'intervento, le due strade. E l'operazione, secondo il Campidoglio, deve essere finanziata dalla società giallorossa.

Il nodo della Roma Lido

L'altro nodo da sciogliere riguarda la sistemazione della Roma Lido. Qui sono tutti e due a chiedere maggiori garanzie. La Regione potrebbe giocare un ruolo chiave nella vicenda perchè, con i 180 milioni, potrebbe davvero migliorare le stazioni, lavorare sulle infrastrutture elettriche e acquistare nuovi treni. Con i soldi per ora a disposizione, quelli cioè che la società di Pallotta deve mettere sul piatto, si riescono a comprare tre treni. Inutile ricordare che, secondo lo studio redatto dal Politecnico di Torino, il 50 % dei tifosi devono raggiungere lo stadio con le linee di trasporto ferroviario. Altrimenti si torna a quel "quadro catastrofico" con cui, la stessa università piemontese, aveva inizialmente liquidato il sistema della mobilità.

Il Ponte dei Congressi e la convenzione urbanistica

Altra questione dirimente riguarda la realizzazione del Ponte dei Congressi. Si tratta di un'infrastruttura quanto mai necessaria dal momento che, il progetto dello #stadiofattobene, nel ridurre le cubature previste a Tor di Valle, ha anche cancellato il Ponte di Tiberio. L'As Roma quindi guarda con molta attenzione all'infrastruttura che dovrebbe essere realizzata dal Governo. La partita quindi chiama in causa vari attori istituzionali cosa che non semplifica il raggiungimento dell'accordo per far partire i lavori. Cosa che sarà possibile, peraltro, solo dopo l'approvazione della relativa convenzione urbanistica. E per ottenerla serve l'avvallo di una maggioranza pentastellata che non è disposta a concedere sconti.

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