Stadio della Roma, il Politecnico "salva" il progetto sulla fiducia: il Pums eviterà la catastrofe

Cambia la valutazione del Politecnico sulla mobilità. A condizione che gli interventi,compreso il potenziamento della Roma Lido e della FL1, siano realizzati prima dello stadio

E' una questione culturale. I romani sono troppo abituati ad utilizzare le auto, a passare del tempo incolonnati nel traffico. Ad accettare le code  con una pazienza che gli automobilisti di altre città non hanno. Un atteggiamento remissivo che però conduce verso quello che il Politecnico di Torino aveva definito uno "scenario catastrofico".

Il PUMS ha stregato il Politecnico

Serve un'invesione di tendenza per l'università torinese. E "l’occasione per gestire il processo di evoluzione della mobilità – si legge nelle conclusioni della relazione presentata in Campidoglio - è offerta dalla redazione del PUMS, il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile". In qualche modo si può dire che il PUMS ha stregato il Politecnico. Cambiando la previsione contenuta nella bozza di dicembre. Non è più necessariamente catastrofica la mobilità legata allo stadio. Possibile?

A giudicare dalla stesura della Relazione, si nota la divisione in due parti. La prima valuta le informazioni ottenute fino a dicembre 2018. Il giudizio, su questa, era contenuto nella famosa bozza. La seconda parte della relazione, in cui trova spazio il PUMS, è sull' "analisi della documentazione in corso d'opera" ed è relativa a gennaio 2019. A quel punto il giudizio dell'amministrazione  cambia.

Le precondizioni: dettagliare le azioni del PUMS

Ma ci sono delle condizioni che il Politecnico cita espressamente. La prima è che "le azioni sul sistema di trasporto",  già presenti nel PUMS siano "giustamente dettagliate". Sono quelle azioni che "si vogliono intraprendere per mitigare i disagi della congestione e contenere le forti attuali criticità a carico del GRA " viene ricordato. Insomma è questa una sorta di precondizione, utile ad evitare quello scenario catastrofico prospettato a dicembre dalla stessa università.

Cos'è oggi il PUMS

Ma il PUMS ha veramente questa possibilità? Il Politecnico, nella sua relazione, sembra auspicare un cambiamento culturale. I romani devono cominciare a fidarsi dei mezzi pubblici. Operazione che prescinde anche dall'elaborazione del Piano che, nella prima fase, punta soprattutto a realizzare sette "opere invarianti". E di queste una sola, la funivia Magliana, andrebbe ad incidere direttamente sul quadrante interessato dalla stadio. Questo è certamente un limite, confermato dal fatto che, ad oggi, il Campidoglio è fermo all'approvazione delle linee guida.

Nell'insieme però il PUMS, come in altre occasioni ribadito dagli stessi estensori, è un piano.  Uno strumento di programmazione anche di lungo termine (5-10 anni) che quindi si muove in un arco temporale non necessariamente sincronizzato con quello dello stadio. Il suo valore, in tal senso, appare più culturale che pratico.

Il ruolo delle ferrovie

Perchè il sistema di trasporto funzioni, spiega il Politecnico nella sua relazione, è necessario intervenire sull'intermodalità.  Cosa che implica il rafforzamento delle linee ferroviarie che interessano il progetto urbanistico di Tor di Valle. "Le linee ferroviarie FL1 (Roma-Fiumicino) e Roma-Lido, alla quale negli scenari simulati viene assegnato un ruolo centrale ai fini della riduzione della mobilità veicolare privata – si legge nella relazione – devono garantire  un servizio affidabile e regolare in termini di orario, frequenze di passaggio e tempi di viaggio". Un sogno che, nel caso della Roma Lido, i pendolari sanno somigliare piuttosto ad un miraggio. Ci sono però dei fondi, 160 milioni della Regione cui si aggiungono circa 40 di Roma Capitale –ha ricordato in conferenza stampa la sindaca – che servono per migliorare proprio la Roma Lido". Quelli a disposizione del Campidoglio, sono legati alla realizzazione del progetto"Stadio della Roma".

I fatti e le parole

Ma alla basa di tutto occorre cambiare la filosofia dei romani. " L’utenza dello stadio e di aree limitrofe dovrà preventivamente essere consapevole e magari convinta, con i fatti  - viene sottolineato nella relazione del Politecnico  - che potrà giungere e defluire dallo stadio con due alterative ferroviarie a disposizione". Linee di cui "dovrà potersi preliminarmente fidare, in virtù delle loro auspicate efficienza e puntualità". Un cambiamento auspicabile ed aupicato da decenni e che dovrà comunque essere realizzato prima che sia terminato lo stadio. Una sfida epocale. Non basta dunque il contributo del PUMS, anche sul piano culturale, a vincere questa scommessa. Come conclude il Politecnico, i romani vanno convinti "con i fatti". Non a parole.

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