Stadio della Roma, il M5s vuole andare avanti: "Facciamo verificare prima le procedure"

Il Campidoglio si è incagliato sulla bontà delle procedure seguite per approvare il progetto dello stadio. Da un mese e mezzo Raggi ripete che vuole farle verificare. Ma resta tutto fermo

La realizzazione dello stadio della Roma a Tor di Valle resta nel limbo. Dopo l'inchiesta e gli arresti di giugno, il progetto si è impantanato. Non è chiaro se sia necessario ripartire da zero o se, viceversa, sarà possibile procedere alla sua cantierizzazione.

L'intenzione del Campidoglio: un disco rotto

"L'amministrazione intende andare avanti, ma la vicenda richiede approfondimenti" è tornata a dichiarare la Sindaca Raggi, questa volta nel corso di un'intervista su Tele Radio Stereo "Abbiamo già avviato alcune verifiche sulla procedure e se queste risulteranno corrette andremo avanti". E' una formula già ascoltata dietro la quale, la Giunta, sembra essersi trincerata da ormai novanta giorni. "Ho chiesto che si cercasse un soggetto terzo per fare ulteriori verifiche affinchè fossimo garantiti dalla terzieta' del soggetto" ha provato ad approfondire la prima cittadina. Ma per sua stessa ammissione questa sorta di garante "non e' stato ancora individuato e ad oggi ci sono solo delle ipotesi".

La legge sugli stadi

"Il progetto dello stadio è illegittimo" ha ribadito Codacons all'indomani degli arresti. L'associazione dei consumatori, come anche il libero tavolo sul'urbanistica, ha depositato un esposto in Procura. "Il verbale uscito dalla conferenza dei servizi a dicembre (2017, ndr) non è mai passato dall'aula capitolina come invece prevede la normativa. E non contiene il progetto definitivo, quello con anche le prescrizioni attuate. Viola la legge sugli stadi del 2013" ha fatto notare Carlo Rienzi, presidente del Codacons. 

La contestazione degli ex grillini

Per il "Tavolo della libera urbanistica" invece, quello di Tor di Valle sarebbe stato "un progetto irregolare, che non ha un computo metrico. Non sappiamo, ad esempio, quanto valgono le opere pubbliche in rapporto alle cubature concesse. Gli stessi lavori per la messa in sicurezza dell'area dovevano essere a carico del proponente prima di tutto il resto". Motivo per cui, il gruppo di architetti, urbanisti e semplici attivisti grillini della prima ora, ha presentato un altro esposto.

Segnali poco chiari

Da un mese e mezzo il Campidoglio dichiara la volontà di andare avanti. Ma anche di voler  verificare le procedure messe in atto. Il futuro di Tor di Valle non è chiaro. E l'amministrazione non sembra più disposta a considerarlo una priorità. 

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