Stadio della Roma, ecco cosa arriverà a Tor di Valle

Approvato lo #stadiofattobene. Le differenze tra vecchio e nuovo progetto

Uno stadio di proprietà. Il sogno del presidente Dino Viola, condiviso anche da Franco Sensi, troverà la sua realizzazione con il nuovo patron giallorosso. Il via libera rilasciato il 5 dicembre 2017 dalla Conferenza dei Servizi, rappresenta quella fumata bianca che James Pallotta stava aspettando. Lo stadio si farà, nonostante tutte le criticità che in questi mesi sono state evidenziate. Ormai mancano solo alcuni passaggi amministrativi. Vale a dire, l'approvazione da parte dell'Aula Giulio Cesare del verbale rilasciato dalla Conferenza dei Servizi. A cui seguirà la variante al Piano Regolatore Generale che finora destinava a Tor di Valle solo 112mila metri quadrati, da destinare a verde pubblico ed impianti sportivi.

Lo stadio fatto bene

Nel corso degli anni, il progetto è notevolmente cambiato. Da quello di Dan Mies presentato in Campidoglio nel 2015, a questo voluto dall'amministrazione Raggi, le differenze sono molteplici. Le cubature sono state dimezzate ma per mantere la sostenibilità economica del progetto, il proponente ha tagliato anche molte opere pubbliche. Via le tre ingombranti torri di Daniel Libeskind,dal Business Park. Erano alte il doppio dei grattacieli dell'Eurosky tower e non piacevano alla base pentastellata, nè alle associazioni ambientaliste. La cancellazione delle torri dell'archistar statunitense, ha modificato in maniera sostanziale il tipo d'investimento pensato su Tor di Valle.

Com'è cambiato il progetto

La nuova versione del progetto, appena passato in Conferenza dei Servizi, ha visto una riduzione delle cubature che sono così scese a 212mila metri quadrati: il Business Park continua ad avere la parte del leone, con 139mila mq, ma senza le impattanti torri. All'area commerciale restano a diposizone 20mila meq ed allo stadio 52mila mq. Il progetto, ridimensionato nelle superfici, deve giocoforza rinunciare anche ad importanti interventi. Il prolungamento della Metro B fino a Tor di Valle, non si farà. Forse è una buona notizia, perchè lo sfioccamento avrebbe ridotto le corse verso Eur Laurentina. L'amministrazione Marino aveva però previsto l'alternativa: un serio potenziamento della Roma Lido. Con i cinque stelle, i treni da acquistare passano però da 16 a 5 o 6. Un terzo. Intervierrà in soccorso Zingaretti  dal momento che, come ha dichiarato l'assessore Civita,"la Regione conferma gli interventi di modernizzazione su tutta la linea. Ci sono i finanziamenti, e i lavori sono in corso e saranno a beneficio di tutti i cittadini".

Le opere previste 

L'altra importante opera che il proponente non dovrà più realizzare, è il ponte di Traiano. Sarà lo Stato a provvedere alla sua costruzione. Un intervento pubblico, del valore di 100 milioni di euro, per garantire l'accesso allo Stadio. Per quanto riguarda le opere a carico di Eurnova srl, con i suoi 143 milioni di euro il proponente deve realizzare un ponte pedonale verso la stazione di Magliana, dove passa la linea Fl1 diretta a Fiumicino. Provvederà inoltre alla messa in sicurezza idraulica del Fosso di Vallerano e di quello dell'Acqua Acetosa Ed infine consentirà di unificare la via del Mare con la via Ostiense.

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