Stadio della Roma con i soldi di tutti: i 100 milioni del ponte sono degli italiani

Fondi pubblici in un'operazione a vantaggio del privato

Il ponte di Traiano a carico dello Stato. E quindi dei cittadini italiani. L'imprevedibile notizia che ha fatto da cornice alla  Conferenza dei servizi svoltasi il 24 novembre, potrebbe avere serie ripercussioni sul progetto dello Stadio della Roma. Gli scenari sul futuro di Tor di Valle, si fanno improvvisamente nebulosi.

I pareri positivi alla Conferenza dei Servizi

Come ha ribadito l'assessore all'Urbanistica Montuori, "i pareri positivi riguardavano il progetto su cui si è lavorato negli ultimi mesi che riguarda lo stadio da raggiungere con il Ponte dei Congressi e con il sistema di trasporto pubblico che abbiamo discusso". E' tuttavia impossibile nascondere la novità introdotta dalla telefonata del Ministro allo Sport Luca Lotti. Con il suo intervento infatti, Lotti ha annunciato la disponibilità del Governo a  realizzare il cosiddetto ponte di Traiano. Si tratta dell'infrastruttura  presente nel progetto licenziato da Marino a cui però, in forza del taglio delle cubature, l'amministrazione Raggi aveva deciso di rinunciare.

La legge sugli stadi e l'intervento pubblico

Ma l'idea di ricorrere a fondi pubblici, per favorire l'operazione di una società privata, non ha raccolto unanimi consensi. Tra le proteste, si segnala quella dell'ex assessore capitolino Giovanni Caudo. L'urbanista ha infatti ricordato che il contributo pubblico contraddice la legge sugli stadi. Secondo quest'ultima infatti "l'equilibrio economico dell'opera va perseguito all'interno della stessa e deve essere assicurato dal proponente". Non dallo Stato. Si tratta in sostanza di mettere 100 milioni, per realizzare un'infrastruttura la cui assenza era stata più volte denunciata. Soprattutto per le ricadute sulla viabilità che, il solo Ponte dei Congressi, potrebbe non essere in grado di garantire. 
Ma si tratta di un esito paradossale " che Caudo non rinuncia a segnalare, perchè porta ad un "consistente contributo economico pubblico a favore di un intervento privato". Contributo che peraltro "si aggiunge a quello urbanistico concesso dal Comune che ha autorizzato un incremento di cubatura di circa il 100% rispetto a quanto previsto dal piano regolatore vigente".

I soldi di tutti gli italiani

Insomma, l'intervento del pubblico in quest'operazione c'è e si fa sentire. Resta da chiarire se i pareri positivi espressi in Conferenza dei Servizi, siano stati conseguenti alle rassicurazioni ottenute via telefono. Oppure se siano la conseguenza di un progetto ritenuto comunque soddisfacente. A prescindere dal ponte di Traiano. La differenza tra il primo ed il secondo scenario vale 100 milioni di euro. E vale la pena chiarire, perchè si tratta di soldi pubblici, quindi di tutti gli italiani.

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