Stadio della Roma, svelato il parere dell'avvocatura: era stato "secretato" dalla Sindaca

Iniziato l'iter in Campidoglio per l'eventuale annullamento della delibera sul pubblico interesse dello stadio. Durante la prima commissione Sport l'ex grillina Grancio (DemA) ha rivelato il contenuto del parere che era stato richiesto da Berdini

La commissione Sport discute della delibera di Grancio e Fassina

Il Campidoglio ha cominciato a valutare una richiesta dirimente per il futuro dell'AS Roma a Tor di Valle. In Commissione sport è infatti approdata la delibera proposta dai Consiglieri Grancio e Fassina. E' quella che recentemente è stata approvata in Municipio IX, il territorio interessato dal progetto dello "stadiofattobene". E prevede che il parere sulla pubblica utilità del progetto, venga annullata.

Saranno cinque le commissione capitoline che valuteranno la richiesta di Grancio e Fassina, prima che venga poi discussa e votata in Aula Giulio Cesare. Ad aprire le danze  nella mattinata di lunedì 15 aprile ha provveduto la Commissione Sport. Ed in quella sede, a sorpresa, l'ex grillina Cristina Grancio ha deciso di leggere alcuni stralci di un parere chiave. Si tratta di quello che, per primo, richiese Paolo Berdini all'avvocatura capitolina. Un parere, quello rilasciato da Andrea Magnanelli, che era stato secretato dalla Sindaca e che pochissimi consiglieri, in via riservata, hanno finora potuto leggere.

Il parere dell'avvocatura

"La scelta di realizzare un impianto del tutto nuovo in un'area non edificata  richiede un'adeguata motivazione" ha letto Grancio in commissione.  "In caso di mancata motivazione – è scritto nel parere dell'avvocatura che l'ex grillina ha letto in commissione Sport – l'intero procedimento si porrà a rischio annullamento nelle competenti sedi giuridiche. Nella deliberazione in esame e nello studio di fattibilita' la questione non viene minimamente trattata con evidenti violazioni degli obblighi di motivazione se non anche con violazione di legge".

Il rischio annullamento

Nel corso di un'intervista rilasciata a Romatoday, lo scorso venerdì 12 aprile, Cristina Grancio aveva anticipato quest'aspetto dell'avvocatura. "Bisogna giustificare la scelta di non aver individuato un posto in cui le infrastrutture sono già presenti. Nello studio di fattibilità dovevano spiegare per bene questa decisione". Invece, come ricordato in Commissione Sport, questo chiarimento non c'è stato.  E di conseguenza, parafrasando il parere di Magnanelli, "l'intero provvedimento si porrà a rischio annullamento".

Leggi l'intervista completa a Cristina Grancio

Desecretare il parere

Ora si pone il problema di mettere tutti nelle condizioni di conoscere il parere dell'avvocatura capitolina. Secondo Grancio infatti "è dovere della maggioranza renderlo pubblico". Un avviso del quale si dichiara convinto anche il collega di Sinistra per Roma Stefano Fassina. "L'avvocatura non dovrebbe essere un organo al servizio della maggioranza – ha ricordato il consigliere capitolino - e non può entrare nella discussione politica di un'amministrazione".  

L'indecisione dei grillini

Sul fronte della politica, per ora, si conosce solo il parere del Municipio IX. Centrodestra e centrosinistra  con il supporto di una sola grillina e dell'ex pentastellato Mancuso,  hanno votato a favore della delibera di Grancio e Fassina. Ma nel regolamento del Municipio IX le anstensioni, opzione in cui si sono tutti i grillini, non contano. In Campidoglio sì. Quindi occorre che, i pentastellati, decidano quale sia la scelta da fare. Senza pubblico interesse, che Grancio e Fassina chiedono di annullare in autotutela, niente stadio a Tor di Valle.

Trasparenza 

Intanto l'opposizione, anche in Campidoglio, inizia a svelare le carte. "Sulla delibera Grancio-Fassina come Lista Civica siamo favorevoli a bloccare in autotutela una delibera sbagliata, ma vorremmo anche avere i pareri dell'Avvocatura, uno dei quali è ancora secretato e conosciuto solo dalla maggioranza  – ha fatto sapere Svetlana Celli, capogruppo della lista RomaTornaRoma, riferendosi proprio al parere di Andrea Magnanelli che, per ora, sembra in possesso solo della consigliera Grancio. "L'Amministrazione capitolina non dovrebbe rischiare penali, perché ad oggi,  fino a quando l'iter non è concluso con l'approvazione della variante del PRG da parte dell'Assemblea Capitolina, un diritto acquisito non esiste. E anche su questo vorremmo avere delle certezze". Insomma, prima di sciogliere le riserve, potrebbe essere utile conoscere in via definitiva il parere finora secretato. In commissione sport, lunedì 15 aprile, si è fatto un passo in avanti. 

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