La grillina cacciata per le critiche allo #stadiofattobene: "Raggi ha secretato risposte ai quesiti di Berdini"

Parla Cristina Grancio, la grillina cacciata per le critiche allo #stadiofattobene

Cristina Grancio è stata la voce critica che, all'interno del Movimento Cinque Stelle capitolino, aveva provato a sollevare tutti i dubbi legati all'operazione "stadio della Roma". Vicepresidente della commissione urbanistica, ha pagato le sue posizioni "ortodosse" con l'espulsione dal gruppo pentastellato del Campidoglio.

Questa mattina, una volta appreso dell'ondata di arresti e dell'avvio di indagini, c'è stato qualche ex collegata pentastellato che se l'è sentita di chiamarla?

Assolutamente nessuno. Tra gli attivisti sì, ho ricevuto telefonate e messaggi. Tra l'altro anche qualche consigliere pentastellato dei Municipi si è fatto sentire. Ma tra le fila dei consiglieri m5s del Campidoglio nessuna chiamata.

Lei aveva espresso chiaramente delle perplessità sull'operazione legata allo stadio della Roma. Cosa non la conviceva?

Tutte le questioni di legittimità urbanistica in cui si percepiva una speculazione di tipo edilizio. Poi c'erano da verificare tantissime questioni, come quella dell'inedificabilità espressa dall'area di Bacino del Tevere. Andavano verificate anche le vicende legate agli espopri e quelle relative alla definizione di superficie utile lorda (Sul) che, nelle norme tecniche del proponente, risultava difforme da quanto previste dalla legge.

Da vice presidente della Commissione Urbanistica, era riuscita a portare questi temi all'attezione della sua commissione?

No. Ed infatti ora tutte le questioni urbanistiche sollevate sono finite tra le 31 osservazioni alla variante del piano regolatore di cui il 12 giugno si è data notizia.

Ad un certo punto, quando c'era ancora l'assessore Paolo Berdini, presentaste una serie di quesiti all'Avvocatura capitolina, interrogandola sulla legittimità dell'operazione di Tor di Valle. Come andò a finire quella iniziativa?

Erano quesiti elaborati dal Tavolo della libera urbanistica di Roma e Paolo Berdini, il giorno delle sue dimissioni, li consegnò all'Avvocatura capitolina. Purtroppo però le risposte sono state secretate dalla sindaca.

I detrattori dell'operazione di Tor di Valle, e tra questi anche alcuni comitati locali, hanno sempre puntato il dito sull'inconsistenza dell'interesse pubblico. Lei cosa ne pensa?

Se l'interesse pubblico era già debole con il progetto di Marino, quello licenziato successivamente dalla maggioranza pentastellata lo era ancor di più.Il tema è stato esemplificato bene dal Tavolo della libera urbanistica. Sembra irrilevante, ma  la questione del come si calcola la  Superficie utile lorda è importante. E fa venire il sospetto  che le cubature non siano effettivamente decurate. Il  rischio è quindi che siano le stesse del vecchio progetto, di cui il nuovo differisce però anche per l'assenza del Ponte di Traiano. Difficile trovare, secondo questa lettura, una vera utilità, un reale interesse pubblico.

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