Stadio della Roma, la base grillina presenta un esposto alla Corte dei Conti

Alla magistratura contabile viene chiesto di attivarsi per verificare se esiste "un illecito arricchimento del proponente privato"

Altra tegola in vista della realizzazione dello stadio della Roma. In attesa di una decisione sul progetto 2.0 prevista per il mese di settembre, è stato presentato un esposto alla magistratura contabile. Lo hanno preparato gli attivisti del cosiddetto "libero tavolo dell'urbanistica". Vale a dire l'architetto Sanvitto ed un pugno di altri cittadini, interessanti a non retrocedere di un millimetro nonostante "le scomuniche" arrivate anche dal blog di Beppe Grillo.

L'esposto alla Corte dei Conti

La principale questione su cui viene sollecitata la Corte dei Conti, attiene al vincolo idrogeologico delle aree interessate dalla futura edificazione. Come riportato tra le premesse dell'esposto, queste zone "venivano definitivamente dichiarate soggette a rischio per fenomeni idraulici del tipo classificato "R3" e "R4" (perimetrate) e come tali idonee ad essere trasformate, con incremento del carico urbanistico/insediativo, solo a seguito della realizzazione di adeguate opere di 'messa in sicurezza' idraulica dei corsi d'acqua responsabili dei suddetti fenomeni di rischio idraulico". In altre parole occorre intervenire sui due fossi di Vallerano e dell'Acqua Acetosa Ostiense, prima dell'edificazione.

Una variante in mano all'Autorità di Bacino

E' questo un passaggio chiave. Giacchè è stata l'Autorità di Bacino del Tevere a porre questo vincolo, è soltanto lei  che "possa modificare con una specifica variante l’attuale destinazione inedificabile dell’area. Prima di questa variante – si legge sempre nell'esposto – non può aprirsi il cantiere dello stadio e di tutte le altre cubature previste". 

Gli oneri a carico del Comune

Il tavolo specialiesull'urbanistica, con l'esposto appena presentato, chiede aklla magistratura contabile d'indagare sull'eventualità che con l'operazione " possa determinarsi un illecito arricchimento del proponente privato a discapito dell’ Amministrazione pubblica". Ma soprattutto punta a far "verificare" ai magistrati la sostenibilità economica, per l'erario, dell'operazione legata allo stadio. Infatti, come viene ricordato, una volta che siano state realizzate, collaudate e consegnate le opere utili  per garantire la sicurezza idrogeologica di Tor di Valle, la successiva manutenzione diviene a carico di Roma Capitale. . Un onere che si va ad aggiungere a quelli che l'amministrazione dovrà sostenere "per l'esproprio di aree non di proprietà Gruppo Parnasi- Pallotta". A fronte di questi esorsi, si chiede alla Corte dei Conti di indagare, per verificare se il progetto dello Stadio della Roma a Tor di Valle "non sia eccessivo rispetto al costo che si avrebbe all’esito della individuazione di un sito diverso". 
 

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