Stadio della Roma, in Campidoglio arriva una diffida: vietato costruire a Tor di Valle

Il Tavolo della Libera Urbanistica consegna alla Sindaca una diffida ad approvare la variante urbanistica. Sanvitto: "Prima c'era solo il rischio d'esondazione del Vallerano, ora è stato formalizzato anche quello del Tevere"

Nuova tegola per lo stadio della Roma. Il Piano di Bacino del Tevere ha elencato le aree in cui vige il divieto di costruzione, per possibili rischi idrogeologici. Tra i siti indicati è compresa anche l'ansa di Tor di Valle dove, James Pallotta, ha intenzione di realizzare il futuro tempio del calcio giallorosso.

La diffida al Campidoglio

Per contrastare l'iniziativa, il Libero Tavolo dell'Urbanistica, un comitato formato da architetti e liberi professionisti in cui sono confluiti anche ex esponenti del M5s romano, ha inoltrato una diffida formale. L'atto, firmato dall'architetto Francesco Sanvitto, è rivolto alla Sindaca ed a tutti i consiglieri capitolini che sono pertanto invitati a non votare la variante urbanistica. E' quello il passaggio formale che manca per dare il via al progetto.

La necessaria variante urbanistica

E' solo approvando una variante urbanistica che è possibile ottenere un cambio di destinazione d'uso dei terreni di Tor di Valle. Lì il Piano Regolatore ha previsto solo impiantistica sportiva e verde attrezzato.   Quindi per costruire gli uffici e le attività commerciali che ruotano attorno al progetto dello stadio, serve questo passaggio in Assemblea Capitolina. Un atto che, per il Libero Tavolo dell'Urbanistica, non deve essere firmato.

Pericolo esondazione del Tevere

"Il 5 settembre 2019 è stato approvato l’aggiornamento del Piano di Bacino del Tevere V stralcio funzionale per il tratto metropolitano di Roma da Castel Giubileo alla Foce – PS5”  ha fatto notare l'architetto Sanvitto. In quel documento, ha spiegato il portavoce del Libero Tavolo dell'Urbanistica, "l’area di Tor di Valle è contraddistinta da un divieto di costruzioni civili o industriali causa pericolo  alluvioni ed esondazione del fiume".

Il divieto a costruire

Non si tratta del mero rischio idrogeologico che, il progetto dello #stadiofattobene, ha pensato di risolvere realizzando specifiche idrovore sul rio Vallerano. "Alla impossibilità di edificare perché alcuni terreni erano contraddistinti come R3 o R4 per il rischio di esondazione del Fosso di Vallerano – ha sottolineato Sanvitto – ora si aggiunge lo stesso divieto per i rischi di esondazione del fiume Tevere". Da qui l'iniziativa del Libero Tavolo dell'Urbanistica, non il primo finalizzato a contrastare il progetto di Tor di Valle. "Lo stadio – ha ribadito Sanvitto – si deve fare trovando un terreno privo di rischi e che porti davvero servizi al territorio". L'intenzione dell'amministrazione, però, resta quello di farlo sull'Ansa del Tevere. Un'ipotesi a cui fa da contraltare il piano b, caldeggiato dal Sindaco Montino: realizzare lo stadio a Fiumicino.

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