Stadio della Roma, cresce il pressing sulla giunta Raggi: il 3 novembre via alla conferenza di servizi

Intellettuali e urbanisti all'attacco di Raggi e Berdini per il sì allo stadio. L'assessore all'Urbanistica però ieri ha di fatto riaperto la partita: "Da parte dell'amministrazione di Roma Capitale non c'è nessun riconoscimento dell'interesse pubblico"

"Sì allo stadio della Roma", "Berdini fa retromarcia sullo stadio della Roma", "ok della giunta allo stadio a Tor di Valle". Sì, no, forse, vedremo: dopo il no alle Olimpiadi, sulla seconda grande decisione che il Movimento Cinque Stelle è chiamato a prendere regna grande confusione. Parliamo del progetto dello Stadio della Roma, per il quale tra 2 settimane partirà la conferenza dei servizi in Regione Lazio. Un passaggio fondamentale al quale parteciperà, come previsto dalla legge, anche la giunta pentastellata. Non è chiara però la posizione che verrà portata sul tavolo. Da un lato la memoria di giunta che parla di "avviare le attività per l'approvazione del progetto"; dall'altro le reiterate dichiarazioni di Berdini, assessore all'Urbanistica che ha più volte fatto presente l'assenza di interesse pubblico, fatto che implicherebbe uno stop dell'opera o quantomeno l'obbligo di rivederla. Nello stesso tempo però lo stesso assessore ha più volte ricordato come l'amministrazione Marino abbia già dato l'ok all'interesse pubblico. Riportiamo delle dichiarazioni del 3 settembre scorso

"Il parere di sussistenza dell'interesse pubblico è già stato espresso dall'Assemblea capitolina nella precedente consiliatura. Se la Regione Lazio ritiene indispensabile che la nuova Assemblea capitolina debba confermare o smentire il precedente parere, deve chiederlo formalmente, sulla base della legislazione vigente, e concedere un congruo lasso di tempo. Il Comune di Roma ha più volte sostenuto che la conferma della sussistenza dell'interesse pubblico debba essere espressa in forma collegiale prima della formale apertura della Conferenza dei servizi, ma è ben disponibile ad accettare il percorso amministrativo che l'Ente Regione dovrà esprimere con atto formale e non attraverso dichiarazioni stampa".


A pressare la giunta Raggi arriva un appello di urbanisti e intellettuali che criticano duramente il sì (attraverso il silenzio assenso) della giunta al progetto. E da qui, in questi ultimi giorni, è nata confusione.

LA CONFERENZA DI SERVIZI - La certezza è che il 3 novembre si aprirà in Regione la conferenza dei servizi. Il progetto è infatti passato dal Comune alla Regione. Mancano, come segnalato da La Pisana stessa, alcuni pronunciamenti da parte del Campidoglio, ma l'assessore Berdini ha spiegato che la conferenza di servizi sarà il luogo in cui discutere del progetto. In sostanza sarà lì che verrà chiarita la posizione che, a mezzo stampa, è stata più volte esplicitata dal responsabile all'Urbanistica. Il "silenzio assenso" del Comune, e la conseguente decisione di sedersi in conferenza di servizi, però non è piaciuto ad un gruppo di intellettuali e urbanisti, che nei giorni scorsi ha pubblicato un appello sul sito www.eddyburg.it 

STADIO CAVALLO DI TROIA - Si legge nell'appello firmato da Edoardo Salzano, Paolo Baldeschi, Piero Bevilacqua, Sergio Brenna, Pierluigi Cervellati, Vezio De Lucia, Maria Pia Guermandi, Anna Marson, Carlo Melograni, Giancarlo Storto. Maria Pia Robbe, Salvatore Settis,  Tomaso Montanari e Flavio Cogo  

"Siamo rimasti sconcertati nell’apprendere che l’amministrazione capitolina sta partecipando alla conferenza dei servizi della Regione Lazio per l’approvazione – in località Tor di Valle, al posto del vecchio ippodromo – di una mastodontica speculazione edilizia che in campagna elettorale il M5S aveva decisamente contrastato".

LEGGI L'INTERO APPELLO

Nello stesso si spiega che 

All’origine dell'affare non c’è una organica “legge sugli stadi”, ma un comma inserito forzosamente all’ultimo momento nella legge di stabilità del 2014 (147/213, c. 304) nell’ambito del tradizionale maxiemendamento e quindi approvato solo grazie alla decisione del governo (Letta) di imporre il voto di fiducia. Il comma prevede che il Comune, se d’accordo con il proponente, dichiara “il pubblico interesse della proposta”. L’approvazione definitiva spetta alla Regione Lazio a seguito di un’apposita conferenza dei servizi

quindi la critica a Raggi

la sindaca Virginia Raggi, invece di revocare come ci si aspettava la deliberazione di pubblico interesse, ha concordato con la Regione l’avvio della conferenza dei servizi, vincolandosi a un esito pressoché scontato di approvazione. Nello sconcerto di coloro, come chi sottoscrive quest’appello, che o speravano nel radicale cambiamento promesso da Raggi o che, pur non avendo votato M5S, auspicavano che insieme alle Olimpiadi venisse accantonato, subito e per sempre, anche il nuovo stadio


LA RISPOSTA - L'appello non è passato inosservato. I firmatari appartengono ad un mondo e a delle realtà vicine all'assessore Berdini. Tra loro, Tomaso Montanari, c'è anche chi è stato in predicato di entrare in giunta. Così l'assessore Berdini non ha potuto far altro che puntualizzare la sua posizione. Ha scelto per farlo l'agenzia AdnKronos che ieri pomeriggio è uscita con la seguente dichiarazione

"Da parte dell'amministrazione di Roma Capitale sullo Stadio dell'As Roma non c'è nessun riconoscimento dell'interesse pubblico. Stiamo lavorando per attuare l'indirizzo programmatico del M5S. Partecipare alla conferenza dei servizi è un atto doveroso. E' dovere dell'amministrazione partecipare ai provvedimenti che sono stati incardinati dalle amministrazioni precedenti".


MALAGO' - A mettere pepe sulla questione ci pensa il presidente del Coni Giovanni Malagò che, evidentemente ancora piccato per il no alle Olimpiadi, ieri sulla vicenda dello Stadio ha dichiarato: "Con le motivazioni date sulle Olimpiadi, credo che onestamente sullo Stadio della Roma qualche contraddizione ci potrà' essere. Io sono un fautore di ogni realizzazione di infrastrutture sportive. Di discorsi legati a cubature non mi voglio occupare. Ogni società deve avere un suo Stadio".

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