Stadio della Roma, Raggi: "Con Marino speculazione edilizia, noi abbiamo tagliato opere non necessarie"

Bocciate le richieste di sospensiva presentate dal centrosinistra ma con tante defezioni da parte dei consiglieri pentastellati. La Sindaca ha invece difeso il progetto dello "stadiofattobene"

"Lo stadio si fa" aveva annunciato la Sindaca commentando la relazione presentata dal Politecnico di Torino. E la Giunta Raggi, prima cittadina in testa, è tornata a difendere il progetto in occasione del Consiglio straordinario svoltosi il 21 febbraio in Campidoglio.

Il Consiglio straordinario

Non sono passati gli ordini del giorno delle opposizioni, scettiche sul fatto che, nell'operazione Tor di Valle, sia ancora rintracciabile una qualche "pubblica utilità". Ma la bocciatura dei loro "ordini del giorno" non arriva da tutta la maggioranza: una parte dei consiglieri pentastellati, infatti, decide di non esprimersi. Forse è il segnale che la prossima tappa, l'approvazione della variante urbanistica necessaria per far realmente partire i cantieri, sarà meno scontata di quanto previsto.

La relazione di Montuori

Il lungo pomeriggio in Aula Giulio Cesare si è aperto con la contestazione per l'assenza della Sindaca e per la conseguente decisione di affidare all'assessore Montuori il compito di difendere il progetto dello "stadio fatto bene". Per l'urbanista succeduto a Paolo Berdini,  "l'interesse pubblico non è stato assolutamente ridotto ma è stato ampliato, ijn quanto è stato ampliato il quadro di riferimento in cui si svolge il progetto" e questo perchè  "ne beneficeranno tutti i cittadini del quadrante tra Roma, Tor di Valle e Ostia e chi arriva in citta' da Fiumicino e Civitavecchia".  In sostanza l'attuale progetto è migliore del precedente. Un liet motiv che sarà ripreso anche dalla prima cittadina, arrivata a consiglio straordinario in corso.

La delibera di Marino ed il taglio delle opere inutili

"Per noi il progetto Marino era speculazione edilizia" ha dichiarato la Sindaca durante il suo intervento. E come ha tenuto a precisare era questa la posizione dei grillini quando, l'amministrazione cittadina, era in mano al centrosinistra. Poi qualcosa è cambiato. Arrivati al governo della città "abbiamo cercato di capire come cambiare una delibera che nel frattempo aveva prodotto diritti e obblighi per entrambe le parti". La quadra, secondo la titolare del Campidoglio, si sarebbe trovata "iniziando a tagliare tutte le parti che non riguardavano il dettato della legge ma erano opere aggiuntive e non necessarie nè strettamente funzionali alla fruibilita' dell'impianto".

L'investimento sul trasporto pubblico

Opere accessorie che sviluppano cubature e che non sono strettamente funzionali alla fruibilità dello stadio. A partire dal Ponte di Traiano che "non serve perchè non fa altro che aumentare la quota della auto in circolazione".  Ed invece l'amministrazione vuole raggiungere l'obiettivo di far utilizzare il mezzo privato solo al 50% dei tifosi diretti allo stadio.

Le obiezioni

Un miraggio, secondo le opposizioni di centrodestra e centrosinistra. "Non tenete conto del caos che si genererà all'uscita dallo stadio, voi pensate che i tifosi andranno a Tor di Valle a piedi o in bici, ma siete disconnessi dalla realtà" ha accusato il consigliere  di Fratelli d'Italia Francesco Figliomeni. "State immaginando una realtà che è quella di Londra 2050, mentre dobbiamo fare i conti con Roma 2019" ha sottolineato il capogruppo democratico Giulio Pelonzi.

Bocciate le richieste delle opposoizioni

I Cinque stelle continuano a puntare fortemente sulla realizzazione del PUMS. Ma come la relazione del Politecnico ha dichiarato, e come è stato ricordato in aula, per evitare la situazione catastrofica descritta nella bozza dello studio, occorre realizzare le opere prima di fare lo stadio. Eppure, la richiesta di sospendere l'iter autorizzativo dello Stadio almeno fino all'approvazione del PUMS , come proposto dal Consigliere Stefano Fassina, non è passata. Come del resto non è passato neppure quella presentata dall'ex grillina Cristina Grancio che, tra i punti deboli del progetto dello "Stadiofattobene", cita anche quello del rischio idrogeologico. Un vulnus da risolvere perchè, fintanto che non ci sarà il declassamento dell'area, non sarà possibile costruirvi ne quindi autorizzare alcuna variante urbanistica.

La maggioranza tentenna

Gli ordini del giorno non scaldano i cuori dei consiglieri in aula. Ma basta scorrerere i numeri dei presenti e rapportarli a quelli dei votanti per notare che qualcosa non torna. Mancano dieci voti, in Aula Giulio Cesare. Verosimilmente quelli di alcuni consiglieri pentastellati. Sullo stadio, la maggioranza è probabilmente meno compatta di quanto si voglia far credere. E la mancata presentazione di un documento condiviso da tutti i grillini, ieri, ne potrebbe rappresentare l'ennesima riprova.

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