Stadio della Roma, i grillini dicono no all'annullamento. Ma la partita resta aperta

Le commissioni Urbanistica e Lavori Pubblici non accolgono la richiesta di annullare "in autotutela" il pubblico interesse. Iorio (M5s): "Ora valutiamo se tornare in aula per rivotare senza De Vito"

Parere negativo. In seduta congiunta, le commissioni capitoline all'Urbanistica ed ai Lavori pubblici hanno bocciato la richiesta arrivata dall'opposizione. Per la prima volta i grillini si sono espressi in maniera chiara sulla proposta di annullare, in autotutela, il pubblico interesse.

Perchè annullare il pubblico interesse

Dai consiglieri d'opposizione Grancio e Fassina, ancor prima dell'arresto del presidente De Vito, erano messe nero su bianco le forti perplessità legate allo "Stadio fatto Bene". Sono almeno tre i problemi che, in assenza di soluzioni, non permettono di considerare utile il progetto di Tor di Valle. Il vulnus principale resta quello della mobilità che, senza il Ponte dei Congressi, rischia il collasso. Sul tema è stato chiamato ad esprimersi  il Politecnico di Torino che, dopo una prima "catastrofica" valutazione, ha modificato il proprio giudizio. Lo ha fatto tuttavia ponendo la condizione che lo stadio sia realizzato solo dopo costose opere pubbliche. I cui oneri realizzativi però, hanno spesso ricordato i due consiglieri, non ricadono sul privato. La richiesta di annullare il pubblico interesse sullo stadio, è motivato anche da altre due ragioni: l'area di Tor di Valle, finchè non si fanno interventi idraulici, rimane caratterizzata da un elevato rischio idrogeologico. L'altra ragione che fa propendere per la scelta di ritirare il pubblico interesse, deriva dalla mancanza di trasparenza.

Il parere dei Dipartimenti

Sulla delibera di annullamento, dopo il voto in Municipio IX, si deve esprimere l'assemblea Capitolina. L'iter amministrativo prevede però che prima sia valutato dalla commissioni, come quella congiunta che si è tenuta il 18 aprile. In quell'occasione è arrivato anche il parere del Dipartimento Mobilità che si è dichiarato "non competente in materia" in quanto, secondo il suo dirigente, la delibera Grancio Fassina tratterebbe "esclusivamente questioni inerenti gli aspetti urbanistici". Il bilancio, tra gli uffici comunali coinvolti, è così di estremo equilibrio: il Dipartimento Patrimonio si è infatti espresso a favore della delibera mentre quello all'Urbanistica no.

La novità: lo stadio torna in Aula Giulio Cesare

La commissione ha regalato un'interessante novità, nel dibattito legato al progetto di Tor di Valle.  "Potrebbe esserci una nuova votazione sull'interesse pubblico sullo Stadio della Roma a Tor di Valle – ha fatto sapere la presidente della commissione Urbanistica Donatella Iorio – non dipende da questioni di merito o di una volontà  specifica di modificare il progetto". L'idea dei pentastellati nasce "semplicemente per consolidare quell'interesse pubblico con un voto dell'Aula che non veda coinvolto il presidente Marcello De Vito. Non e' ancora una decisione – ha chiarito Iorio - ma un'ipotesi che ci è stata illustrata". Ma se i pentastellati valutano una scelta del genere è perchè sanno di avere i numeri per votarla. E l'espressione di parere delle due commissioni, in tal senso, rappresenta un'iniezione di fiducia.

La richiesta di trasparenza

La risposta negativa delle due commissioni capitoline alla delibera presentata da Grancio e Fassina, ha ovviamente suscitato le reazioni dei due esponenti dell'opposizione. " Noi abbiamo chiesto informazioni importanti come condizioni per andare a un voto responsabile e informato" ha ricordato il capogruppo di Sinistra per Roma. Una richiesta che è partita dal desiderio di rendere pubblico il parere dell'Avvocatura che la Sindaca continua a mantenere secretato. Per ora se ne conoscono solo degli stralci, letti dall'ex grillina Cristina Grancio.

I pareri espressi

Tra le altre richieste c'è quella di "quantificare gli oneri a carico del bilancio capitolino delle infrastrutture aggiuntive indicate dal Politecnico di Torino". Si tratta di quegli interventi, ricorda Fassina, che sono  "essenziali al fine di evitare conseguenze catastrofiche sulla mobilità".  Ma dalla maggioranza capitolina, su questi temi, non sono giunte risposte. Per quanto riguarda la delibera di annullamento del pubblico interesse, resta la votazione del Municipio IX. Con la gran parte dei grillini che si sono astenuti, nel consiglio municipale, la proposta di Grancio e Fassina è passata. Ma il parere dell'ente locale non è vincolante. Per quanto rigaurda la partita che si gioca in Campidoglio, ora resta da vedere come si pronunceranno le altre commissioni. 

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Commenti (3)

  • trallalero trallalla

  • Bellissimo il titolo "la partita resta aperta"....Non credo si giocherà mai una partita lì su quei prati....

  • non è di pubblico interesse perché a questa città non interessa riqualificare una zona morta e una metro fatiscente; non interessa sistemare via del mare e via ostiense, fare un ponte che collega Roma Sud e ovest, sistemare il depuratore, e dare lavoro a migliaia di persone. No, i reazionari preferiscono lasciare la città così com'è, senza progetti, senza futuro.

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