Stadio della Roma: la Conferenza dei servizi non scioglie tutti i nodi

I comitati contrari al progetto danno ancora battaglia

E' considerato pericoloso sul piano idrogeologico ed insostenibile per quanto riguarda la mobilità. Ci sono almeno una decina di associazioni che sono pronte a giurare che il progetto legato allo Stadio della Roma è quantomeno "confuso". Da Italia Nostra, al Comitato dei Pedolari Roma - Ostia, passando per  il Coordinamento Associazioni Lazio Mobilità Alternativa (C.A.L.M.A.).  Le critiche mosse alla futura trasformazione urbanistica di Tor di Valle, resistono nel tempo. E sabato 20 dicembre verranno ripercorse durante un apposito incontro organizzato al Centro Aurora di Decima.

Il tema dei trasporti pubblici

Nonostante il via libera della recente Conferenza dei Servizi, restano le maggiori preoccupazioni. Uno dei principali nodi, secondo questi comitati, riguarda l'aspetto trasportistico. Con o senza ponte di Traiano, "non sarà in alcun modo possibile rispettare la quota del 50% di spettatori che dovranno prendere i mezzi pubblici per raggiungere lo stadio". Eppure, ricorda anche il Comitato di Quartiere di Torrino Decima, "era una delle prescrizioni contenute nella delibera capitolina sul pubblico interesse".  Una delle questioni rimaste sul piatto, riguarda il potenziamento della Roma Lido. Ad oggi "è capace di trasportare al massimo 7000 passeggeri l’ora, mentre  dovrebbe essere messa in condizione di trasportarne 20000". Quasi tre volte di più. Con quali risorse, è da stabilire.

La maglia nera: la Roma Lido

Intanto Legambiente ha da pochi giorni formalizzato i risultati del report "Pendolaria 2017" . La peggior linea ferroviaria del Paese, è risultata essere proprio quella che dovrebbe essere la più utilizzata per raggiungere il futuro stadio della Roma.  La classifica è stata fatta "mettendo insieme le proteste degli utenti per i ritardi ed i tagli",  ma anche  tenendo in debita considerazione la capienza e l'età dei treni, la frequenza dei convogli e la condizione delle stazioni.  Per migliorare la Roma Lido, il Comitato Pendolari continua a ripetere che "servono treni nuovi ed occorre ristrutturare delle linee che sono vecchie" con stazioni spesso fatiscenti.  "Su un parco di 20 treni, quelli su cui si può contare di più sono i CAF arrivati dalla Linea B".  Ma sono appena un terzo rispetto al numero complessivo. Ed a tal riguardo, i 4 o 5 treni che arriveranno grazie allo  "Stadio della Roma", non consentiranno di ammodernare una linea, che continuerà a soffrire degli storici problemi.

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Gli altri nodi da sciogliere

Anche se il tema dei trasporti pubblici gioca il ruolo del leone, non è l'unico vulnus messo all'indice dai comitati contrari allo stadio. C.A.L.M.A. ed il  Comitato Salviamo Tor di Valle dal Cemento, segnalano che   "non si è saputo quanto costeranno la costruzione e il funzionamento delle idrovore che dovranno essere realizzate a carico di Roma Capitale". Anche in questo caso si tratta di "soldi pubblici spesi per garantire la funzionalità di un’opera privata". A proposito di informazioni lacunose, le realtà pronte a dare battaglia al Centro Aurora, segnalano che non è chiaro neppure " quanto costerà e chi pagherà per l’esproprio delle aree non di proprietà del proponente".E si tratta di un'area di tutto rispetto, stimata  con una superficie di circa 350mila metri quadrati.  In definitiva, molti nodi sono rimasti sul pettine. E "la  più grande speculazione edilizia del XXI secolo", è risultata essere   "portata avanti con una leggerezza e un pressapochismo degno delle classiche quattro chiacchiere al bar".

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