Capocotta, un appello per salvare la spiaggia naturista: "Non chiudete i chioschi"

La petizione è stata lanciata dall'Associazione naturista dell'Oasi di Capocotta: "Senza il chiosco sarà un'area allo sbando". Per il comune le strutture vanno chiuse perché i permessi sono scaduti il 31 maggio scorso

"Non fate sparire questo nostro angolo di paradiso". E' questo l'appello lanciato dall'Associazione naturista dell'Oasi di Capocotta dopo che il comune di Roma, a causa dei permessi scaduti, ha messo sotto sfratto i cinque chioschi presenti sul quel tratto di litorale immerso nella riserva naturale. Un duro colpo in piena estate che ha suscitato la reazione dei bagnanti che ormai da oltre dieci anni frequentano la 'prima spiaggia naturista d'Italia' autorizzata, nel lontano 1999, dall'allora sindaco Francesco Rutelli.

Sotto sfratto i chioschi di Capocotta: tutta la storia

La petizione è scritta dalla presidente dell'Anoca Lorenza Spadini: "Rimane indispensabile, sui 200 mt di arenile concessi come adibiti alla pratica naturista (attrezzata con tutti i servizi necessari, inclusa sorveglianza e bagnini), la presenza del chiosco come organizzato dagli attuali gestori da molti anni" esordisce. "Il naturismo va infatti inteso non soltanto come pratica nudista, ma come rispetto dell'ambiente e della nudità stessa, senza alcuna confusione con derive sessuali di alcun genere. I gestori dell'Oasi sono riusciti ad interpretare questa profonda volontà e slancio naturali, curando le dune dell'arenile e la spiaggia annessa; gli stessi hanno anche evitato quello sperpero innaturale e inutile che è di tipico uso e consumo degli stabilimenti, favorendo armonia con gli elementi e tra umani, allontanando chiunque si fosse addentrato nell'area naturista con intenzioni che non fossero di semplice godimento del benessere di stare nudi tra vento, acqua e sabbia" si legge nella petizione.

Per Spadini "allontanare i gestori, chiudendo il chiosco, equivale a favorire un'area allo sbando, tanto per le persone che la frequentano (di ogni tipologia ed estrazione sociale), quanto per l'area naturalistica (fauna e flora) che incornicia l'Oasi". L'appello è a non chiudere il chiosco: equivale a "evirare qualcosa di libero che mai sarebbe dovuto diventare definitivamente passato".

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