La guerra tra i vigili e il loro Comandante - VOTA IL SONDAGGIO

Il comandante generale del corpo ha dichiarato ieri di sentire il consenso dell'opinione pubblica. Ma in questi 16 mesi di 'regno', la polizia locale di Clemente è davvero migliore di quella di Buttarelli?

La valanga di certificati medici, di donatori di sangue e di richieste di accesso alla 104 sono solo l'ultima puntata di una guerra lunga un anno tra i vigili e il loro comandante Raffaele Clemente. L'abbiamo raccontata mese dopo mese e voi lettori di RomaToday avete dimostrato (lo dice il numero consistente di letture degli articoli sull'argomento) di seguire attentamente la storia. Ieri il numero uno di via della Consolazione, ribattezzato 'Capitan Twitter', ha vantato un consenso da parte della rete e dell'opinione pubblica che è davvero difficile non riconoscergli. All'indomani delle polemiche esplose dopo la sua intervista in cui presentava il piano anti corruzione, si è diffuso l'hashtag #iostoconclemente. Da settimane l'hashtag è diventata la bandiera della galassia dei blog antidegrado, capitanata da RomaFaSchifo e popolata soprattutto da Retake, gruppo con il quale collaborano ormai in maniera quasi esclusiva i PICS, uno dei gruppi della polizia locale.

I meriti riconosciuti a Clemente sono schematicamente:

- Dialogo con la rete. Dal suo arrivo in via della Consolazione il suo account twitter è diventato rovente. Tante le segnalazioni e le battaglie rilanciate. Esattamente un anno fa tutti i telegiornali raccontavano la rivoluzione delle multe via social network. A ridimensionarla un parere, ovvio, dell'avvocatura che obbliga per erogare la multa la presenza del vigile. Twitter è quindi solo un'aggiunta al telefono. Un mezzo in più attraverso il quale i cittadini possono segnalare problemi al Comandante e al corpo. Ma Clemente assegna alla rete un ruolo fondamentale e dice "di voler cambiare il corpo con l'aiuto dei cittadini".

- Street control. Da ottobre per le strade della Capitale è attivo il sistema delle multe a strascico. I risultati, in termini di numero di multe, non sono stati ancora resi noti. In termini di smaltimento delle doppie file che lo street control prometteva di sconfiggere invece, stando a quanto vivono i romani, nulla è cambiato. Da sottolineare come lo street control sia affidato ad una fedelissima del comandante come Raffaella Modafferi. Impossibile quindi parlare di  servizio boicottato.

- Questione via Albalonga. Clemente e il Comandante Botta sono stati centrali nella vicenda di via Albalonga. Il dialogo con la rete in questo caso ha funzionato. Tante segnalazioni, tanti suggerimenti, tanti esperimenti e alla fine una soluzione che sembra, per ora, ottenere l'apprezzamento dei cittadini.

- Rotazioni anti corruzione. Clemente è stato il primo dirigente di Roma Capitale ad applicare la normativa anti corruzione. Il suo piano, che prevede rotazioni tra gruppi, ha ottenuto il plauso di Raffaele Cantone, commissario anti corruzione voluto da Renzi. Anche la rete ha apprezzato il provvedimento, da qui l'hashtag #iostoconclemente.

Dall'altro lato però ci sono i vigili che non amano il loro comandante e che, eternamente vilipesi dall'opinione pubblica, sono finiti oggi nel gorgo delle critiche dopo la vicenda di Capodanno. Dei rimproveri dei sindacati abbiamo parlato in questo pezzo. LEGGI QUI

Restano, e sono atavici, i luoghi comuni nei confronti dei vigili. Nel corso di quest'anno, vuoi per la crescita esponenziale della rete, vuoi per il bisogno di avere un capro espiatorio sempre e comunque, sono andati aumentando e amplificandosi.

- I vigili non ci sono mai. Pochi controlli, assenti agli incroci, consentono l'impunità a tutti, venditori abusivi per primi.

- I vigili in periferia? Sconosciuti. E' la periferia a vedere la maggior parte delle lamentele. Camminando per il centro si trovano agenti a presidiare via dei Fori Imperiali e le piazze principali. In periferia, specie di notte, sono praticamente assenti. E, a sentire i cittadini, la situazione è negli anni peggiorata.

- I vigili pensano solo a multare. Accusa dei cittadini e anche di qualche sindacato che sostiene come il Campidoglio usi gli agenti come bancomat per rimpolpare le casse.

- I vigili stanno sempre al bar. Sui giornali gli agenti finiscono sempre meno per brillanti operazioni di polizia e sempre più per foto che li ritraggono mentre prendono un caffè. Fatti e foto che aumentano la percezione di un corpo in preda all'anarchia.

- I vigili? se non ci sono è meglio. A Capodanno i vigili non c'erano? Ecco perché si scorreva. Battuta o luogo comune è un must nei dialoghi da bar e sulla rete.

Perché questo schema? Vogliamo porre ai nostri lettori una semplice domanda: NEGLI ULTIMI 15 MESI LA POLIZIA LOCALE DI ROMA CAPITALE E' SECONDO VOI MIGLIORATA O PEGGIORATA?  

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