Un vigile vive otto anni in meno: "Inseriteci tra i lavori usuranti"

La richiesta è del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale che a ha protestato sotto al Ministero del Lavoro per chiedere l'inserimento tra le Categoria Usuranti. Al ministro Poletti presentato uno studio scientifico

Fare il vigile è un lavoro usurante che porta ad un aspettativa di vita più bassa e che già nei primi anni d'attività diminuisce la qualità della salute. Carte alla mano oggi il Sulpl,  Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale, è sceso in piazza in vari capoluoghi di provincia italiana. A Roma la manifestazione ha raccolto una trentina di persone, riunite in sit in sotto al Ministero del Lavoro.

“Vogliamo precisare che non è una manifestazione contro il Governo o contro il Sindaco”, spiegano dal sindacato, “e che, per evitare disagi alla cittadinanza, non abbiamo proclamato alcun sciopero e non abbiamo sfilato in corteo”.

Il presidio sotto al Ministero del Lavoro in via Flavia, ha accompagnato la presentazione al Ministro Giuliano Poletti, dello studio scientifico del Prof Aldo Ferrara, docente di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università di Siena, uscito sulle più importanti riviste mediche americane e italiane. La ricerca dimostra che un Vigile Urbano di 30 anni, che  ha fatto almeno due anni di viabilità, ha una lesione polmonare assimilabile ad un sessantenne sano, quindi con un invecchiamento precoce ed un danno biologico di cui nessuno tiene conto.

Nell’occasione i vigili presenti hanno indossato una maglietta con una macchia di sangue con sopra il numero ‘-8’. Tanti sono infatti gli anni che, da una nostra altra e diversa ricerca, abbiamo scoperto essere l’aspettativa di vita che avrebbe in meno un Vigile Urbano rispetto alla media.
Su 100 casi di vigili urbani in età pensionabile presi in esame, infatti, ben il 90% non ha superato la soglia dei 72 anni per gli uomini e dei 77 anni per le donne, mentre l’aspettativa di vita di un italiano, secondo gli studi del WHO, il World Health Statistics, è di 80 anni per gli uomini e di 85 anni per le donne. Inoltre sono passati proprio otto anni da quando nel 2007, denunciammo il rischio salute respiratoria per i Vigili Urbani.

“Il nostro contratto”, racconta il segretario romano Stefano Giannini,  “ci considera come degli impiegati ma la scienza riconosce che abbiamo una usura diversa da chi sta dietro una scrivania. Cominciare a lavorare sapendo che, bene che vada, vivremo in media 8 anni in meno degli altri non è di certo una bella cosa. Per questo chiediamo al governo di decidere una volta per tutte se siamo impiegati o poliziotti”.

“Dopo questo evento”, spiega il segretario regionale del Sulpl, Alessandro Marchetti, “organizzeremo una conferenza scientifica, dove, oltre al Prof.Aldo Ferrara dell’Università di Siena inviteremo altri importanti Medici, tra i quali il Prof. Corrado Mollica, Pneumologo dell’Ospedale San Camillo-Forlanini ed, ovviamente, anche il Ministro del Lavoro”.

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Commenti (1)

  • I vigili hanno una incidenza molto più alta per malattie all apparato respiratorio, ma questo la gente fa finta di saperlo, la gente sa solo attaccare in modo sterile dietro una tastiera i vigili

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