Marino a donna che lo contesta: "Provi a connettere i due neuroni che ha e a farli funzionare"

La risposta stizzita del sindaco a una signora che lo contestava sulla pulizia della città, a margine della cerimonia del settantaduesimo bombardamento di San Lorenzo

"Provi a connettere i due neuroni che ha e a farli funzionare". E insieme alla parole, anche la mimica. E' il sindaco Marino che si rivolge a una cittadina, indossando la fascia tricolore. Una contestazione arrivata a margine della cerimonia del settantaduesimo bombardamento di San Lorenzo con replica di un Marino più che stizzito. Tutto ripreso dalle telecamere del Corsera. 

La donna gridava esasperata al sindaco che "la città è sporca, ed è una buffonata che lei venga qui stamattina dopo che hanno spazzato perchè sapevano del suo arrivo. Venga domani. Questa città fa schifo. E i morti intanto ce li teniamo noi". E il primo cittadino risponde per la rime: "Per il dolore e la sofferenza porti rispetto". 

Il giorno dopo Marino ha provato a ridimensionare l'accaduto. Interpellato a riguardo ha puntato il dito contro la stampa: "Le mie affermazioni sono state trasformate". Ha affermato, sempre alle telecamere del Corsera: "Il battibecco è stato sul fatto che il mio papà era stato deportato e mia madre è finita sotto le macerie. Voi lo avete trasformato in qualcos'altro".

La frase infelice però ha scatenato la bufera. "#Marino a una cittadina che protesta per degrado quartiere: provi a connettere i due neuroni che le rimangono. Sindaco, quella fascia obbliga al rispetto di tutti i cittadini". Così un tweet di Patrizia Prestipino, membro della direzione nazionale del Pd. E ancora dall'opposizione. 

"Questa signora si era solo permessa di sottolineare che il suo quartiere è sporco e viene pulito solo quando passa il sindaco. Ecco il vero animo di Ignazio Marino che vi nascondo giornali e TV amiche" scrive sui social Alessandro Onorato, della lista Marchini. 

"Il Sindaco di Roma dovrebbe avere più rispetto per chi lo contesta. Indossare la fascia tricolore significa dover rispondere anche delle critiche. Dire a una signora che deve 'connettere i due neuronì è un insulto detto da un cafone. Per di più, a una donna. Per di più con i capelli bianchi. 

Ce ne facciamo assai delle belle parole dell'8 marzo o delle donne in giunta se poi, Ignazio, non sai tenere a freno la lingua. Sei un cafone ipocrita. Questa arroganza spiega solo la sua inadeguatezza su tutto. Và a casa che è meglio". Lo afferma in una nota Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e segretario nazionale de La Destra, "commentando gli insulti rivolti dal sindaco Marino a una signora che, durante le celebrazioni per il bombardamento di Roma, lamentava la scarsa pulizia della città".

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