Occupazioni, iniziato il 'trasloco' delle famiglie di via Carlo Felice

Il trasferimento è iniziato venerdì scorso e dovrebbe terminare mercoledì

Da settembre sul tavolo di Regione e Comune, l’operazione di sgombero ‘con alternativa’ dell’occupazione di via Carlo Felice è iniziata. Le prime 10 famiglie, 23 persone in totale di cui 8 minori, sono uscite venerdì scorso. Hanno traslocato nei 5 alloggi messi a disposizione dall’Ater regionale, una parte dei quali verrà abitato dai single in forma di cohousing.

Oggi sarà la volta delle famiglie destinate alla struttura messa a disposizione da Roma Capitale. Una quindicina di persone, due coppie e la parte restante single, che si trasferiranno in un centro di accoglienza per senza tetto gestito dal Comune, in zona Centocelle. Secondo quanto apprende Romatoday, una parte dell’immobile è stato sistemato per renderlo abitabile in maniera stabile, in forma di cohousing, e seguirà una gestione ad hoc.

Il trasferimento terminerà mercoledì quando verranno consegnate le chiavi di casa alle famiglie, una trentina di persone in totale, che andranno negli alloggi messi a disposizione dalla società proprietaria, la controllata di Bankitalia Sidief spa. 

Tutti gli ormai ex occupanti dell’immobile di via Carlo Felice 69 hanno sottoscritto un accordo con il Comune di Roma acconsentendo al trasferimento e alla partecipazione ad un percorso di inclusione sociale. Proprio come accadrà per il centri di assistenza alloggiativa e sociale temporanea, i cosiddetti Sassat, anche in questo caso l’accoglienza durerà due anni.

In totale, sono state trasferite 62 persone. 8 single e 4 coppie sono finite nelle strutture di Roma Capitale. Le restanti 46, di cui 19 minori, sono state suddivise tra le case dell’Ater e quelle messe a disposizione da Sidief. Le famiglie “più vulnerabili” con un punteggio più alto in base ai parametri socio-economici stabiliti dal Comune sono state allocate negli alloggi di Bankitalia dove pagheranno solo le utenze. Le altre negli alloggi del patrimonio disponibile dell’Ater, ma non Erp, dove pagano un affitto a canone calmierato in base all’Isee. Nella struttura comunale non si paga niente. Tutte hanno sottoscritto un contratto di due anni. In ogni caso era obbligatoria l'adesione al progetto di inclusione sociale messo in campo dal Comune di Roma.

Le operazioni di trasloco sono coordinate dalla Sala operativa sociale. Durante la notte, fino a quando l’immobile, completamente svuotato, non tornerà nelle mani della proprietà, verrà assicurato un presidio di polizia per evitare occupazioni. 

Il palazzo di via Carlo Felice 69 è occupato dal 2003. Oltre alle abitazioni, dei locali al piano terra erano stati trasformati nello spazio sociale Sans Papiers. Lo stabile era finito in cima alla lista delle occupazioni da 'svuotare' ormai da tempo. Comune e Regione hanno assunto il caso di Carlo Felice come sgombero modello 'con alternativa' da mettere in campo per ogni nuova operazione di sgobero. In via Carlo Felice 69, però, risiedevano solo una settantina di persone mentre altre occupazioni attualmente nel mirino sono abitate da centinaia di persone. 

Comune e Regione, in una nota congiunta, scrivono: "Le strutture in cui si trasferiranno le persone garantiranno ai minorenni la continuità scolastica e a tutti la continuità con il proprio ciclo di vita. Il percorso è stato pianificato al termine dei colloqui effettuati presso il Municipio I e grazie al coordinamento del Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale. Un lavoro che si è sviluppato sulla base del censimento e di un'analisi caso per caso delle persone e dei nuclei. Regione Lazio e Roma Capitale avevano promosso nei mesi scorsi questo tavolo di lavoro con Municipio I e proprietà dell'immobile per ricercare una soluzione condivisa ed efficace al fine di garantire la legalità e il rispetto dei diritti delle persone". 

In merito alle operazioni, la proprietà ha scritto in una nota: “Sidief conferma che sono in atto da parte delle Autorità competenti le operazioni di sgombero e messa in sicurezza dello stabile di sua proprietà, occupato abusivamente da quattordici anni e caratterizzato da gravi dissesti strutturali. Il tutto sta avvenendo con la massima tranquillità. Le famiglie che vivono all’interno dell’edificio stanno ricevendo assistenza in questa delicata fase delle operazioni e per loro è già stata prevista una sistemazione alternativa. Al termine delle operazioni (previsto per mercoledì) la Sidief, proprietaria dello stabile, inizierà i lavori di messa in sicurezza. Successivamente i lavori di ristrutturazione integrali, per tornare alla destinazione originaria di alloggi in locazione". 

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"Siamo soddisfatti dell'esito positivo dell'operazione. Un esito non scontato, frutto di mesi e mesi di lavoro portato avanti con l'obiettivo di evitare in ogni modo che sul nostro territorio si potessero ripetere i momenti drammatici vissuti due estati fa in occasione dello sgombero senza preavviso di Via Curtatone" le parole della presidente Sabrina Alfonsi e dell'assessore alle Politiche Sociali del Municipio Roma I Centro, Emiliano Monteverde. "Da novembre 2017 è iniziato questo lungo percorso di confronto e collaborazione per l'individuazione di un accordo che consentisse il superamento dell'occupazione dell'immobile tenendo conto in via prioritaria delle esigenze delle persone e delle famiglie coinvolte. Confidiamo che lo stesso modello possa essere replicato per analoghe situazioni presenti sul nostro territorio e nell'intera città". 

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