Nuovo Baobab, gli attivisti: “Accoglienza sotto sgombero”

Il comunicato del Baobab Experience: "Armati sì, ma di scope e rastrelli". La Regione: "Ex Centro Ittiogenico già offerto al Comune di Roma"

Lo striscione esposto da attiviste e attivisti all'Ex Centro Ittiogenico

Siamo sconcertati dal fatto che faccia più scandalo l'insediamento pacifico in un edificio in disuso da otto anni, in stato di degrado e abbandono, che la continua presenza di persone per strada in fuga da guerre e persecuzioni, costrette a vivere in situazioni indegne e di pericolo”, così le attiviste e gli attivisti che stamattina sono stati sgomberati dal cosiddetto Nuovo Baobab, il progetto di accoglienza nato dopo la chiusura dell’omonimo centro che stava a due passi dalla struttura occupata questa mattina, l’Ex Centro Ittiogenico di via della Stazione Tiburtina 11. Entrati nella struttura i volontari sono poi stati allontanati dall’intervento della polizia.

ATTIVISTI DEL BAOBAB - A poche ore dallo sgombero attiviste e attivisti hanno spiegato nuovamente le motivazioni dell’occupazione, una lunga nota che termina spiegando come “otto tra etiopi e sudanesi in viaggio verso il Nord Europa hanno dormito per strada di fronte ai cancelli chiusi dell'ex centro di via Cupa. Altri sette eritrei, di cui due minori, sono arrivati oggi; anche per loro, come per tanti altri in questi mesi, il Comune di Roma non riesce a trovare una collocazione adeguata. Noi una soluzione l'avevamo trovata e continueremo a cercarla. Oggi è il secondo cancello che ci chiudono, speriamo che si apra almeno un tavolo”.

L’EX CENTRO ITTIOGENICO - Sempre nella giornata di sabato è poi arrivata la nota di precisazione della Regione Lazio che “considera positive tutte le iniziative istituzionali e di volontariato che favoriscano percorsi di accoglienza e di integrazione delle persone che fuggono da guerre crisi ambientali ed economiche. Il centro ittiogenico é stato offerto al Comune di Roma con nota formale già nel 2014,  esattamente per realizzare servizi sociali di prossimità di cui il comune medesimo detiene deleghe e competenze. Siamo a disposizione di istituzioni locali e associazioni formalmente riconosciute per ragionare della qualità dei percorsi di accoglienza. La Regione Lazio, nel pieno rispetto della legalità e delle competenze di ognuno, é pronta a fare la propria parte e a valutare progetti che possano migliorare la vita di profughi transitanti e richiedenti asilo”.

ARMATI DI SCOPE E RASTRELLI - Una nota stampa che spiega nel dettaglio: “Oggi sabato 16 aprile (quattro mesi e dieci giorni dopo lo sgombero del 6 dicembre) noi attiviste e attivisti dell'ex Baobab, con rappresentanti di MEDU e ARCI, siamo entrati nella vecchia sede dell'Istituto Ittiogenico, davanti alla stazione Tiburtina. Armati sì, ma di scope e rastrelli, abbiamo iniziato a preparare uno spazio per l'allestimento di tende in modo da garantire un riparo sicuro per i migranti in transito nella città. Ritenendo insostenibile e disumano il fatto che ad oggi ancora non sia stata trovata una soluzione da parte del Comune, che si era impegnato a dicembre per il tramite del commissario Tronca, abbiamo lavorato per due ore prima che la polizia ci intimasse di uscire”. 

GLI IDENTIFICATI  - Intervento del Reparto Mobile, che secondo quanto comunicato dalla Questura di Roma ha riguardato 40 persone, con 15 accompagnate negli uffici di polizia per essere identificate. Numeri che non coincidono con quelli forniti dagli attivisti del Baobab: “Ci ha stupiti la velocità e l'intransigenza dell'intervento da parte della forza pubblica, in merito al quale facciamo presente che non è stato condotto nessuno in questura, e solo tre persone, e non quindici come erroneamente riportato dai media, sono state identificate: cittadini italiani che hanno fornito su richiesta le generalità senza opporre resistenza alcuna”.

PROPOSTA CONGIUNTA - Uno sgombero che ha trovato commenti discordanti, con gli esponenti di Sel Gianluca Peciola e Massimiliano Valeriani solidali con gli attivisti, e la candidata sindaco di Fdi Giorgiia Meloni di parere opposto. Gli attivisti del Baobab Experience poi proseguono: “Cogliamo con fiducia la disponibilità della Regione, espressaci da propri rappresentanti presenti durante lo sgombero, a valutare una proposta congiunta tra Baobab e varie realtà associative e umanitarie per adibire l'ex Ittiogenico a centro di prima accoglienza; erano mesi che attendevamo un riscontro in questo senso e potrebbe essere un segnale di apertura verso un tipo di accoglienza diverso dal muro del Brennero, dai fili spinati di Idomeni e dai respingimenti in atto in vari paesi europei. Trovare e gestire un luogo sicuro non è solo una questione di civiltà, ma costituisce anche un servizio alla comunità in quanto impedisce lo sfruttamento del migrante da parte della criminalità organizzata e aiuta ad evitare che minori e soggetti vulnerabili siano vittime di tratta e abusi”. 

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