Lucha y Siesta, gli appelli per evitare lo sgombero. Il Comune: "Garantiremo alternative a donne e bambini"

La delegata della sindaca Virginia Raggi: "Si sta completando l'individuazione di un nuovo immobile da mettere a bando"

Tra due settimane la Casa della donne Lucha y Siesta sarà sgomberata. La notizia, diffusa ieri, ha scatenato una serie di reazioni di chi vuole evitare lo smantellamento del rifugio per donne che vogliono uscire dalla violenza più grande di Roma e della Regione Lazio.

Il 15 settembre la luce si spegnerà. "La brutale accelerazione delle procedure di sgombero, nonostante le inconsistenti rassicurazioni dell'ultimo anno, oltre a causare sconcerto e apprensione per il futuro tra chi vive nella struttura (15 donne e 7 bambini), fa supporre che esista già un acquirente", si legge nella lettera firmata da donne, attiviste e femministe della Casa delle donne Lucha y Siesta che aggiunge: "Comune, Atac e Tribunale hanno deciso".

A dare supporto alla battaglia in rosa diverse realtà tra cui ActionAid: "Lucha y Siesta è un luogo storico e fondamentale della città per la difesa dei diritti delle donne, in particolare di quelle che scelgono di uscire dalla violenza; un luogo reale di lotte femministe, di costruzione di solidarietà e di conquiste di libertà. Chiudere e limitare spazi come Lucha y Siesta equivale a minare i principi di autodeterminazione e di autonomia delle donne e ad impedire l'accesso ad una serie di servizi fondamentali che le istituzioni, in molti casi, non sono in grado di garantire".

Sostegno arrivato anche dall'ala del Partito Democratico con le note di Riccardo Corbucci e Carla Fermariello, rispettivamente coordinatore della segreteria e responsabile politiche sociali del Partito Democratico di Roma, e della consigliera dem della Regione Lazio Marta Leonori: "L'interruzione delle utenze della casa rifugio per le donne  sarebbe una sconfitta per Roma. La Sindaca Raggi tuteli e sostenga la speranza, aiutando a non far interrompere le utenze e trovando una soluzione per la sede del centro"

Pochi mesi fa Raggi ha nominato Lorenza Fruci, come delegata per le politiche di genere. Sabrina Alfonsi presidente del I Municipio, tuttavia, non si accontenta dell'iniziativa pentastellata e sbatte i pugni contro l'imminente sgombero della struttura di via Lucio Sestio: "La politica è assente e non fa altro che affrontare queste realtà con il solo strumento della burocrazia. La Sindaca batta un colpo e convochi immediatamente un tavolo con Lucha Y Siesta e Atac, proprietario dell'immobile, affinché non si proceda ad alcuno sgombero senza una soluzione alternativa per le donne che frequentano il centro".

A quella soluzione il Campidoglio, però, ci starebbe lavorando. Almeno ascoltando le parole della delegata Fucci: "Siamo al lavoro per garantire la presa in carico in strutture alternative di tutte le donne e i bambini che si trovano nell'immobile. Si sono svolti numerosi incontri tra l’Amministrazione capitolina e le attiviste della Casa delle donne Lucha y Siesta che sono state ripetutamente informate che l’immobile da loro occupato è inserito nel concordato fallimentare di Atac e che verrà quindi messo in vendita dal Tribunale".

"Sono in corso i lavori per ultimare le nuove case rifugio e per la semi autonomia. Si sta inoltre completando l'individuazione di un nuovo immobile da mettere a bando con l’obiettivo di aumentare ulteriormente i posti per le donne vittima di violenza", ha concluso.

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