Palazzi confiscati a Tor Vergata, inquilini sotto sgombero: "Mazzillo intervenga"

24 famiglie, regolari nel versamento dell'affitto, rischiano di restare senza casa: gli immobili dove vivono sono finiti all'Agenzia dei Beni Sequestrati. Mercoledì pomeriggio assemblea di Unione Inquilini e del Sindacato generale di base

Immagine di repertorio

Hanno sempre pagato l'affitto regolarmente. Eppure, sulle loro teste, pende una sentenza di sgombero. E' "una storia che ha dell'incredibile", come denunciano Unione Inquilini e il Sindacato generale di base, quella che stanno vivendo 24 famiglie residenti da anni in due palazzi in via Fassini a Tor Vergata. La vicenda inizia nel 2013 quando i due stabili vengono sequestrati. "Il curatore fallimentare stipula un regolare contratto con gli inquilini ma al momento della confisca e del passaggio all'Agenzia dei Beni Sequestrati viene predisposto anche lo sgombero degli abitanti" spiega Rudy Colongo, di Unione Inquilini Roma Sud.

Era l'agosto di un anno fa. In Campidoglio, sulla poltrona di assessore a Bilancio e Patrimonio c'era ancora Marcello Minenna. "Dopo una serie di incontri riuscimmo a bloccare lo sgombero: il Comune si era impegnato ad acquisire al patrimonio comunale i palazzi così da permettere a quella famiglie di continuare ad abitarci".

Oggi però rischiano di restare in mezzo ad una strada. "Da mesi il Comune di Roma, dopo un primo interessamento ottenuto grazie alla mobilitazione con il sindacato, non solo ha bloccato tutta la procedura di acquisizione dell’immobile ma ha anche interrotto qualsiasi comunicazione con gli inquilini, lasciandoli con lo sfratto esecutivo pendente sulle loro teste, emanato dalla Agenzia dei Beni Sequestrati" si legge in una nota congiunta dei due sindacati. Per questo, nel tardo pomeriggio di mercoledì 14 giugno, alle 18.30, è in programma un'assemblea in via Tenuta di Torrenova 138 (il parcheggio Asl) "per rompere il silenzio attorno alla loro sorte". 

Hanno sempre pagato l'affitto. "Anche il Comune mesi fa controllò la regolarità dei versamenti" aggiunge. "Il Campidoglio effettuò anche una 'radiografia' delle condizioni economiche di queste persone: non si tratta di famiglie benestanti. Molte vivono condizioni precarie. Ci sono anche malati costretti a stare a letto e disabili. Alcuni di loro potrebbero ritrovarsi in seria difficoltà nel cercare un'altra casa con il rischio di restare senza un tetto sulla testa". 

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