Casapound, M5S e Lega alla Camera votano contro lo sgombero

La maggioranza giallo-verde ha bocciato un ordine del giorno votato dal Pd

Da una parte Virginia Raggi, dall'altra il Movimento cinque stelle a Montecitorio. Sullo sgombero dell'immobile occupato da Casapoud in via Napoleone III, all'Esquilino, la giornata di ieri ha visto i pentastellati prendere due direzioni diverse. A poche ore dal blitz della sindaca che ha avanzato richiesta formale di rimozione della scritta in marmo apposta all'esterno dai fascisti del terzo millennio, alla Camera dei deputati il M5S ha votato contro un ordine del giorno presentato dal Pd con il quale si chiedeva lo sgombero dell'immobile di proprietà del demanio rispettando la linea dell'alleanza con la Lega. La richiesta è stata avanzata perché il palazzo non rientra tra i 23 immobili del cronoprogramma della Prefettura. 

"Se per Francesco D'Uva e i 5 Stelle il rispetto della legalità è prioritario, perchè ha votato contro il mio ordine del giorno per lo sgombero di CasaPound?", scrive in una nota Luciano Nobili, della presidenza del gruppo Pd alla Camera. "Il motivo è uno solo: Lega e M5S sono ormai costretti a essere la stessa cosa. Qualunque cosa dica D'Uva sono i fatti a parlare al suo posto: oggi Lega e M5S, con il loro no all'ordine del giorno del Pd, hanno ancora una volta salvato CasaPound. E quindi fatto sì che lo Stato, che ci ha già rimesso 4,6 milioni di euro, continui a perdere soldi". 

Attacca anche  Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico: "Vanno a fare le passerelle, ma quando si tratta di votare lo sgombero degli abusivi di CasaPound, la cui occupazione ha provocato una perdita economica di 4 milioni e 600 mila euro a carico dei cittadini italiani, votano insieme a Salvini. Ma c'è ancora qualcuno che gli crede?", ha scritto su Facebook.

"Nella foga di difendere l'indifendibile sindaca Raggi, il senatore grillino Patuanelli si è casualmente dimenticato di un fatto non proprio secondario: M5S, insieme alla Lega, ha votato contro l'ordine del giorno presentato dal Pd che prevede lo sgombero di Casapound", rincara la dose Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera. "Sostenere come fa lui che la decisione della Raggi di attestare l'irregolarità della scritta affissa sopra lo stabile occupato da Casapound a Roma, dimostra che per M5S non esistono eccezioni contro la legge, fa a pugni con l'evidenza. Ed è anzi ridicolo esaltarsi sulla pagliuzza rappresentata dal problema della scritta quando invece in Parlamento si va nella direzione opposta sulla trave, ovvero l'occupazione dello stabile". 

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Poche ore prima la sindaca Raggi aveva affermato: "Se dipendesse da me, io sgombererei domani quella struttura. L'ho sempre detto. Ma gli sgomberi non dipendono dal sindaco, quello che potevamo fare era iniziare un procedimento contro quella scritta illegale: leggiamo CasaPound, ma in realtà c'è scritto 'me ne frego' delle istituzioni, delle legge".  

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