Piano di zona Torresina, sfrattata una coppia di 77 e 76 anni

L'avvocato difensore: "Non ancora approvate le tabelle con i prezzi massimi di cessione". La società: "Lo sfratto è stato convalidato"

Un piano di zona della Capitale (Immagine di repertorio)

Ancora sfratti nei quartieri di edilizia agevolata della Capitale. L’ultimo caso risale a lunedì 11 marzo e arriva da Torresina, uno dei tanti piani di zona della città realizzati con finanziamenti pubblici. A rimanere senza casa è un uomo di 77 anni che si era trasferito nel complesso residenziale realizzato dalla società Torrenova 3000, nella parte nord-est della città, tra Primavalle e il Grande raccordo anulare. Antonio (nome di fantasia) si è trasferito lì con la moglie nel 2012 firmando un contratto di tre anni più due per 605 euro mensili. “Viviamo delle nostre due pensioni, una è minima, e di alcuni lavoretti che ho continuato a svolgere per poter arrontodare” racconta.

“Nella primavera del 2014, un imprevisto di natura economica mi ha messo nell’impossibilità di versare l’affitto” racconta. Dopo sei mesi arriva la richiesta di sfratto. Il ‘debito’ verso i proprietari dell’immobile, tra affitti non pagati e oneri condominiali, ammonta a 3.700 euro circa. Nell’aprile dell’anno successivo, il 2015, sfora quota 9.300 euro. Antonio riesce però a restare nell’appartamento in quanto stipula con i proprietari un accordo con il quale stabilisce una sorta di ‘piano di rientro’ dal debito accumulato: 481 euro al mese di indennità di occupazione più 250 euro per il debito pregresso fino a copertura dell’ammontare totale. Non solo. Al raggiungimento del versamento di 4.700 euro di debito pregresso sarebbe scattata la stipula del nuovo contratto. Antonio paga, seppur con qualche ritardo. “Ho i bollettini con tutti gli affitti richiesti anche se la proprietà lamenta l’assenza del versamento di due mesi”. Così arriva lo sfratto. E questa volta Antonio e la moglie sono stati costretti a lasciare davvero l’appartamento. 

“Il Comune di Roma non ha ancora stabilito i prezzi massimi di cessione per il piano di zona di Torresina” denuncia Vincenzo Perticaro, l’avvocato che ha assunto la difesa dell'inquilino dopo lo sfratto. “Mi chiedo perché l’amministrazione non abbia ancora agito e come sia stato individuato il canone di locazione alla base del debito”. 

Attacca anche Asia Usb che in una nota scrive: “Nel piano di zona Torresina, nel silenzio di Roma Capitale, non sono ancora mai state approvate le tabelle relative ai prezzi massimi di cessione. Eppure la società costruttrice, che ha beneficiato dei finanziamenti regionali e del terreno concesso in superficie da Roma Capitale, procede con le esecuzioni di rilascio degli immobili. La Giunta Raggi continua ad omettere qualsiasi controllo, nonostante le denunce presentate dagli inquilini e dalla nostra associazione. Quanti danni ancora dovranno essere subìti dagli inquilini prima che Roma Capitale e Regione Lazio intervengano?”.

Di seguito la replica della società Torrenova 3000 S.r.l. "Lo sfratto è stato convalidato dal Tribunale di Roma, in difetto di opposizione da parte dell'intimato, nel lontano mese di marzo del 2015; e la conseguente procedura esecutiva di rilascio è giunta a compimento dopo quasi quattro anni e circa venti, vani accessi dell'Ufficiale Giudiziario, ed anch'essa in difetto di opposizione da parte dell'esecutato. 

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La società precisa, inoltre, che l'accordo intercorso tra le parti nelle more della procedura esecutiva di rilascio era espressamente condizionato al rigoroso e puntuale rispetto del piano di rientro concesso all'esecutato, e - come, del resto, è riportato anche nell'articolo in questione - non è stato, invece, dallo stesso puntualmente ed integralmente adempiuto. La procedura esecutiva è, pertanto, proseguita del tutto legittimamente, ed è stata portata legittimamente a compimento dopo che, per oltre quattro anni, l'esecutato ha continuato ad occupare l'immobile pur non avendone titolo".

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